Le Mostre di Natale tra Veneto e Friuli Jesolo.

Le Mostre di Natale tra Veneto e Friuli

Jesolo.

A Venezia, alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, “Memoria e Progetto GUIDO STRAZZA PER CA’ D’ORO”, sino all’8 aprile.

La mostra ha preso avvio da due passioni comuni di Guido Strazza e del Barone Franchetti: generosità e amore. L’uno, infatti, un secolo fa donò allo Stato Italiano la Ca’ d’Oro e tutti i suoi magnifici tesori mentre l’artista romano con simile altruismo ha donato un importantissimo nucleo di sue opere al Museo veneziano. Poi entrambi, hanno inoltre amato i “marmorari” medievali e le loro sapienti, affascinanti creazioni. Di questo da’ conto la mostra, conducendo il visitatore, all’interno di un sottile gioco di assonanze, ad ammirare gli antichi “marmi” della Ca’ d’Oro e le creazioni dell’artista

A Padova, nel Palazzo del Monte di Pietà, “RIVOLUZIONE GALILEO. L’arte incontra la scienza”,sino al 18 Marzo.

L’esposizione rimarca la molteplice personalità dello scienziato, grande prosatore, virtuoso musicista, artista e critico d’arte; dal Galileo imprenditore al Galileo produttore di vini; dal Galileo rivoluzionario e anticonformista al dramma dell’abiura. Ma soprattutto l’uomo che amplia i confini della conoscenza e muta il rapporto degli artisti con la Natura del cielo. La mostra indaga i confini dello spazio, la sua narrazione, da Leonardo e Dürer fino ad Anish Kapoor, in un grande viaggio nell’arte moderna; tre secoli d’arte.

A Castelfranco Veneto, al Museo Casa Giorgione e in altre sedi, “LE TRAME DI GIORGIONE”, sino al 4 marzo.

In Giorgione nulla è veramente ciò che sembra. Questa grande mostra dipana le “Trame” della sua pittura. Ed è solo la tappa d’avvio per un viaggio nel linguaggio nascosto delle vesti che vengono, mai a caso, indossate per essere eternati dai ritratti. Tre secoli di grande storia dell’arte e del costume, dal Giorgione al Tiepolo, passando per Tiziano e tanti diversi protagonisti della storia dell’arte veneta.

A Gorizia, in Palazzo Attems Petzenstein, sino al 25 marzo, “LA RIVOLUZIONE RUSSA. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)”.

Alle Rivoluzione di Ottobre del 1917 proclamata da Lenin, segui’ conclamata la Rivoluzione Russa che era già in atto da tempo e si esprimeva nel campo della cultura e delle arti, trasformando vecchi canoni espressivi e imponendone di nuovi. Nulla sarà più come prima nel teatro, nella musica, nel balletto, nella fotografia e sopratutto nelle arti figurative. Ed è questo che documenta l’originale mostra di Gorizia.

A Rovigo, al Roverella, “SECESSIONE. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità”, sino al 21 Gennaio.

Per la prima volta in mostra un panorama complessivo delle vicende storico-artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: Monaco, Vienna, Praga e Roma. Evidenziando differenze, affinità e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo. Basti pensare a Gustav Klimt e ad Egon Schiele che esposero alle mostre della Secessione Romana o a Segantini che partecipò alle annuali mostre viennesi.

Ancora a Rovigo, in Palazzo Roncale, “I CAPOLAVORI DEI CONCORDI”, sino al 21 gennaio. La Pinacoteca dei Concordi approda a Palazzo Roncale. Qui ambienti fastosi, con i loro preziosi arredi, accolgono le opere della Pinacoteca. Si tratta di una raccolta d’arte importantissima, che racchiude in sé alcuni capolavori dei grandi maestri della pittura italiana: dal gotico, a Bellini e ai belliniani, dai Fiamminghi al Cinquecento veneto, dai pittori della realtà, dalla pittura di paesaggio ai pitocchi, arrivando ai ritratti e ai pittori della Venezia del Seicento. Tra le opere esposte è possibile ammirare il celebre “Ritratto di Antonio Riccobono” di Giambattista Tiepolo, la “Madonna con il Bambino” e il “Cristo porta croce” di Giovani Bellini e opere insigni di Piazzetta, Pittoni, Palma il Vecchio, Luca Carlevarijs.

A Treviso, negli spazi Bomben, Fondazione Benetton Studi Ricerche, “LOTTERIE, LOTTO, SLOT MACHINES. L’azzardo del sorteggio: storia dei giochi di fortuna”, sino al 14 gennaio. Una mostra ricca di stimoli, suggestioni, testimonianze, che vuole presentare in modo facile e gradevole la complessità di un fenomeno sempre di straordinario rilievo nella vita delle società. E oggi accentuato dagli strumenti attuali del possibile azzardo: dalle lotterie istantanee a quelle via internet, dal gratta e vinci alla roulette televisiva – moderni eredi delle puntate su chi doveva essere eletto alla guida della città o alla funzione pontificia –, fino alla schedina del totocalcio, e ad altre pratiche in continua evoluzione.

Sempre a Treviso, al Museo Nazionale Collezione Salce, “ILLUSTRI PERSUASIONI tra le due Guerre”, sino al 14 gennaio. In questa nuova mostra del Museo Salce, il focus è posto sugli autori dei manifesti. Riconoscendo loro il ruolo e la virtuosità di abili “persuasori”. I loro sono anni in cui la “propaganda” assume un ruolo ufficiale e nella grafica raggiunge livelli di straordinaria eccellenza. Sono i decenni in cui nel vecchio Continente, ma non solo, si affinano gli strumenti della “comunicazione di massa”. In mostra, un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, dal 1920 al 1940.

A Vicenza, alla Basilica Palladiana, la mostra più visitata del momento: “VAN GOGH. Tra il grano e il cielo”, sino all’8 Aprile.

Oltre 120 opere, tra dipinti e disegni. Un tema attentamente focalizzato, un filo conduttore di grande suggestione: le lettere scritte dal pittore.

