GIOVANNI SOCCOL Metamorfosi della realtà in mito Venezia, Ca’ Pesaro

GIOVANNI SOCCOL Metamorfosi della realtà in mito

Venezia, Ca’ Pesaro

La stagione espositiva 2019 de La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia ha inizio con una piccola e interessante mostra dedicata a Giovanni Soccol, veneziano che da anni si dedica alla pittura, alla scenografia, all’architettura e alla cinematografia. Formatosi alla scuola prima di Guido Cadorin, poi di Mario Deluigi e successivamente Carlo Scarpa, Soccol attraversa la corrente astratta negli anni Sessanta, per concentrarsi poi su alcuni celebri cicli pittorici: le Isole, le Basiliche, le Cisterne, le Petroliere, i Labirinti, esposti in numerose e importanti mostre monografiche in Italia e in Europa.

A Ca’ Pesaro, a cura di a cura di Gabriella Belli e Elisabetta Barisoni, sono presentati due delle serie più recenti realizzate dall’artista: i Teatri e i Labirinti d’invenzione tra il 2014 e il 2017.

Le sei tele scelte per Ca’ Pesaro sviluppano degli scenari affascinanti e simbolici che rappresentano una vera e propria indagine emotiva, approdando, attraverso l’ universo composito del sensibile e dell’ immaginario, all’animo umano e al suo “paesaggio” interiore. Nelle imponenti architetture di queste tele, s Giovanni Soccol si appropria dell’archetipo del labirinto, rappresentando un’eterna metamorfosi tra il prima e il dopo della sua espressione pittorica, inoltrandosi in una visione che sembra sempre dissolversi, come le vie di fuga da questi luoghi ingannevoli.

Nella seconda sala sono invece presentati sei Teatri, rappresentazione dall’architettura classica dello spazio vuoto centrale del palcoscenico, detto orchestra, racchiuso dalla cavea dell’emiciclo. Dalla chiusura e dall’ineluttabilità dei Labirinti d’invenzione, si passa all’apertura scenografica dello spazio teatrale, la cui forma tagliata guarda al cielo, rispecchiandone i suoi affascinanti mutamenti. Un abbraccio, quello figurativo, che accoglie e, allo stesso tempo, esclude ogni presenza umana, restituendo all’osservatore un’atmosfera alienante e deserta.

Chiude la mostra una grande Marea del 2011. L’ispirazione riconducibile alla creazione dei Teatri è ravvisabile nella manifestazione della Natura e delle strutture architettoniche che si fondono tra loro nello spazio, restituendo una totalità densa di significato. Lo stesso Soccol, sul fine ultimo della sua arte, afferma: “Io cerco di estrapolare certi elementi per farli diventare delle forze plastiche in grado di evocare sensazioni o situazioni”.

A. M. D. P.

GIOVANNI SOCCOL Metamorfosi della realtà in mito. Venezia, Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce 2076

ORARI: 10-17 (biglietteria fino alle 16). Dal 1 aprile 10-18

(biglietteria fino alle 17). Chiuso il lunedì

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A Verona L’amore materno: una tecnica nuova per un soggetto eterno da Previati a Boccioni

A Verona

L’amore materno: una tecnica nuova per un soggetto eterno

da Previati a Boccioni

La Maternità di Gaetano Previati simbolo “dell’amore materno” è il fulcro della mostra che Verona dedica per la prima volta ad alcuni autori del Divisionismo, uno dei periodi più creativi della nostra storia dell’arte derivante dalla “Scapigliatura Lombarda” e dal “Decadentismo” più che dal Puntinismo francese.

La Maternità di Previati, mediante lunghi filamenti di colori puri e complementari, blu verde giallo, annulla i piani e i volumi restituendo una visione evanescente ed emozionante del soggetto, attraverso simbologie come l’albero, mistero della vita.

La Grande tela, accanto alle altre opere scete per l’esposizione, risponde ad un progetto scientifico che crea un prezioso percorso sul “tema dell’amore materno” , arricchito dai fogli dedicati a “Le due madri” di Segantini, fino all’ ”Autoritratto con la madre” di Giorgio de Chirico.

Le opere, collocate nel contesto del patrimonio della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, sede del’esposizione, valorizzano i nostri ricchi patrimoni artistici creando occasioni di confronto tra i Musei d’Arte moderna nazionali, tra cui le Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco e la Galleria d’Arte Moderna di Milano, il Mart di Rovereto, il Museo Segantini di Saint Moritz e il Banco BPM, proprietario della “La Maternità” .

L’innovativa tela di Previati, dipinta tra il 1890-1891 ed esposta nel 1891 alla prima Triennale di Brera, suscitò un vivace dibattito sia per la nuova tecnica divisionista, sia per il contenuto espressamente simbolista che con le pennellate separate di colore, rompe i modelli convenzionali del Realismo, scandalizzado molti retrogadi detrattori che accusarono il Maestro ferrarese persino di essere incapace di disegnare. E invece Previati si tormentò per la realizzazione di questo grande quadro ( 4 mt x 2) eseguendo vari disegni preparatori, alcuni dei quali, facenti parte dello straordinario patrimonio di opere grafiche del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano, sono esposti in mostra.

