ARTISTI RUSSI TRA OTTO E NOVECENTO. GLI ANNI DELLA FORMAZIONE DI MARIANNE WEREFKIN

Artisti russi tra Ottocento e Novecento.

Gli anni di formazione di Marianne Werefkin

Venticinque opere di Artisti russi tra Otto e Novecento, che ricostruiranno il periodo di formazione e di riferimento di Marianne Werefkin, costituiscono il nucleo della mostra al Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona.

Le opere provengono dalle collezioni della Galleria Statale Tretyakov di Mosca e affiancheranno tre opere giovanili, sessanta lavori e trenta libretti di schizzi, diari e documenti di Marianne Werefkin, pittrice russa coltissima.

Nata a Tula, in Lituania, nel 1860 da nobile famiglia, Marianne a Mosca fu allieva di Iljia Repin e divenne amica anche di Kardowsky e Grabar.

La promettente giovane andava così confrontandosi con l‘ambiente culturale russo dell’epoca in cui vivaci erano i movimenti artistici russi di fine Ottocento: dagli Ambulanti, che si prefiggevano di educare il popolo all’arte, col suo maestro Ilja Repin e Illarion Mikhailovich Prjanišnikov ai Modernisti e i Simbolisti che favorivano un’arte soggettiva e personale dell’artista ideatore, con Borisov-Musatov, Botkin, Krymov, Kuznecov, Milioti, Rerikh, Sapunov, Savinov, Somov, Sudejkin, Ul’janov, Utkin, Jakuncikova-Veber, Vrubel, i quali influirono sulla sua identità artistica.

Sarà questo, dunque, il contesto storico e culturale ricostruito dalla mostra che meglio definirà la formazione della Werefkin.

Di questo periodo si potranno vedere della Werefkin, il “Contadino russo in pelliccia” dal Museo di Wiesbaden, l’”Autoritratto” di proprietà del Comune di Ascona e il “Ritratto di Vera Repin” dallo Schlossmuseum di Murnau.
Si snoderanno poi le opere dei suoi maestri e dei suoi amici, provenienti dalla collezione della Tretyakov e da molte collezioni private elvetiche.

Marianne Werefkin nel 1896, sempre dibattuta dalla dialettica introspettiva, si trasferì a Monaco di Baviera col compagno Alexej von Jawlensky.

A Monaco, contraria ad ogni accademismo, aprì la sua casa ad intellettuali che trattavano di psicanalisi, di teosofia e di temi simbolisti in arte.

Si avvicinò emozionalmente al concetto di colore come luce recandosi a Venezia, a Parigi, in Normandia e, sulle orme di Gauguin e dei Nabis, in Bretagna; poi in Provenza per Van Gogh, Cezanne e Matisse e infine a Murnau per Kandinsky e la compagna Gabriele Münter.

Marianne Werefkin ricominciò a dipingere attorno al 1906, adottando uno stile espressionista, lirico e visionario, attraverso l’uso del colore puro, tra accordi e contrasti di colore, influenzata all’inizio dalle correnti mistiche dell’arte di Kubin e Redon, poi dall’impressionismo e dal neo-impressionismo di Gauguin e dei Nabis e infine dal lirismo e dall’ espressionismo di Munch.

Nel 1909 partecipò alla fondazione della Nuova Associazione degli artisti di Monaco di Baviera e nel 1911 al Blaue Reiter, con la proposta astratta di Kandinsky, alla quale Marianne diede un contributo valido con “lettres à un inconnu”, un ideale sconosciuto amico, presenti nella mostra di Ascona. Della corrente artistica definita “espressionismo lirico”, insomma, Marianne, fu l’anima, come testimoniò Franz Marc.

Allo scoppio della prima guerra mondiale fuggì col suo compagno in Svizzera prima sul lago Lemano e poi nel 1918 ad Ascona.

Qui, continuando l’ unione burrascosa con Alexej, si separò quando lui sposò la cameriera da cui aveva avuto un figlio. La Werefkin reagì tuttavia al dolore e lo stesso anno nel ’21 partecipò alla Biennale di Venezia. Nel 1922 cofondò il Museo comunale di Ascona e nel 1924, con altri sei artisti stranieri, creò il gruppo dell’”Orsa Maggiore” esponendo in varie città europee. Gli ultimi anni di vita non furono agiati come in passato, ma ebbe l’aiuto di amici della città svizzera di cui scrisse “Ascona mi ha insegnato a non disprezzare niente di umano, ad amare allo stesso modo la grande felicità del processo creativo e la miseria dell’esistenza, a considerarli il grande tesoro dell’anima.” Marianne morì ad Ascona nel 1938.

La mostra, curata dalla direttrice del Museo di Ascona Mara Folini che da anni indaga sull’attività di Marianne come pittrice e teorica dell’arte, vuole rilevare, in sintesi, il confronto della Werefkin con gli artisti simbolisti e modernisti russi e del movimento del Mondo dell’Arte dimostrando inoltre che, l’artista russa col suo ruolo di primo piano nello sviluppo dell’arte moderna, ha lasciato un’impronta importante nella storia delle Avanguardie.

Ad Ascona è conservato, presso la Fondazione Marianne Werefkin, tutto il patrimonio artistico e documentario lasciato dall’artista alla sua morte e di particolare interesse è la pubblicazione, da parte di Elena Terkel, del carteggio inedito tra Marianne Werefkin e Grabar che approfondisce l’arte e la vita in Russia dell’Artista tra Otto e Novecento. Esposizione di vero interesse.

Anna Maria Di Paolo@

Ascona. Artisti russi tra Otto e Novecento dal 3 aprile al 31 luglio 2011.

Info: http://www.museoascona.ch/

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