Stessa sede e stesse date per “UN CANTO DOLENTE D’AMORE. Marco Goldin, Matteo Massagrande, Vincent van Gogh”.

Ancora a Vicenza, al Palladio Museum, raffinato appuntamento con “TIEPOLO SEGRETO”. Il Palladio Museum si è arricchito di un eccezionale patrimonio d’arte: sette straordinari strappi d’affreschi di Giandomenico Tiepolo (1727-1804), che interpretano la scena dell’Olimpico di Palladio. Da oltre cinquant’anni anni erano conservati nel palazzo dei proprietari che li salvarono dalle distruzioni belliche. Oggi gli eredi, Camillo e Giovanni Franco, li hanno destinati al Palladio Museum. In occasione della mostra, per ampliare l’opportunità di conoscenza del grande artista veneto, il Palladio Museum e Villa Valmarana ai Nani offrono una reciproca riduzione sui biglietti d’ingresso: Giambattista dipinse gli affreschi “Olimpici” vent’anni dopo aver affrescato villa Valmarana, per il figlio del suo primo committente.

Ad Udine, in Castello, sino al 7 gennaio, “L’OFFENSIVA DI CARTA. La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo”. Dopo Caporetto, partì la grande controffensiva che portò alla Vittoria del 1918. Fatta con cannoni, fucili e aerei, certo. Ma è un’altra, non meno efficace, Offensiva che questa mostra illustra. Quella combattuta sotto la regia dell’Ufficio Propaganda, fatta di manifesti, parole d’ordine e soprattutto di immagini. Destinata a giovani soldati spesso analfabeti. Immagini che portano le firme di ragazzi al fronte, alcuni dei quali – come il caporale De Chirico o i soldati Carrà, Sironi e Soffici – destinati a diventare artisti celebri.

Sono dunque occasioni anche a Natale!

A. M. D. P.

info: www.studioesseci.net

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Venezia. Biennale d’Arte 2017 Viva Arte Viva. 615.000 visitatori

Venezia. Biennale d’Arte 2017

Viva Arte Viva. 615.000 visitatori

Si e’ chiusa oggi, domenica 26 novembre 2017, la 57. Esposizione Internazionale d’Arte – Viva Arte Viva – organizzata dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta e curata da Christine Macel. Un Incontro Aperto ha tracciato le considerazioni finali sulla Mostra che ha richiamato una straordinaria attenzione e un’altissima affluenza di visitatori: 615mila, con incremento del 23% rispetto al 2015 risultando la mostra più visitata in Italia – anche da giovani sotto i 26 anni – a dimostrazione della crescente familiarità del pubblico con l’arte contemporanea e del desiderio di conoscenza come ha commentato Paolo Baratta.

I dati della Mostra

120 artisti invitati alla Mostra

86 partecipazioni nazionali

30 partecipazioni nazionali nei padiglioni storici ai Giardini

23 partecipazioni nazionali all’Arsenale

33 partecipazioni nazionali nel centro storico di Venezia

3 nazioni presenti per la prima volta sono: Antigua e Barbuda, Kiribati, Nigeria.

3 nazioni che partecipano dopo una lunga assenza: Stato Plurinazionale della Bolivia (ultima volta da solo 1966 poi con I.I.L.A), Malta (ultima volta 1999), Tunisia (prima e ultima volta 1958)

1 Progetto Speciale (Padiglione delle Arti Applicate in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra)

23 Eventi collaterali

Si sono svolte 68 Tavole Aperte, di cui 49 con gli artisti di Viva Arte Viva e 19 con gli artisti delle Partecipazioni Nazionali, per un totale di 87 artisti e 2.100 partecipanti.

La Mia Biblioteca, un progetto che ha raccolto 470 volumi che entreranno a far parte della collezione della Biblioteca ASAC della Biennale di Venezia.

Numerose le Performance che durante i sei mesi di Mostra sono state visibili in streaming sul sito della Biennale di Venezia e sono ora tutte disponibili sulla piattaforma Biennale Channel.

Padiglione delle Arti Applicate

Per il secondo anno consecutivo, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra, è stato realizzato il Padiglione delle Arti Applicate, con una mostra intitolata Display – between art and arts and craft a cura di Jorge Pardo, ospitata negli spazi delle Sale d’Armi A dell’Arsenale.

Educational: 64.347 (3.738 gruppi) i partecipanti alle attività educational e ai servizi di visite guidate, con un incremento del 15% rispetto al 2015.

Si è confermato, infine, l’apprezzamento del pubblico per la presenza di 38 giovani laureati lungo il percorso espositivo, formati per essere a disposizione del pubblico e dare informazioni sui contenuti, che consideriamo elemento qualificante di Mostra.

Il progetto Biennale Sessions – dedicato alle Università, Accademie di Belle Arti, istituzioni di ricerca e formazione nel settore dell’architettura, delle arti visive e nei campi affini – ha favorito per il settimo anno consecutivo la visita della Mostra a gruppi di studenti e docenti, anche di università straniere.

Comunicazione

Attività ufficio stampa

5.000 i giornalisti accreditati in vernice, ripartiti tra:

3.400 giornalisti internazionali, 1.600 giornalisti italiani

Oltre 3.500 gli articoli compongono la rassegna stampa italiana e straniera ad oggi, tra quotidiani, periodici, web, radio e tv.

Gli sponsor

La 57. Mostra è stata realizzata anche con il sostegno di Swatch, Partner della manifestazione, Artemide, JTI (Japan Tobacco International), Vela-Venezia Unica, Bloomberg Philanthropies, illycaffè, COIMA, i-AMFoundation e Trenitalia Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Ringraziamenti a Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP e Garage San Marco.

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, La Biennale ha riproposto il Progetto Accessibilità rivolto agli utenti e ai relativi operatori di comunità educative e terapeutiche prevalentemente del nord Italia alle categorie abitualmente meno coinvolte nella fruizione di mostre ed eventi culturali (disabilità mentale e/o psico–fisica, senza fissa dimora, soggetti con dipendenze, migranti, non udenti).