Le altre opere presenti, altrettanto famose, sono di Giovanni Segantini, Medardo Rosso, Angelo Morbelli, le quali, dalla contingenza del tema tradizionale, arrivano all’universalità dell’idea, mediante vibranti colori di forte intensità emotiva. Anche le opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo, altro artista d’ avanguardia, audace e fuori dagli schemi, adottò il “Divisionismo”, frammentando i colori in piccoli punti e tratti studiando la luce e il colore per perfezionarne la tecnica.

Il confronto con i pittori quali Segantini, Morbelli, Longoni e Nomellini lo indirizzarono a seguire, inoltre, un iter pittorico di carattere sociale, fino al Simbolismo, di cui saranno massima espressione tanto “Lo specchio della vita” (1898), quanto “L’autoritratto” (1899), due tele della GAM di Torino e degli Uffizi.

E infine, Umberto Boccioni del “Nudo di spalle”, ritratto della madre, in mostra, che cercò un confronto diretto con la Maternità di Previati, punto di riferimento nel suo programma di studio della storia dell’arte o anche Giorgio De Chirico, con “Ritratto dell’Artista con la madre”, 1922, dal Mart, i quali arrivarono così al Futurismo, grazie anche allo spirito della città moderna di Milano, che avevano già vissuto a Parigi.

Inevitabile è, comunque, il confronto soprattutto tra Previati e Segantini, il quale, ugualmente, con visionarietà e grandissima sapienza, come ne “Le due madri” della Galleria d’Arte Moderna di Milano, seppe utilizzare la tecnica del Divisionismo, mediante effetti di luce e di chiaroscuro in scene colte “all’aperto” , frammentando il segno pittorico in piccole pennellate, e creando così un risultato di vibrazione del colore simile alla luminosità iridescente delle natura.

L’aspetto simbolico, colto in una dimensione di quiete e con la “divisione” dei colori complementari, trasforma, insomma, una pittura di genere in una distinta creazione di “emozione e di sentimento”, rendendo così l’ “idea” di umanità.

Segnano, dunque, tutti questi Artisti, ugualmente, il passaggio della pittura italiana dall’Ottocento all’Arte Moderna d’Avanguardia.

Sta di fatto che, dopo la “macchia toscana” e la “Scapigliatura lombarda” gli artisti divisionisti rappresentarono il “moderno” con filamenti variegati di colore, distinguendosi così dagli impressionisti francesi. Essi, con la tecnica della “sintesi sottrattiva”, usando solo colori puri, non mescolati tra loro, ma accostati coi complementari, meglio facevano riflettere la luce nel quadro conferendovi un’ intensità visiva, una pittura di luce che rappresentava in modo nuovo emozioni e sentimenti intensi.

La scomposizione del colore, pertanto, dava vita ad ”un’arte ideista”, luminosa, bella, comunicativa e spontanea avanzando verso il Novecento.

L’alto valore innovatore del Divisionismo, rimosso erroneamente per anni dalla cultura italiana, in subalternità con l’Impressionismo, va posto, invece, all’origine delle riflessioni delle Avanguardie del Novecento.

La mostra, a cura di Francesca Rossi e Aurora Scotti, testimoniando l’importante collaborazione tra i musei veronesi, i Musei Civici nazionali e il Banco BPM, si avvale di un agile catalogo edito da Franco Cosimo Panini e di un proficuo filmato multimediale sulla tecnica pittorica di Previati.

In conclusione, si tratta di un’esposizione di ammirevole valore culturale, fuori dalle solite proposte modaiole esterofile inconcludenti, da vedere nell’affascinante cornice dello storico Palazzo della Ragione, sede della Galleria d’Arte Moderna di Verona.

ANNA MARIA DI PAOLO

Verona. “L’amore materno alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni” Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Cortile Mercato Vecchio, dal 7 dicembre al 10 marzo 2019

http://www.gam.comune.verona.it

Studio Esseci. Ref. Simone Raddi:gestione2@studioesseci.net

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“Venezia e San Pietroburgo” a Mestre e Futuruins al Palazzo Fortuny di Venezia

Venezia e San Pietroburgo” a Mestre e

Futuruins al Palazzo Fortuny di Venezia

Palma il Giovane. Tarquinio e Lucrezia

La Fondazione Musei Civici di Venezia organizza due mostre: al Centro Culturale Candiani di Mestre ‘Venezia e San Pietroburgo. Artisti, principi e mercanti’, e al Palazzo Fortuny di Venezia, ‘Futuruins’.

