MILANO. IL MUSEO DEL NOVECENTO

Scala elicoidale

ll Palazzo dell’Arengario, progettato nel 1936 da Portaluppi e Muzio con due bassorilievi di Arturo Martini sulla facciata, è stato trasformato all’interno dal Gruppo dell’architetto Italo Rota in Museo del Novecento. La posizione eccellente in piazza del Duomo, di fronte alla Galleria con cui sta in equilibrio perfetto, consente di ammirare le grandi collezioni che Milano ha ereditato nel tempo e al contempo offre dall’alto una visione fantastica del cuore della città. Vi sono ora esposte quattrocento opere d’arte del Novecento in quattromila mq di superficie.

Si attendeva un luogo idoneo all’esposizione del ricco patrimonio d’arte milanese da dieci anni, da quando Maria Teresa Fiorio, allora curatrice delle civiche raccolte d’arte, propose l’Arengario all’assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba, che accettò. Ed ora dopo tre anni di lavori per il recupero, responsabile del museo è Marina Pugliese, l’Arengario si mostra in tutta la sua adeguatezza ed efficacia espotiva.

Delle quattromila opere di centodieci artisti della collezione ne sono state scelte trecentocinquanta partendo dal “Quarto Stato” e, attraverso i maggiori movimenti e correnti dell’arte italiana, si è arrivati fino al 1968, spartiacque emblematico con la tradizione.

La visita prende avvio per la rampa elicoidale, realizzata al centro dell’Arengario, in cui è collocata, appunto, l’opera di Pellizza da Volpedo, Il quarto stato e prosegue, poi, per le numerose sale dei vari piani con le opere delle Avanguardie internazionali della collezione Jucker con tre opere di Picasso e altre di Braque, Matisse, Modigliani, Mondrian, Klee e Morandi per arrivare alle opere del Futurismo, movimento nato nel 1909 proprio a Milano. Di Boccioni ci sono ventuno fra dipinti, disegni e due sculture tra cui il manifesto pittorico del futurismo Elasticità del 1912 e Forme uniche della continuità nello spazio, una delle sue più famose sculture e poi Balla con La bambina che corre sul balcone e Carrà, Severini, Soffici, Funi, Depero, Sironi.

Altre otto monografie, oltre quella dedicata a Boccioni, comprendono Morandi, Arturo Martini, Giorgio de Chirico, Melotti, Fontana, Manzoni e Marino Marini.

E si prosegue coi capolavori delle ricche collezioni Boschi Di Stefano e ancora con altre donazioni di Uncini, Schifano, Mainolfi, Tancredi Parmiggiani, Perilli o acquisti come De Dominicis, Ontani, Cucchi, Salvo, Mariani e Franco Angeli.

L’Arte Povera è presente con l’ambiente Habitat ideato da Fabro per il Pac nel 1980 e poi con Boetti, Pistoletto, Calzolari, Paolini, Merz, Penone, Kounellis, Anselmo e Zorio.

Una sala è per il Realismo esistenziale. Per la Pop Art sono presenti Adami, Romagnoni, Franco Angeli, Alik Cavaliere, Baj, Tadini e Rotella. E poi c’è Pittura Analitica con opere di Aricò, Verna e Griffa.

Fontana Scultura di luce Una grande altra sorpresa è inoltre il salone della torre dell’Arengario che coi suoi otto finestroni si affaccia suggestivamente su tutta Piazza Duomo mentre si è immersi in Fontana. Vi è stato installato, infatti, il soffitto realizzato nel 1956 dal grande artista argentino per l’Hotel del Golfo all’Isola d’Elba, contraddistinto da graffiti bianchi, rossi, verdi, gialli, azzurri, marroni sull’intonaco fresco, quasi un’anticipazione dei tagli. Nell’impossibilità di conservare il “Soffitto” dove Fontana lo aveva fatto, nel 2003 l’opera, deposito del Ministero dei Beni culturali, è stata distaccata in venticinque pannelli a massello e rimontata nel museo dopo il restauro, documentato da un video. Sempre di Fontana nella stessa sala ci sono: la Struttura al neon del 1951, di proprietà della Fondazione Fontana e i grandi Concetti spaziali degli anni Cinquanta.

Si conclude il persorso al terzo piano con opere di Burri, Vedova, Capogrossi, Novelli, Licini, Tancredi e Carla Accardi degli anni Cinquanta.

Si può completare la visita nella sala degli Archivi del Novecento con libri manifesti, cataloghi, riviste, opuscoli, documenti, oltre ad una preziosa raccolta di sette disegni futuristi dell’architetto e artista Luciano Baldessarri.

Al piano terra, accanto alla biglietteria, vi è la sala Focus che inaugura con un approfondimento su Ennio Morlotti dal 1945 al 1947, la sala Esposizioni temporanee inaugurata con l’ installazione Still Life di Italo Rota e un giardino d’inverno con al centro la scultura Cavallo e cavaliere di Marino Marini. A rotazione, infine, nello spazio mostre sono previste esposizioni di opere della collezione non esposte per farle conoscere al pubblico.

E’ già prevista, tra altre, l’esposizione de I disegni di di Dova, Fontana, Baj, Carmassi e Chighine della Collezione Boschi- Di Stefano, generosi collezionisti che nel 1974 donarono al Comune di Milano oltre duemila opere.

Il Museo del Novecento annovera, inoltre, varie donazioni e depositi per cui è stato istituito anche l’ Istituto degli Archivi del Novecento per la conservazione e per lo studio di materiali e di documenti sull’arte del Novecento dedicato alla memoria di Ettore e Claudia Gian Ferrari la quale, per testamento, ha donato al Museo l’importantissimo archivio futurista e la biblioteca.

La torre dell’Arengario, infine, sarà sempre aperta a tutti indipendentemente dall’ingresso al Museo, e si potranno vedere I Bagni Misteriosi di de Chirico e Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.

Al piano terra: il bookshop e il ristorante del Museo che sarà aperto fino a tardi. Al piano interrato, infine, una sala proiezioni e conferenze ospiterà convegni, letture e incontri di vario genere.

Anna Maria Di Paolo

“Museo del Novecento”. Milano, via Marconi 1. Fino al 28 febbraio ingresso gratuito. Da marzo ingresso intero 5 euro, ridotto 3 euro; gratuito sino a 18 anni e per tutti ogni venerdì, dalle 16 alle 19,30.

Aperto tutti i giorni: lunedì 14,30-19,30; mart, merc, ven e dom 9,30-19,30; giovedì e sabato 9,30-22,30.

http://www.museodelnovecento.org


 

 

 

 

 

 

 

 

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Informazioni su annamariadipaolo

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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4 risposte a MILANO. IL MUSEO DEL NOVECENTO

  1. annamariadipaolo ha detto:

    Molto interessante. Da non perdere

  2. alessandro ha detto:

    un’ottima occasione per vivere l’arte, complimenti per l’articolo

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