Il progetto ha offerto attività a titolo completamente gratuito – incontri preparatori, visite guidate e laboratori – condotte da operatori formati dalla Biennale di Venezia in accordo con i centri e le comunità aderenti. Il progetto ha coinvolto circa 1.300 utenti e sono state organizzate 80 attività fra visite guidate e laboratori didattici.

Tante le visite alla Biennale di personalità del mondo del cinema, attrici come Annette Bening, Susan Sarandon, Sonia Bergamasco, Jasmine Trinca, Greta Scarano; tra gli attori Melvil Poupaud, Yorgos Zois, Ricky Tognazzi; registi come Ildiko Enyedi, Edgar Wright, Céline Sciamma, Rakhshan Banietemad, Rebecca Zlotowski, Ami Canaan Mann, Mark Cousins, Fien Troch, Michel Franco, Giuseppe Piccioni; critici cinematografici come David Stratton; scrittori e sceneggiatori quali Geoff Andrew e Andrés Duprat; musicisti come Ryuichi Sakamoto e Albert Lee; coppie celebri del cinema come Deborah e John Landis, Jennifer Lawrence e Darren Aronofski.

Ringraziamenti sono andati al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, le Istituzioni del territorio che in vario modo sostengono La Biennale, la Città di Venezia, la Regione del Veneto.

Un ringraziamento va ai Donor, importanti nella realizzazione della 57. Esposizione d’Arte.

Particolari i ringraziamenti a Christine Macel e al suo team, oltre che a tutte le grandi professionalità della Biennale per la realizzazione e la gestione della Mostra nei sei mesi e mezzo di durata.

La Biennale di Venezia, pertanto, ancora una volta si è rivelata una festa della cultura e dell’arte internazionale di grande successo.

Anna Maria Di Paolo

INFO: www.labiennale.org

Facebook: La Biennale di Venezia | Twitter: @la_Biennale | Instagram: @labiennale

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“Ambienti/Environments di Fontana all’ Hangar Bicocca

“Ambienti/Environments di Fontana all’ Hangar Bicocca

Nove Ambienti spaziali e due interventi ambientali, realizzati da Lucio Fontana tra il 1949 e il 1968 per gallerie e musei italiani e internazionali “Ambienti/Environments” sono esposte nello spazio delle Navate dell’ Hangar Bicocca per la prima volta mettendo così in rilievo le innovazioni del grande Maestro del Novecento.

Gli Ambienti spaziali degli anni ’40 sono le opere ricostruite grazie allo studio e alle ricerche della storica dell’arte Marina Pugliese e della restauratrice Barbara Ferriani e al contributo della Fondazione Lucio Fontana, attraverso un allestimento inedito.

Lucio Fontana (1899, Rosario di Santa Fé, Argentina – 1968, Varese, Italia), fondatore dello Spazialismo, ha indagato i concetti di spazio e luce e con il suo lavoro ha trasformato profondamente la concezione tradizionale di pittura, scultura e spazio. Fontana, affrontando il problema della percezione dello Spazio e inserendolo nella categoria del Tempo e in quello della Luce, ha operato il gesto di bucare o tagliare la tela del quadro creando così un filo rosso tra lo Spazio della tela tagliata e il Tempo del gesto fulmineo del suo taglio.

Ha in tal modo superato la bidimensionalità della tela e anticipato diversi movimenti artistici degli anni ’60 e ’70, come Arte Povera, Arte Concettuale, Land Art e Environmental Art.

In mostra L ‘arabesco di luce, Struttura al neon, concepito per lo scalone della Triennale del 1951, ora è all’ ingresso e da’ avvio al percorso precedendo corridoi, labirinti, stanze buie di gomma morbida e poi luci fluorescenti di vari colori, rosa, rosso, bianco, nero e verde.

Pioggia di luce studiata nel 1961 per l’architettura di Nervi a Torino chiude infine la mostra.

L’esposizione è visibile fino al 25 febbraio. L’ ingresso è gratuito.

Anna Maria Di Paolo

Hangar Bicocca

Via Chiese 2, Milano

Orari di apertura Giovedì – domenica, 10-22

http://www.hangarbicocca.org/

Press. Angiola Gili

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IL CINQUECENTO A FIRENZE. PALAZZO STROZZI

IL CINQUECENTO A FIRENZE

  Pontormo

Michelangelo, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino, Giorgio Vasari, Santi di Tito, Giambologna sono i protagonisti della Mostra Il Cinquecento a Firenze, dedicata all’arte del secondo Cinquecento nella città.

Si conclude così la trilogia di mostre di Palazzo Strozzi a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, iniziata pone a confronto la “maniera moderna” e la Controriforma, tra sacro e profano: una stagione unica per la storia dell’arte a Firenze, segnata dal Concilio di Trento e dalla figura di Francesco I de’ Medici, un grande mecenate.

La mostra, a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, comprende settanta tra dipinti e sculture e, in un percorso cronologico e tematico, annovera opere sacre e profane dei grandi maestri del secolo come Michelangelo, Pontormo e Rosso Fiorentino, ma anche di pittori quali Giorgio Vasari, Jacopo Zucchi, Giovanni Stradano, Girolamo Macchietti, Mirabello Cavalori e Santi di Tito e scultori come Giambologna, Bartolomeo Ammannati e Vincenzo Danti, alcuni dei quali decorarono anche lo Studiolo di Francesco Medici a Palazzo Vecchio, La Tribuna agli Uffizi e le chiese fiorentine secondo le indicazioni Concilio di Trento. Erano altresì abili nell’uso di compositi registri espressivi mediando la propria formazione con l’evoluzione dei tempi che avrebbero visto affermarsi la ricerca di Galileo Galilei, aperta a una nuova visione della natura, e una nuova espressione artistica. La mostra accosta capolavori degli anni Venti del Cinquecento e pone a confronto opere di una assoluta bellezza come la Deposizione di Santa Felicita di Pontormo, la Deposizione dalla croce di Volterra di Rosso Fiorentino, il Cristo deposto di Bronzino proveniente da Besançon. Li precede tra gli altri, capolavori come la celebre Pietà di Luco di Andrea del Sarto e il Dio fluviale di Michelangelo.