‘Venezia e San Pietroburgo” documenta i percorsi che hanno condotto l’arte della Serenissima all’Ermitage che custodisce dipinti e disegni di artisti veneti dal Cinquecento che costituisce una delle più ricche collezioni di arte veneziana al mondo,

Settanta sono le opere dell’Ermitage, da Veronese a Tiziano, fino a Tiepolo, Canaletto e Guardi, opere mai esposte prima d’ora in Italia e talvolta mai uscite dall’Ermitage, tra cui due inediti Carlevarjs e una singolare opera tarda di Jacopo Tintoretto, insieme a 20 dipinti dei grandi maestri veneti, dal Cinquecento al Settecento insieme a disegni e dipinti provenienti dalle collezioni civiche veneziane.

Liberi. Endimione

“Futuruins’ – a Palazzo Fortuny dal 19 dicembre 2018 al 24 marzo 2019 – indaga il tema della ‘rovina’, restituendo un’idea della complessità storica del concetto.

Oltre 250 opere, di cui 80 dal Museo Statale Ermitage, dall’antichità all’arte contemporanea, sono incentrate sul “significato delle rovine, sulla costruzione del futuro, attraverso la consapevolezza del legame con il passato.” Dalle prime mitologie della distruzione fino alle distruzioni belliche del secolo scorso, al “terrorismo iconoclasta” di Palmira, alle macerie delle Twin Towers.

Antonio Molinari. San Sebastiano e Santa Irenej

Entrambe le esposizioni sono realizzate in collaborazione con Ermitage Italia.

A. M. D. P.

VENEZIA E SAN PIETROBURGO

Artisti, principi e mercanti

Mestre, Centro Culturale Candiani

18 dicembre 2018 – 24 marzo 2019

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FUTURUINS

Venezia, Palazzo Fortuny

19 dicembre 2018 – 24 marzo 2019

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Orario: 10.00-19.00. La biglietteria chiude mezz’ora. prima Chiuso il lunedì

Aperture speciali

Ogni venerdì, sabato e domenica dal 21 dicembre al 6 gennaio 10.00-21.00

La biglietteria chiude mezz’ora prima

Martedì 25 dicembre 2018 e 1 gennaio 2019 16.00-21.00

La biglietteria chiude mezz’ora prima

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Milano. Pirelli HangarBicocca 8 progetti monografici nel 2019-2020

Milano. Pirelli HangarBicocca

8 progetti monografici nel 2019-2020

 

La programmazione dei prossimi 24 mesi di Pirelli HangarBicocca è stata presentata dal suo Presidente, Marco Tronchetti Provera, e da Vicente Todolí, Direttore Artistico dell’istituzione milanese con la partecipazione del Sindaco Giuseppe Sala che riconosce all’ Hangar Bicocca la storia industriale di Milano, città che oggi ospita dagli 8 ai 9 milioni di visitatori l’anno

 

Nel biennio 2019-2020 vari artisti per provenienza, generazione e cultura differenti, saranno presentati nello spazio delle Navate per offrire le loro nuove visioni del mondo.

Si tratta di Sheela Gowda (Bhadravati, Karnataka, India, 1957), Cerith Wyn Evans (Llanelli, Galles, Regno Unito, 1958), Chen Zhen (Shanghai, 1955 – Parigi, 2000) e Steve McQueen (Londra, 1969). Nello spazio dello Shed: Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979), Daniel Steegmann Mangrané (Barcellona, 1977), Trisha Baga (Venice, Florida, USA, 1985) e Neïl Beloufa (Parigi, 1985).

 

Le capaci di offrire nuove visioni del mondo attraverso una pluralità di medium e temi. Le mostre site-specific saranno attente alle trasformazioni e ai cambiamenti della società che l’arte sa cogliere in anticipo con le loro origini eterogenee – Italia, India, Spagna, Regno Unito, Filippine, Cina, Algeria – e con la loro pluralità di culture mediante la scultura, installazione, video e film.

 

Mario Mertz . Igloo

In linea con la missione di Pirelli HangarBicocca di rendere l’arte accessibile a tutti, riassunta nell’hashtag #ArtToThePeople che molti dei suoi visitatori hanno ormai fatto proprio, l’accesso alle mostre rimarrà completamente gratuito e la programmazione si accompagnerà con un ampio lavoro di divulgazione, svolto attraverso la produzione di apposite guide alle mostre, l’attività editoriale che prevede la pubblicazione di un catalogo per ogni mostra e l’attività dei mediatori culturali presenti nelle sale e disponibili per dialogare sul lavoro degli artisti.

Completerà la proposta 2019 e 2020 il Public Program, un palinsesto culturale di conversazioni, momenti di approfondimento, proiezioni film e video, tra cui progetti musicali commissionati e realizzati in dialogo con le mostre e gli artisti. Le attività per il pubblico comprenderanno anche visite speciali dedicate ad approfondire tematiche storico-artistiche relative alle mostre. Pirelli HangarBicocca, inoltre, amplierà le proposte e le attività concepite dal Dipartimento Educativo dedicate al pubblico più giovane e alle famiglie.

 

Il calendario 2019-2020, a cura del Direttore Artistico Vicente Todolí e del dipartimento curatoriale da lui guidato, alternerà nei 15.000 metri quadrati di Pirelli HangarBicocca ogni anno due mostre di artisti più affermati nelle “Navate” e due di artisti più giovani nello “Shed”.

