TERRE VULNERABILI all’HANGAR BICOCCA


Il progetto “Terre vulnerabili” si articola in quattro mostre.

I lavori delle quattro mostre del progetto “Terre vulnerabili” sono site specific e/o ripensati appositamente per lo spazio dell’Hangar. Trattandosi di un progetto il cui funzionamento vuole essere il piu’ vicino possibile a quello della crescita di un organismo vivente o di una pianta che si sviluppa nel tempo, ogni mostra rappresenta un momento espositivo unico, irripetibile e diverso rispetto all’altro come le diverse fasi della vita.

Tema della mostra

Il concetto di vulnerabilità sia fisico sia morale è la capacità empatica che permette a tutti gli esseri umani di riconoscere ed accettare la propria responsabilità etica verso l’altro, verso la comunità e verso l’ambiente.  

Un progetto in evoluzione, germinativo e organico, che si sviluppa nel tempo della sua vita espositiva permettendo al pubblico di prendersene cura e agli artisti di continuare a crescerlo e nutrirlo. In questo modo i diversi soggetti si renderanno responsabili della mostra e del suo stesso stare in vita.

Il progetto, infatti, non si esaurisce soltanto nel traguardo di un’esposizione ma si sviluppa attraverso un processo che comprende una serie di incontri con gli artisti coinvolti per creare insieme una nuova modalità di condivisione del progetto stesso. La vulnerabilità si esprime così non soltanto nelle opere ma anche nella curatela basata sulla collaborazione tra gli artisti che porterà a vivere esperienze inusuali.

Le quattro mostre sono nate dopo incontri collegiali con gli artisti.

Il progetto, inoltre, intende indicare una direzione e proporre un nuovo linguaggio in un momento in cui il nostro pianeta e i sistemi che lo governano danno importanti segni di cedimento. 

“Terre vulnerabili” affida così il suo statement politico ed etico all’opera di due Maestri come Ermanno Olmi e Yona Friedman. Un regista e un architetto che hanno saputo intraprendere, attraverso la loro opera, una riflessione che unisce insieme memoria e speranza, utopia e sua realizzabilita’.

Struttura e vita del progetto

L’idea è che l’opera di ogni artista non si cristallizzi a inaugurazione finita, ma che continui a crescere e a evolversi lungo tutto il periodo del progetto con aggiunte, correzioni, dialoghi con gli altri artisti invitati e con il pubblico. In questo modo i diversi soggetti si renderanno responsabili della sua cura e del suo stesso stare in vita. Il progetto, a cui parteciperanno 30 artisti internazionali, sarà cadenzato da quattro mostre, 4 quarti come le fasi lunari.

Gli artisti coinvolti nell’intero progetto sono:

Ackroyd & Harvey / Mario Airò / Stefano Arienti / Massimo Bartolini / Stefano Boccalini /Ludovica Carbotta / Alice Cattaneo / Elisabetta Di Maggio / Rä di Martino / Bruna Esposito / Yona Friedman / Carlos Garaicoa / Alberto Garutti / Gelitin / Nicolò Lombardi / Mona Hatoum / Invernomuto / Kimsooja / Christiane Löhr / Marcellvs L. / Margherita Morgantin / Ermanno Olmi /Roman Ondák / Hans Op De Beeck / Adele Prosdocimi / Remo Salvadori / Alberto Tadiello / Pascale Marthine Tayou / Nico Vascellari / Nari Ward / Franz West

Lucia Crespi

Ufficio Stampa Hangar Bicocca, Via Francesco Brioschi 21; 20136 Milano

lucia@luciacrespi.it

Fondazione HangarBicocca
Via Chiese 2 – Milano
info@hangarbicocca.it

Informazioni su annamariadipaolo

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