Michelangelo

Per l’occasione sono stati operati diciassette restauri, col contributo di Friends of Florence per sei opere, a cominciare dalla Deposizione del Pontormo, insieme alla cappella Capponi in Santa Felicita, per cui l’opera fu dipinta, per proseguire con straordinarie pale come l’Immacolata Concezione del Bronzino, Cristo e l’adultera e la Visione san Fiacre di Alessandro Allori, e le sculture del Dio fluviale di Michelangelo e del Crocifisso del Giambologna.

La prima sezione e’ dedicata a temi sacri con gli artisti che lavorarono ai nuovi altari riformati nelle chiese fiorentine seguita da quella sui temi profani spesso legati alla personalità di Francesco I. In entrambe le sezioni troviamo i medesimi artefici tra cui Giorgio Vasari, Mirabello Cavalori, Girolamo Macchietti, Santi di Tito, Jacopo Coppi, Maso da San Friano, Giovan Battista Naldini, Giambologna.

Rosso Fiorentino

Nella parte centrale, come filo rosso fra sacro e profano, due sale sono dedicate ai ritratti come Ritratto di Francesco I di Alessandro Allori, del 1570-1575, dal Museo Mayer van den Bergh di Anversa – e ai generi che si ritrovano nello Studiolo di Francesco I.

Nelle ultime due sale, marmi e tavole d’altare, tra la fine del Cinquecento e l’ avvio del Seicento, sono: la Visione di san Tommaso d’Aquino della Chiesa di San Marco a Firenze di Santi di Tito, 1593; I miracoli di san Fiacre di Alessandro Allori da Santo Spirito, 1596 e l’altorilievo di Pietro Bernini “San Martino divide il mantello col povero”, 1598 circa, Napoli, Museo di San Martino.

Sono opere di mistica e di poesia che ci coinvolgono fortemente sia sul piano mentale sia su quello emotivo.

In città l’indicazione di visita è rivolta allo Studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio a Firenze, iniziato nel 1570, con creazioni alla maniera fiorentina, per la collaborazione tra di Vincenzo Borghini e un gruppo di trentuno artisti capeggiati da Giorgio Vasari. Faceva parte dell’appartamento privato del duca e in origine vi si accedeva dalla sua camera. L’ iconografia di Borghini è incentrata sul rapporto tra Arte e Natura, seguendo gli interessi di Francesco Medici, appassionato di scienze e di alchimia.

Si può completare, infine, l’itinerario anche alla Tribuna, sala ottagonale situata nel corridoio di Levante della Galleria degli Uffizi. Voluta da Francesco de’ Medici, che ne affidò l’esecuzione a Bernardo Buontalenti, nel 1583, nacque come primo museo pubblico per accogliere e mostrare le collezioni d’arte del Principe oltre che le rarità naturali.

Bronzino

La mostra è prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi con Arcidiocesi di Firenze, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, con il supporto di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana, e tra altri con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Main sponsor Gruppo Unipol.

Da non perdere!

A. M. D. P.

FIRENZE. Palazzo Strozzi, Via Strozzi. Fino al 21 Gennaio 2018

http://www.palazzostrozzi.org

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Beppe Bonetti Le variazioni della Metarazionalità

Beppe Bonetti

Le variazioni della Metarazionalità

Forme al plurale, libertà immaginativa, frattura dell’argine è la peculiarità della ricerca artistica di Beppe Bonetti che, nelle variazioni della sua Metarazionalità, frantuma confini e regole in un’ ideazione che da definita diviene indefinita.

E nel suo continuo protendersi oltre, trova la vasta facoltà della visione nella quale i confini si sbriciolano aprendo un varco alla fantasia.

La sintesi di tale percorso è ora esposta in una rigorosa ed elegante esposizione alla Galleria Ramera di Brescia nelle cui pareti si snodano i quadri su Metarazionalità, Variazione su un errore di Parmenide e Variazioni su Sette Linee ripercorrendo quasi quarant’anni di attività dell’Artista, avviata agli inizi degli anni Ottanta.

Dall’ astrazione geometrica razionalistica, di cui ha criticato il concetto sostanziale, Beppe Bonetti nel 1982 ha dato, infatti, avvio amolti lavori della “Metarazionalità” con elementi disorganici che ne disgregano la precisione.

Nel secondo ciclo “Variazioni su un errore di Parmenide”, Bonetti mutua il concetto di sfera, di forma circolare, perfetta, che è “ l’Essere” immutabile, immaginato dal filosofo greco Parmenide, rivelando così una falla che la sgretola in un Non-Essere. Così brandelli esplodono al limitare della sfera frammentandone i bordi su cui si addensano forme geometriche quasi a riprogrammarla.

Dallo studio delle teorie percettive e cinetiche, quindi, Bonetti ha fatto derivare varie immagini insolite legate alle

“Variazioni sul 7″ rappresentando così un ciclo compiuto e dinamico nel quale, scompigliando l’ordine e la rigidezza geometrica dello spazio dell’opera, arriva ad una metafora della percezione libera “controllata”.

Come chiavi musicali, Beppe Bonetti, nella sua inquieta ricerca creativa, ha individuato, pertanto, nei sette, una sua chiave di volta spingendo le Variazioni sul 7 verso la “meta”, la Metarazionalita’.

Nel cartoncino che accompagna la mostra, a proposito dell’identità e della missione dell’artista, Beppe Bonetti, riprende e fa sue le parole di Schonberg secondo cui “L’artista non deve cercare la bellezza ma la verità”.