 

La prima mostra del 2019 sara’ quella di

 

Giorgio Andreotta Calò | A cura di Roberta Tenconi

Shed | 14 febbraio – 21 luglio 2019,

 

In questi anni lo spazio espositivo ha confermato il suo ruolo di centro per l’arte in grado di attrarre un pubblico internazionale con mostre di forte rigore curatoriale e di grande impatto visivo, anche grazie alla proposta di progetti espositivi unici. Gli spazi di Pirelli HangarBicocca ospitano inoltre I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 di Anselm Kiefer divenuti un punto di riferimento per visitatori di tutto il mondo.

AnnaMaria Di Paolo

Hangar Bicocca, Via Chiese 2 – Milano

https://www.hangarbicocca.org0

L’archivio iconografico delle mostre, realizzate dal 2012, fa parte della piattaforma Google Arts&Culture https://artsandculture.google.com/partner/pirelli-hangarbicocca

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La Biennale di Venezia / L’Archivio Storico della Biennale accoglierà il “Fondo Palazzo Grassi – 1984-2005”

La Biennale di Venezia /

L’Archivio Storico della Biennale

accoglierà il “Fondo Palazzo Grassi – 1984-2005”

L’Archivio Storico della Biennale de La Biennale di Venezia accolglierà, in comodato d’uso gratuito, il “Fondo Palazzo Grassi – 1984-2005”, grazie ad un accordo che ingloba il complesso della documentazione originale di Palazzo Grassi all’epoca della gestione FIAT, dal 1984 al 2005.

I materiali del“Fondo Palazzo Grassi – 1984-2005”, riordinati e modernizzati a partire dal 2009, finora in accessibili, saranno consultabili da studiosi e ricercatori per scopi scientifici.

Si continuerà, inoltre, l’ inventario e il riordino, secondo modalità condivise tra l’Archivio Storico della Biennale e Palazzo Grassi.

I beni verranno consegnati all’Archivio Storico della Biennale entro la fine dell’anno e allogati nel Parco Scientifico Tecnologico VEGA, via delle Industrie 23/9, Porto Marghera, Venezia.

L’accordo coincide con l’appuntamento di studi dedicato alla storia di Palazzo Grassi, teso a far luce sull’intera vicenda storica, dai suoi albori sino a oggi, per dimostrarne l’eccezionale visionarietà e capacità sperimentale. Il primo atto del ciclo Palazzo Grassi e la storia delle sue mostre ha avuto luogo nel Teatrino di Palazzo Grassi, su un progetto a cura di Stefano Collicelli Cagol ed è stato interamente prodotto da Palazzo Grassi con l’obiettivo di far luce sulle vicende espositive che vi hanno avuto luogo tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Si tratta di cento metri lineari di documenti cartacei, tecnici e autografi connessi alle esposizioni di Palazzo Grassi relativi a 20 anni di storia e di arte contemporanea.

Sono state quaranta le esposizioni organizzate tra il 1984 e il 2005, tra cui alcune memorabili come Futurismo e futurismi del 1986, la personale di Jean Tinguely Una magia più forte della morte del 1987, Andy Warhol. Una retrospettiva nel 1990, Marcel Duchamp (1993), Balthus (2001-2002) e Salvador Dalì (2004-2005), poi allestita negli Stati Uniti presso il The Philadelphia Museum of Art.

Documenti autografi di Robert Rauschenberg, Eugène Ionesco, John Cage, Gae Aulenti, e altre personalità del mondo della cultura, dell’imprenditoria e uomini politici quali Georges Pompidou e Gianni Agnelli sono conservate infine tra le carte del fondo; un patrimonio ragguardevole che andava giustamente ancor meglio tutelato e studiato.

Anna Maria Di Paolo

La Biennale di Venezia . Info http://www.labiennale.org

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PAOLO SPOLTORE UNA VITA PER L’ARTE

PAOLO SPOLTORE

UNA VITA PER L’ARTE

Le sculture di Paolo Spoltore sono ideate verticalmente come figure ancestrali, ma attualizzate con elementi delle Avanguardie del Novecento.

Si tratta infatti di figure apparentemente statiche in legno, pietra, ferro, bronzo che si stagliano nello spazio formando un coinvolgente gioco aereo di silhoutte che evocano la complessità dei sentimenti umani e dell’amore ricorrendo

all’ancestralita’ dei materiali primari.

Così i Totem, il Bestiario, i Cuori pietrificati, l’ Omaggio ai terremotati de L’ Aquila, i Volti di pietra, le Metafore offrono al pubblico si’ l’idea di purezza, ma non più come sentimento integro bensì come uno stato d’animo spezzato in decise cesure di materia. Nella moltiplicazione delle immagini, l’ Artista enfatizza, infatti, il tema tanto potente del dolore, della sottrazione di un’umanità indispensabile al vivere quotidiano.