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Beppe Bonetti, classe 1951, ha avviato il suo percorso artistico alla

fine degli anni Sessanta iniziando ad esporre negli anni Settanta a Brescia. A partire dagli anni Ottanta ha intrapreso la ricerca artistica sulla “Metarazionalità” esponendo in varie mostre personali e collettive in Italia, in Europa, in USA e in Giappone, tra cui: Mart Arte Contemp. Osaka (Giappone), Tsuchiya Art Gallery Hünfeld (Germania), Genova, Università degli Studi di Genova, Facoltà di Scienze della formazione – Retrospettiva, Milano, Galleria Scoglio di Quarto, Villa Mazzotti Chiari BS (Chiari e Geniali, Galleria Colossi), Brescia, Biblioteca Queriniana, Los Angeles, Hartman Gallery (Gruppo L.I.G.), Lugano, artantide.com, Milano, Galleria Vinciana, Carrara, Galleria Atelier, Seoul, The Rotunda, Ambasciata d’Italia, Bologna, Personale Arte Fiera Galleria Galliata, Piacenza, Galleria Galliata, Milano, Galleria Vismara, Tokyo, Dan Gallery, Parigi, Galleria Claude Dorval, Copenhagen, Zenit Gallery
Wien, Italienisches Kulturninstitut, Hamburg, Staats und Universitatsbibliothek Rotterdam, Galerie Trafcentrum Cadaques, Galeria Cadaques Zagabria, Talijanski Kulturni Centar e in altre ancora.

Ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia nel 2013 con tre grandi sfere di tre metri di diametro su “Variazioni su un errore di Parmenide”. Nel 2015 ha esposto a Budapest e nel 2016 a Berlino.

Anna Maria Di Paolo

Beppe Bonetti. Aspetti della Metarazionalita’. Brescia, Galleria Ramera, Via Moretto, 2 , fino all’ 11 Novembre 2017.

http://www.beppebonetti.it/

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Storia di artisti e di bastardi di Flavio Caroli Mestre, Centro Culturale Candiani

Storia di artisti e di bastardi

di Flavio Caroli

Mestre, Centro Culturale Candiani

In questo ricco e coloratissimo volume – ibrido tra il saggio e il memoir – Flavio Caroli ricostruisce il suo percorso critico, tra lo studio dell’arte passata e la partecipazione attiva alla scena dell’arte contemporanea, raccontando in modo inedito e scanzonato quella brillante società mondana fatta di artisti e mecenati, registi e cantautori, mostre e cataloghi, Biennali e viaggi.

In una serie di ‘ideali’ lettere alla sua giovane nipote, che studia arte e non ha ancora deciso se seguire le sue orme o diventare una gallerista, Caroli alterna ricordi personali e aneddoti, considerazioni sul nostro presente e piccole fulminanti lezioni sui maestri del passato.

Che ci parli della sofferta, consapevole depressione di Van Gogh o del suo primo incontro con Antonioni, bello e lontano, sul set di ‘Deserto rosso’; che ci racconti i ritrovati e poi perduti dipinti del Guercino o la sua affettuosa amicizia con Lucio Dalla; che ci riveli le pulsioni di morte di un pasoliniano Andy Warhol o le intemperie di Marina Abramovic, la voce di Caroli ci arriva sincera e palpitante, immersa nelle storie che narra con la naturalezza del grande storico e divulgatore.

Come ben testimonia il primo bellissimo capitolo del volume dedicato all’arrivo degli artisti della Pop Art alla Biennale del ’64, avvenuto in un clima di grande freddezza e ‘straniamento’, l’incontro si ricollega perfettamente ai temi e ai protagonisti della mostra in corso al Candiani, che – con la direzione scientifica di Gabriella Belli e la curatela di Antonio Homem – ripercorre gli straordinari anni ‘60 in America attraverso una quarantina di capolavori di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jasper Johns, Jim Dine, Tom Wesselmann, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg e molti altri provenienti dalla Collezione Sonnabend, in deposito a lungo termine a Ca’ Pesaro.

Flavio Caroli (Ravenna, 1945) è storico dell’arte moderna e contemporanea. Dopo gli studi classici, nel 1968 si è laureato in Lettere moderne presso l’Università di Bologna e nello stesso ateneo, dopo la specializzazione in storia dell’arte (1972), ha iniziato la carriera accademica.

Dal 1995 è professore ordinario di storia dell’arte moderna presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano dopo aver ricoperto la stessa cattedra presso le Università di Salerno (1990-1993) e di Firenze (1993-1994). Ha organizzato numerose mostre e pubblicato numerosi volumi.

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Tra le sue innumerevoli pubblicazioni si ricordano anche Anime e volti (Mondadori), Con gli occhi dei Maestri (Mondadori), Il Museo dei Capricci (Electa).

Presentazione volume

Sarà presente l’autore, modera Gabriella Belli

con letture di Rossana Valier

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Giovedì 5 ottobre 2017, ore 18

Mestre, Centro Culturale Candiani

Sala cinematografica al piano terra

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

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MARIA MULAS. OBIETTIVO MILANO. 200 fotoritratti d’archivio


“OBIETTIVO MILANO. 

200 fotoritratti dall’archivio di MARIA MULAS”


Castiglioni 


“OBIETTIVO MILANO. 200 fotoritratti dall’archivio di MARIA MULAS” e’ l’esposizione che, nell’ambito di Milano Photo Week in programma dal 5 all’11 giugno, mostrerà lavori di Maria Mulas, una tra le più importanti fotografe italiane riconosciuta a livello internazionale.



Maria Mulas descrive con naturalezza ed empatia i diversi volti di Milano a cui è particolarmente legata, catturando i ritratti di artisti, galleristi, critici, designer, architetti, stilisti, scrittori, editori, giornalisti, registi, attori, intellettuali, imprenditori e amici che con questa città hanno intessuto un particolare rapporto.