La sua ricerca plastica si appunta, altresì, da un punto di vista operativo, negli scarti industriali che, recuperati, vengono valorizzati nelle sue sculture composite e articolate “nei riferimenti mitici, zoomorfici o antropomorfici” a cui conferisce un “aspetto simbolico ed evocativo”.

Le opere come “ Libellula, Maschera tribale, Cuore di Calipso, L’Albero della vita, Nido, Vate che dorme, , Pietre viventi, Maternità, Crociata, Icaro” sono, in sintesi, delle sintonie trasversali che caratterizzano la sua attività, più che cinquantennale, e costituiscono una ricca summa.

Di recente, le opere del decennio 2008-2018 sono state analizzate in un ampio catalogo, per i tipi della Nuova Gitermberg Edizioni, a cura di Giuseppe Bacci e con contributi analitici di altri critici.

Paolo Spoltore, classe 1946, è stato allievo di Michele Rossi, Vecelio Peverati, Giustino Fusco e Gabriele Di Bene. Nel 1963 si trasferi’ a Milano dove frequentò gli Accademici di Brera e fu sollecitato ad iniziare la scultura.

Nel corso del tempo ha conosciuto e frequentato artisti come Ennio Calabria, Carlo Levi, Franz Borghese, Valter Piacesi, Renato Castellani, Michele Cascella, Mario Ceroli e Andrea Pazienza.

Ha dato avvio alla sua attività espositiva dal 1966, tenendo in seguito numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Diverse sue opere sono in permanenza in importanti musei italiani e tedeschi.

È stato professore di Ornato e figura modellata al Liceo artistico di Pescara, e poi di Plastica ed educazione visiva all’Istituto d’arte di Lanciano.

L’ attività artistica di Paolo Spoltore continua proficuamente tra produttività, esposizioni, pubblicazioni e riconoscimenti critici.

Anna Maria Di Paolo

https://www.paolospoltore.com/

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BRESCIA. Associazione Artisti Bresciani. DAVIDE ALBORGHETTI “AcquAria – Legni d’acqua – pietre d’aria”

Brescia. AAB

Davide Alborghetti

“AcquAria – Legni d’acqua – pietre d’aria”

L’inaugurazione della mostra di scultura di Davide Alborghetti all’Associazione Artisti di Brescia si è svolta, pur nella tradizionalità dell’istituzione storica cittadina, in una sorta di happening destrutturato ad opera dello stesso artista che ha coinvolto il pubblico con “l’investitura” di un’opera gilet, o bianca o blu, con scaglie di alabatro su tela, che lui stesso ha posto sugli astanti; inventiva ed estrosità, insomma, che mi hanno fatto pensare ad un involontario omaggio a Depero che dei suoi famosi “panciotti” dipinti fece vivaci operazioni artistiche.

Ne è derivata, quindi, una partecipazione passiva-attiva del pubblico che, interprete vivente di quella realizzazione, si aggirava tra le composite opere esposte formavando sculture sandwich semoventi e vivacizzando ancor più l’ambiente della galleria.

Le opere, che ripercorrono gli anni della ricerca di Davide Alborghetti, rivelano la sua capacità attiva di valorizzare le qualità dinamiche naturali dei materiali scelti a cui conferisce movimenti sinuosi ed armonici. (Ben individuai, del resto, le sue abilità gia’ quando egli era alle prime armi, nel 1999, e scrissi, per la sua prima mostra, un testo critico)

I materiali a cui ricorre Davide sono il legno, il ferro, il vetro e l’alabastro, pietra tenera la quale per malleabilità, leggerezza e trasparenza gli consente, meglio di altre, di rappresentare l’essenza dell’aria e dell’acqua e di collocarli nello spazio. Fin dall’inizio delle sua ricerca, infatti, l’Artista ha sintetizzato il suo dialogo con elementi naturali utilizzandoli in una luminosa relazione di leggerezza: così è giunto ad evocare L’ARIA con:

le Ali nuvole di alabastro, gli Angeli di pietra dell’aria, il Suono dell’ aria, gusci dell’ aria in alabastro e vetro, le Pietre d’ aria, alabastro su pannello, omaggio a Burri.

Si è soffermato poi sull’ elemento ACQUA con Acquaria, scaglie di alabatro su tela, il Suono dell’ acqua, i Segni d’ acqua, spirali in legno e ferro, i Legni d’ acqua, legno su pannello, omaggio a Franca Ghitti e i Gusci d’ acqua, in legno e vetro èer approdare fino a Le Isole in alabastro come Caprera, scultura in legno e ferro.

E, inoltre, nella contemplazione di immaginari “Mondi lontani”, scaglie di alabatro su pannello, al di fuori del tempo, oppure in “Frattale”, fusione in cera su pannello in alabastro, ha trasformato un oggetto matematico, in una diversa forma grafica d’arte. Le sue forme vogliono, insomma, rappresentare fenomeni ed elementi naturali, come le gocce d’acqua in vetro soffiato che si depositano nei gusci di legno e di alabrastro e vogliono inneggiare alla natura: l’aria, l’acqua con sculture armoniche che evocano simbolicamente dei cicli fondamentali dell’ ambiente.

Con la sue sculture di aria egli tende ad immagini immateriali, forme bianche di alabastro opalescente che messe tra loro in relazione sembrano vibrare, così è nella composizione delle sfere di vetro soffiato, fili di nylon e contorno in ferro, che evocano il suono dell’aria.

In conclusione l’esposizione restituisce la visione artistica coinvolgente di Davide Alborghetti attraverdo il suo itinerario fantastico.

La mostra, a cura di Fausto Lorenzi, si avvale di un catalogo con riproduzioni delle opere e con un testo critico del curatore.

Davide Alborghetti, classe 1961, vive e lavora tra Ospitaletto (Bs), dove ha il proprio laboratorio, e Volterra (PI), dove ha uno studio con mostra permanente.

Ha tenuto nuerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, tra cui a Genova Arte Expo, Spoleto Arte, Milano – Studio D’Ars, Città di Castello (PG), Bologna, Cremona, Mantova, Genova, Brescia – Palazzo Martinengo, e a New York: The Carrozzini von Buhler Gallery e Broadway Gallery.

Anna Maria Di Paolo

«AcquAria. Legni d’acqua, pietre d’aria» Associazione Artisti Bresciani. Vicolo delle Stelle, 4, Brescia, fino al 28 novembre, dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 19.30. Ingresso libero.

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Le ceramiche di Ada Di Lello a Vasto

Le ceramiche di Ada Di Lello a Vasto

La ceramica considerata a torto arte minore è recuperata e rivalutata da tanti artisti famosi

che si sono recati a Faenza o ad Albissola per produrne esempi importanti,

testimoniando una realtà artistica, oggi quasi dimenticata.

La realizzazione di questo manufatto produce oggetti estetici fine a se stessi e di arredo che sottolineano

l’amore per la materia e la manualità con una vivacità ammirevole.

Nella mostra allestita in una sala a pianterreno di Palazzo D’Avalos a Vasto (CH)

spiccano le ceramiche di Ada Di Lello, attiva nella città adriatica.

Ceramiche lacerate e scomposte di ricordo post-cubista

che fungono da lampade, la scultura de Il faro, omaggio a quello che spicca a Punta Penna

ed è il secondo più alto d’Italia, barche a vela, uova di gabbiani covate su immaginati speroni

di roccia sul mare, e conchiglie gigantesche

in una mirabile sintesi tra sperimentazione di colore e ricerca plastica con forme che

riproducono tensioni tutt’attorno.

Le ceramiche di Ada Di Lello a Vasto valorizzando i volumi in più piani luminosi e cromatici.

E poi pesci stilizzati che denotano, insomma, un grande amore per la natura marina in una immedesimazione

appassionata.

Materia, colore e forme sottolineano, pertanto, l’ operosità amorevole di Ada Di Lello

in una ricerca appartata e non convenzionale.

Anna Maria Di Paolo

Vasto, Palazzo D’Avalos, agosto 2018

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Biennale Arte di Venezia 2019

Biennale Arte di Venezia 2019

May You Live in Interesting Times è il titolo della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, derivante da un antico detto cinese che si riferisce a periodi di incertezza, crisi e disordini, “tempi interessanti” appunto, come quelli che stiamo vivendo. La mostra, presentata dal Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, è stata così spiegata dal curatore Ralph Rugoff:

«In un’epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di “fatti alternativi” mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento.»

May You Live in Interesting Timesincluderà senza dubbio opere d’arte che riflettono sugli aspetti precari della nostra esistenza attuale, fra i quali le molte minacce alle tradizioni fondanti, alle istituzioni e alle relazioni dell'”ordine postbellico”. Riconosciamo però fin da subito che l’arte non esercita le sue forze nell’ambito della politica. Per esempio, l’arte non può fermare l’avanzata dei movimenti nazionalisti e dei governi autoritari, né può alleviare il tragico destino dei profughi in tutto il pianeta (il cui numero ora corrisponde a quasi l’un percento dell’intera popolazione mondiale).

In modo indiretto, tuttavia, forse l’arte può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi ‘tempi interessanti’.

«La 58. Esposizione Internazionale d’Arte non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell’arte che includa sia il piacere che il pensiero critico.»

«Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli.»

«May You Live in Interesting Times cercherà di offrire al suo pubblico un’esperienza a tutto tondo, che è propria del profondo coinvolgimento, trasporto e apprendimento creativo resi possibile dall’arte. Questo vorrà dire coinvolgere i visitatori in una serie di incontri che saranno essenzialmente ludici, perché è quando giochiamo che siamo più compiutamente “umani”. Significherà anche curare gli aspetti del formato della Mostra, ove possibile, per far sì che sia in linea con il carattere dell’arte che verrà presentata.»

Da parte sua il Presidente Paolo Baratta ha dichiarato:

 

«Con l’incarico a Ralph Rugoff abbiamo voluto portare ulteriore contributo e chiarezza formale all’idea coltivata in tutti questi vent’anni sul ruolo della Biennale e, in particolare, della Mostra d’Arte.»