Fra le numerose personalità italiane e internazionali immortalate da Maria Mulas si annoverano per il mondo dell’arte Marina Abramovic, Salvatore Ala, Louise Bourgeois, Alik Cavaliere, Jonh Cage, Christo, Francesco Clemente, Philippe Daverio, Gillo Dorfles, Gilbert & George, Keith Haring, Alexander Iolas, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Mario Merz, Gina Pane, Andy Warhol, accanto a protagonisti indiscussi dell’architettura e del design quali Gae Aulenti, Mario Botta, Achille Castiglioni, Bruno Munari e Giò Ponti. Nella teoria di personaggi non mancano i rappresentanti della moda fra cui Giorgio Armani, Gianni Versace, Miuccia Prada e dello spettacolo come Valentina Cortese, Luca Ronconi, Giorgio Strehler, Liz Taylor, Ornella Vanoni. Un’attenzione particolare è inoltre dedicata all’ambito della scrittura e dell’editoria con Rosellina Archinto, Natalia Aspesi, Jorge Luis Borges, Umberto Eco, Inge Feltrinelli, Lawrence Ferlinghetti, Dario Fo, Gunter Grass, Allen Ginsberg, Nanda Pivano, Andrej Voznesenskij e molti altri suddivisi in sette sezioni 




Completano la rassegna fotografica disegni, dediche, cartoline, scritti e documenti che testimoniano i profondi legami intessuti da Maria Mulas con le personalità da lei ritratte.


Nelle fotografie di Maria Mulas emerge l’abilità nel cogliere la naturalezza o l’artificiosità, le espressioni, gli atteggiamenti, le abitudini, i caratteri, gli stili di vita, in un continuo dialogo tra quotidianità ed eccezionalità, tra realismo e ironia.





Il progetto di allestimento è a cura di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio nell’ambito di una sponsorizzazione tecnica della mostra da parte di Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.


La mostra è realizzata con il sostegno di

Archivio Maria Mulas – Libreria Galleria Andrea Tomasetig – Fpe d’Officina.


A. M. D. P.



Palazzo Morando | Costume Moda Immagine

via Sant’Andrea 6 – piano terra

1 giugno – 6 settembre 2017


Orari: martedì-domenica, ore 9-13 e 14-17.30


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CARLO MATTIOLI. Labirinto della Masone di Fontanellato, Parma



CARLO MATTIOLI

Labirinto della Masone di Fontanellato, Parma





Carlo Mattioli, 1911- 1994, nacque a Modena e frequentò a Parma l ‘Istituto di Belle Arti.

Protagonista dei suoi dipinti e’ stata la moglie Lina di cui realizzò i primi ritratti e i nudi. Si dedicò anche alla grafica con varie illustrazioni degli anni Sessanta continuando nella pittura ad ispirarsi alla natura, ai classici come Caravaggio e alla poesia degli amici come Attilio Bertolucci e Mario Luzi in una sintesi estetica tra antico e moderno.


Ora, al Labirinto della Masone a Fontanellato, Parma, a Carlo Mattioli viene dedicata una mostra, curata dalla Fondazione Franco Maria Ricci e Archivio Mattioli.



Mattioli è stato una figure rilevanti nell’arte italiana del Novecento. 

Le sessanta opere che costituiscono la mostra sono in gran parte inedite, scelte nella vasta produzione del pittore da Sandro Parmiggiani e Anna Zaniboni Mattioli, nipote dell’artista e responsabile dell’Archivio.


Le opere vanno dal 1961 al 1993 e comprendono Nudi e Nature morte, i rivisitati Cestini del Caravaggio, i poetici Alberi e i personalissimi Ritratti, i Paesaggi e Spiagge della Versilia, i Campi di grano e papaveri e le Aigues Mortes, forme e colori vibranti di visioni aeree che indagano il filo rosso che collega l’organico e l’inorganico, la vita e la morte.

La poetica di Mattioli, infatti, è contraddistinta da un velo di poesia e di stupore per tutte le manifestazioni della natura e del mondo. 




L’esposizione si collega anche all’uscita del Catalogo Generale dei dipinti, realizzato da Franco Maria Ricci con la prefazione di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, i testi critici di Vittorio Sgarbi e Marco Vallora e la biografia aggiornata dell’artista a cura di Marzio Dall’Acqua. Contiene inoltre la bibliografia completa, l’indice di tutte le esposizioni personali e collettive, l’elenco di tutti i 2700 dipinti schedati e circa 150 riproduzioni a colori di grandi dimensioni delle opere più rappresentative dell’artista, selezionate dall’Editore stesso. 




Una mostra collaterale: Nella pagina e nello spazio. Mattioli illustratore e scenografo! A cura delle Istituzioni di Parma e dell’Archivio Mattioli, è in programma, inoltre, alla Biblioteca Palatina di Parma dove saranno esposti i libri, vere edizioni d’arte, affiancate dai disegni originali realizzati da Mattioli per la casa editrice Guanda negli anni Quaranta e Cinquanta. E per la prima volta saranno esposte bozzetti di scene e costumi di un inedito Mattioli artista per il teatro. 

È visitabile infine anche lo Studio Museo del pittore nel Secentesco Palazzo Smeraldi, accanto al Duomo di Parma, in cui aleggia il suo spirito originale così come l’Artista lo ha lasciato: le tavolozze, i pennelli, la giacca imbrattata di mille colori, i tubetti ancora aperti e le opere compiute ed incompiute.

A tale proposito ho un delicato e bellissimo ricordo di quando, mi sembra fosse attorno al 1986, ebbi la fortunata occasione di visitare questo studio dove, accanto alle sue ultime opere, Mattioli, ci mostró, soltanto alla fine della visita, un quadro appoggiato su una servante, ancora coperto da un leggero telo che, da lui tolto, rivelò un Crocifisso, soggetto sacro ancora insolito nella sua ricerca che aveva realizzato, con modestia e umiltà, in ricordo della moglie scomparsa.




La mostra dedicata a Carlo Mattioli rappresenta, in sintesi, un’ occasione per ripensare globalmente alla sua straordinaria, semplice e raffinata ricerca.