«Noi siamo fedeli al principio che l’istituzione deve essere una macchina del desiderio volta a tenere sempre alto e fermo il bisogno di vedere di più, di quel vedere di più nel quale ci aiuta l’arte. Ma allo stesso tempo la Biennale deve essere il luogo nel quale il singolo visitatore sia fortemente cimentato nel confrontarsi con l’opera d’arte. L’istituzione, i luoghi, le opere convocate dal Curatore, la loro dislocazione nello spazio, il clima che l’istituzione sa creare, tutto deve concorrere a costruire condizioni favorevoli perché il visitatore si senta ingaggiato di fronte alla singola opera che incontra, quasi fosse su una pedana per un incontro di scherma.» 

La 58. Esposizione Internazionale d’Arte presenterà, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. Anche per questa edizione si prevedono selezionati Eventi Collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro esposizioni e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la 58. Esposizione .

la Biennale Arte 2019 si svolgerà dall’11 maggio al 24 novembre ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.

A. M. D. P.

Sito web ufficiale della Biennale Arte 2019: www.labiennale.org  

Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2019 #MayYouLiveinInterestingTimes

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La Biennale di Venezia    Premi della 16. Mostra Internazionale di Architettura

La Biennale di Venezia

Svizzera

Premi della 16. Mostra Internazionale di Architettura

La Giuria internazionale della 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, composta da Sofía von Ellrichshausen (Presidente di Giuria, Argentina), Frank Barkow (Stati Uniti), Kate Goodwin (Australia), Patricia Patkau (Canada), Pier Paolo Tamburelli (Italia), ha deciso di attribuire così i premi ufficiali:

Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale:

SVIZZERA

Svizzera 240

House Tour

Commissari: Swiss Arts Council Pro Helvetia: Marianne Burki, Sandi Paucic, Rachele Giudici Legittimo

Espositori: Alessandro Bosshard, Li Tavor, Matthew van der Ploeg, Ani Vihervaara

Sede: Giardini

P

Una menzione speciale è stata attribuita alla Partecipazione Nazionale della:

GRAN BRETAGNA

Island

Commissario: Sarah Mann – Architecture Design Fashion British Council

Curatori: Caruso St John Architects, Marcus Taylor

Sede: Giardini

Leone d’oro per il miglior partecipante alla 16. Mostra FREESPACE:

Eduardo Souto de Moura (Porto, Portogallo)

Souto Moura – Arquitectos

Sede: Corderie dell’Arsenale

Portogallo

Leone d’argento per un promettente giovane partecipante alla 16. Mostra FREESPACE a:

Jan de Vylder, Inge Vinck, Jo Taillieu (Ghent, Belgio)

architecten de vylder vinck taillieu

Sede: Padiglione Centrale – Giardini

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare due menzioni speciali ai seguenti partecipanti:

Andra Matin (Giacarta, Indonesia)

andramatin

Sede: Corderie dell’Arsenale

e

Rahul Mehrotra (Mumbai, India; Boston, USA)

RMA Architects

Sede: Padiglione Centrale – Giardini

Sarà inoltre consegnato il Leone d’Oro alla carriera attribuito dal Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, su proposta delle Curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara, a:

Kenneth Frampton (Gran Bretagna)

La cerimonia di premiazione della 16. Mostra Internazionale di Architettura si è tenuta oggi, sabato 26 maggio 2018 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, alle ore 11.00.

Le motivazioni

I premi della Giuria internazionale sono assegnati con le seguenti motivazioni:

Leone d’oro per la migliore Partecipazione Nazionale alla Svizzera per una installazione architettonica piacevole e coinvolgente, ma che al contempo affronta le questioni chiave della scala costruttiva nello spazio domestico.

Menzione speciale come Partecipazione Nazionale alla Gran Bretagna per una proposta coraggiosa che utilizza il vuoto per creare uno “spazio libero” destinato a eventi e appropriazioni informali.

Leone d’oro per il miglior partecipante alla 16. Mostra FREESPACE a Eduardo Souto de Moura (Souto Moura-Arquitectos – Porto, Portogallo) per la precisione nell’accostare due fotografie aeree, rivelando il rapporto essenziale tra l’architettura, il tempo e il luogo. Lo “spazio libero”appare senza essere annunciato, con chiarezza e semplicità.

Leone d’argento per un promettente giovane partecipante a Jan de Vylder, Inge Vinck, Jo Taillieu (architecten de vylder vinck taillieu – Ghent, Belgio) per un progetto sicuro di sé, in cui la lentezza e l’attesa permettono all’architettura di essere aperta all’attivazione futura.

Menzione speciale al partecipante della 16. Mostra FREESPACE a Andra Matin (andramatin – Giacarta, Indonesia) per un’installazione sensibile che offre un quadro completo che porta a riflettere sui materiali e la forma delle strutture vernacolari tradizionali.

Menzione speciale al partecipante della 16. Mostra FREESPACE a Rahul Mehrotra (RMA – Mumbai, India; Boston, USA) per tre progetti che trattano i temi dell’intimità e dell’empatia, attenuando con delicatezza le barriere e le gerarchie sociali.

Sito web ufficiale della Biennale Architettura 2018: www.labiennale.org

Hashtag ufficiale: #BiennaleArchitettura2018 #Freespace

Ufficio Stampa Architettura

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La Biennale di Venezia 16. Mostra Internazionale di Architettura

La Biennale di Venezia

16. Mostra Internazionale di Architettura

Yvonne Farrell, Shelley McNamara e Paolo Baratta

E’ stata nominata la Giuria internazionale

della Biennale Architettura 2018 dal CdA della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta che ha accolto la proposta delle Curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara.

La Giuria Internazionale risulta così composta:

Frank Barkow (Stati Uniti), fondatore e partner di Barkow Leibinger a Berlino, è un ricercatore e architetto praticante. Ha studiato alla Montana State University e alla Harvard Graduate School of Design. Dal 2016 è professore alla Princeton University School of Architecture e recentemente ha insegnato anche alla Harvard GSD.

Sofía von Ellrichshausen (Argentina) è architetto, artista e docente argentina. Insieme a Mauricio Pezo nel 2002 ha fondato lo studio d’arte e architettura Pezo von Ellrichshausen, con sede nella città di Concepción, nel sud del Cile. È stata co-curatrice del Padiglione cileno alla Biennale Architettura del 2008.

Kate Goodwin (Australia) è  responsabile del settore architettura e Drue Heinz Curator alla Royal Academy of Arts. In questa veste coordina un programma di mostre, eventi e iniziative capaci di stimolare un dibattito sull’architettura e la sua intersezione con le arti.

Patricia Patkau (Canada) condivide la direzione di Patkau Architects con il partner John sin dalla fondazione dello studio nel 1978. Ha conseguito un Master in Architettura alla Yale University. Oltre alla pratica professionale è Professoressa Emerita alla School of Architecture della University of British Columbia, dove ha insegnato per oltre 20 anni.

Pier Paolo Tamburelli (Italia) è architetto, saggista e redattore della rivista milanese San Rocco; ha studiato all’Università di Genova e al Berlage Institute di Rotterdam. Nel 2004 ha fondato baukuh insieme a Paolo Carpi, Silvia Lupi, Vittorio Pizzigoni, Giacomo Summa e Andrea Zanderigo, con sede a Milano e a Genova.

La Giuria assegnerà i seguenti premi ufficiali:

·         Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale

·         Leone d’oro per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale FREESPACE

·         Leone d’argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra Internazionale FREESPACE

La Giuria avrà anche la possibilità di assegnare:

·         un massimo di una menzione speciale alle Partecipazioni Nazionali

·         un massimo di due menzioni speciali ai partecipanti alla Mostra Internazionale FREESPACE

La cerimonia di premiazione si svolgerà contestualmente all’inaugurazione della 16. Mostra che avrà luogo sabato 26 maggio 2018 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia.

La 16. Mostra sarà aperta al pubblico nello stesso giorno alle ore 10.

A. M. D. P.

Sito web ufficiale della Biennale Architettura 2018: www.labiennale.org

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ROMA. FERRUCCIO GARD. INTRECCI DINAMICI

FERRUCCIO GARD. INTRECCI DINAMICI

FERRUCCIO GARD. INTRECCI DINAMICI  è la mostra che daI 10 maggio 2018 sarà presentata al Museo Boncompagni Ludovisi diretto da Matilde Amaturo.

L’esposizione, a cura di Lorenzo Canova, avrà una selezione dell’ ultima produzione di Ferruccio Gard, uno dei protagonisti della linea Optical-costruttivista e sarà arricchita da alcune nuove sculture astratto-cineticheopere.

Ferruccio Gard che ha presentato le sue opere in diverse edizioni della Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma del 1986, ha avuto negli ultimi anni un importante revival di critica e di pubblico.

Le opere di Gard, nella loro tessitura di geometrie e di intersezioni cromatiche, vogliono dunque entrare con cautela negli spazi del museo per creare un legame diretto e forte con le collezioni del Museo con i suoi colori, la geometria e la luminosità dei suoi intrecci dinamici.

Nato a Vestignè (To) nel 1940, Ferruccio Gard è uno dei massimi esponenti dell’arte neocostruttivista, programmata e cinetica che pratica dal 1969.

Ha partecipato a sette Biennali di Venezia, all’XI Quadriennale di Roma (1986), alla Biennale Internazionale Architettura di Venezia (2016) e a numerose mostre internazionali.

Numerosissime le mostre personali in tutto il mondo. Importante l’antologica curata da Gabriella Belli a Venezia alla Ca’ Pesaro nel 2015. Dal 1973 vive e lavora a Venezia con studio nell’isola del Lido.

A. M. D. P.

Info

https://www.facebook.com/pages/Museo-Boncompagni-Ludovisi/

Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.00

Ingresso gratuito; chiuso il lunedì

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