 


Anna Maria Di Paolo



MATTIOLI al Labirinto della Masone di Fontanellato, Parma, dal 27 maggio al 24 settembre 2017



Ufficio Stampa Archivio Carlo Mattioli
lucia@luciacrespi.it


 

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Shirin Neshat The Home of My Eyes. Museo Correr. Venezia. Biennale Arte 2017. Evento Collaterale

Venezia. Biennale Arte 2017. Tra gli Eventi Collaterali


                  Shirin Neshat 

The Home of My Eyes. Museo Correr



Dettaglio con scritte sulle braccia

Sono 22 gli Eventi Collaterali della 57. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo VIVA ARTE VIVA, curata da Christine Macel e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017.

 

Gli Eventi Collaterali ammessi dal curatore, sono organizzati in numerose sedi della città di Venezia e propongono un’ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la mostra di Venezia.

 Tra questi molto interessanti le proposte del MUVE veneziano. Spicca ad esempio l’esposizione al Museo Correr di Shirin Neshat. L’artista, classe 1957, nata in Iran, che vive e lavora a New York, è nota a livello internazionale sia per le serie fotografiche sia per i filmati con i quali esplora le identità prevalentemente femminili, ma anche maschili della sua Terra iraniana, ambito di provenienza dell’artista.


Anna

 Già vincitrice nel 1999 del Leone d’Oro come migliore artista internazionale, ha inoltre ricevuto nel 2009 anche il Leone d’Argento per il lungometraggio Uomini senza donne, come migliore regia sempre a Venezia, nell’ambito della Biennale d’Arte. 

Ora si ripresenta a Venezia, al Museo Correr con The Home of My Eyes, lavoro sull’identità di persone del suo Paese, che la Neshat definisce “personale, politico, emotivo”.



Dettaglio

The Home of My Eyes Shirin Neshat è un ciclo di 55 fotografie ideate e realizzate dall’artista dal 2014 al 2015 e ancora mai esposte in Europa; oltre a Roja (2016) che rappresentano il più recente lavoro di Neshat. Si tratta di ritratti fotografici di singole persone residenti in varie regioni dell’Azerbaijan che ha ricordato all’artista il suo paese natale, l’Iran, ognuna con un diverso credo religioso ma tutte, nell’installazione, presentate come facenti parte della stessa comunità. I personaggi appaiono di fronte in primo piano e sono di diverse generazioni: dalla giovane bambina bionda dall’aspetto europeo al quasi ottantenne con sembianze asiatiche. Se ne evince l’aspetto psicologico dei personaggi e i loro stati emotivi. È, inoltre, proiettato il suo video intitolato Roja, basato su un sogno personale. 


Il video si concentra sul sentimento di “spostamento” delle popolazioni, sulla paura dello “straniero” e della “terra straniera”. Come in altri lavori di Shirin Neshat, “Roja mostra il desiderio di riunirsi con la propria “casa”, e con la “madrepatria”, che può sembrare in un primo momento empatico ma che si rivela nel corso del video e alla fine terrificante e infernale”. Fondazione Musei Civici di Venezia, con il supporto di The Written Art Foundation, Frankfurt am Main.




Anna Maria Di Paolo 




SHIRIN NESHAT The Home of My Eyes   Museo Correr fino al 24 Novembre 2017 Museo Correr, Piazza S. Marco, 10 – 19, ultimo ingresso ore 18 


Uff. Stampa : press@fmcvenezia.it





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MUve. Marzia Migliora Museo di Ca’ Rezzonico. Venezia

Marzia Migliora Museo di Ca’ Rezzonico. Venezia



Di Marzia Migliora a Ca’ Rezzonico è allestista la mostra Velme, un progetto studiato per porre in relazione la sua opera con lo spazio e la storia del Museo prestigioso cogliendone le suggestioni in un dialogo coraggioso e talora anche in contrasto. L’impatto emotivo percorrendo le sale è davvero forte poiché il candore delle sculture di salgemma sbozzate grossolanamente sono in forte contrasto con la bellezza delle sale, degli arredi e dei quadri del 700 che caratterizzano il fantastico Palazzo. E paradossalmente prezioso diventa andare alla ricerca delle opere più della Migliora disseminate a bella posta tra tanta magnificenza, compresa la scritta “cui contra nos” sulla grande specchiera delle sale degli Arazzi, del Trono, del Tiepolo e Lazzarini. Ed è il secondo indizio, dopo il titolo della mostra che come un filo rosso ci scopre l’intendimento della Migliora di sottolineare il deterioramento delle risorse della natura per il mero guadagno che ci si ritorcono contro. Infatti Velma, che dà il titolo alla mostra, è la melma del fondale lagunare a rischio a causa del degrado morfologico dell’area e dell’erosione dei fondali marini, determinati dalla scarsa consapevolezza e dalle continue violazioni perpetrate dall’uomo. 




La mostra, curata da Beatrice Merz, comprende 5 installazioni, una è al Portego de mezo, è l’ opera La fabbrica illuminata: cinque banchi da orafo, con l’ “oro bianco” il sale, fondamentale nella storia commerciale di Venezia, illuminati da una fila di neon.


Il capolavoro di Pietro Longhi Il Rinoceronte diventa poi citazione e rivelazione per l’installazione Taci, anzi parla. Della dama del dipinto del Longhi, che indossa una maschera femminile, detta Moréta,


Dal corpus scultoreo degli Etiopi portavaso di Andrea Brustolon e dall’affresco di Gian Domenico Tiepolo Mondo Novo nasce l’omonima installazione di Marzia Migliora situata nel salone al primo piano e nella sala del Brustolon. L’artista muove le statue in avanti e li ruota di 180° rispetto all’attuale posizione nella collezione, segnando questo minimo spostamento con un’asta metrica in uso per la fotografia documentaria dei reperti archeologici. Grazie a questo avanzamento gli Etiopi praticano metaforicamente un passo in avanti, compiendo un cambiamento in direzione del Mondo novo: da schiavi e oggetti incatenati a presenze umane.


 


L’installazione collocata della Sala del Longhi dal titolo Remains, un corno dorato di rinoceronte, rimanda ancora all’ opera Rinoceronte del Longhi. Nella scena nel dipinto il corno tagliato ed esibito rappresenta ancora oggi una minaccia col bracconaggio.

Sono dunque installazioni che, riferendosi a problemi di forte atttualita’, coinvolgono alla partecipazione del visitatore.

Il catalogo che accompagna l’esposizione è edito da Fondazione Merz, con testi di Gabriella Belli, Beatrice Merz e Alberto Salza.   


Anna Maria Di Paolo 


Marzia Migliora Museo di Ca’ Rezzonico – Portego Primo Piano – Fino al 26 novembre 2017


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La 57. Esposizione internazionale d’Arte – La Biennale di VeneziaPro Helvetia


La 57. Esposizione internazionale d’Arte –

 La Biennale di Venezia

Pro Helvetia



«Women of Venice» nel Padiglione della Svizzera alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, presenta la coppia di artisti Teresa Hubbard / Alexander Birchler e l’autore Carol Bove che si interrogano sui motivi che indussero Alberto Giacometti durante tutta la sua carriera a non esporre mai le proprie opere al Padiglione della Svizzera. 


L’esposizione «Women of Venice» s’interroga sull’assenza di Alberto Giacometti dalle Biennali di Venezia, nonostante che perfino il fratello Bruno, rinomato architetto, costruttore nel 1952 del Padiglione della Svizzera, lo invitasse a farlo. 

Teresa Hubbard / Alexander Birchler e Carol Bove, dunque, coi loro lavori si confrontano con la ricerca di Alberto Giacometti e, su indicazione del curatore Philipp Kaiser, riflettono sulla politica culturale della Svizzera.


L’ installazione filmica «Flora» rivela come Flora Mayo, un’artista americana sconosciuta la quale negli anni 1920 studiò a Parigi, divenne l’amante di Giacometti e ricostruisce la loro relazione tra Giacometti e Flora Mayo, e i busti nonché la forza creativa della loro collaborazione.

 Il secondo film, a colori sulla vita di Flora in Florida, interroga il figlio di Flora Maya, svelando una storia nascosta, e scoperta da una vecchia fotografia.



Costellazioni sculturali 


Carol Bove invece ha creato sculture che si ispirano alle ultime opere figurative dell’artista. 


In una terza sezione S’e’ ricostruito il busto della foto per animare completando quella che fu forse una storia d’amore e d’arte.


Anna Maria Di Paolo


VENEZIA, Pro Helvetia, Giardini Biennale. 

Fino al al 27 novembre 2017


 http://https://biennials.ch/


 

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La Biennale di Venezia. Viva Arte Viva Premi della 57. Esposizione Internazionale d’Arte

La Biennale di Venezia. Viva Arte Viva Premi della 57. Esposizione Internazionale d’Arte

 

 La Giuria della 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, composta da Manuel J. Borja-Villel (Presidente di Giuria, Spagna), Francesca Alfano Miglietti (Italia), Amy Cheng (Taiwan), Ntone Edjabe (Camerun), Mark Godfrey (Gran Bretagna), ha deciso di attribuire così i premi ufficiali:

 

Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale:

GERMANIA

Anne Imhof


Ai Giardini per un’installazione potente e inquietante che pone domande urgenti sul nostro tempo e spinge lo spettatore a uno stato di ansia consapevole. Risposta originale all’architettura del padiglione, il lavoro di Imhof è caratterizzato da una scelta rigorosa di oggetti, corpi, immagini e suoni.


 

Una menzione speciale è stata attribuita alla Partecipazione Nazionale:

BRASILE

Cinthia Marcelle


Ai Giardini per un’installazione che crea uno spazio enigmatico e instabile in cui non ci si può sentire sicuri. Sia la struttura dell’installazione che il video di Cinthia Marcelle realizzato in collaborazione con il cineasta Tiago Mata Machado affrontano le problematiche della società brasiliana contemporanea.
 

Leone d’oro per il migliore artista della mostra Viva Arte Viva a:

Franz Erhard Walther



(Nato nel 1939 in Germania, vive e lavora a Fulda)

All’ Arsenale – Corderie, per un lavoro che mette insieme forme, colore, tessuti, scultura, performance e che stimola e attiva lo spettatore in un modo coinvolgente. Per la natura radicale e complessa della sua opera che attraversa il nostro tempo e suggerisce la mutazione contemporanea di una vita in transito

 

Leone d’argento come giovane artista promettente a:

Hassan Khan

(Nato nel 1975 nel Regno Unito, vive e lavora a Il Cairo)


https://vimeo.com/216868011


Al Giardino delle Vergini, per la relazione speciale e intima che quest’opera crea con lo spettatore, a cui suggerisce una connessione tra voce, suono e orizzonte. La sua Composition for a Public Park crea un’esperienza coinvolgente che intreccia in modo splendido politica e poetica.

 


Due le menzioni speciali agli artisti:

Charles Atlas


(Nato nel 1949 negli Stati Uniti, vive e lavora a New York)

All’ Arsenale – Corderie, per due video di grande splendore visivo e sofisticato montaggio in cui le immagini della bellezza naturale e dell’artifizio artificiale sono accompagnate da un racconto che affronta i problemi di indigenza, frustrazione, sessualità e classe.


e

Petrit Halilaj

(Nato nel 1986 in Kosovo, vive e lavora tra Bozzolo, Berlino e Pristina)

All’ Arsenale – Corderie/Sale d’Armi G – Giardini/Padiglione Centrale, 

per degli interventi che evidenziano il legame tra gli spazi architettonici dell’Arsenale e del Padiglione Centrale e l’opera, in una relazione tra la storia del Kosovo, i suoi ricordi d’infanzia e la creazione.

 

La cerimonia di premiazione della 57. Esposizione si è tenuta oggi 13 maggio 2017 a Ca’ Giustinian. Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, ha attribuito inoltre, su proposta della curatrice della 57. Esposizione Christine Macel, il Leone d’oro alla carriera a Carolee Schneemann (USA).


 Carolee Schneemann con Paolo Baratta e Christine Macel


Anna Maria Di Paolo 

 

Sito web ufficiale della Biennale Arte 2017: http://www.labiennale.org

Hashtag ufficiale: #BiennaleArte2017

 

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