PAOLA SABATTI BASSINI: CANTASTORIE – STORYTELLER

Paola Sabatti Bassini Modello: Cantastorie – storyteller


 Il lavoro della Sabatti è eclettico “Modelli da mezzopunto, Sguardando, Io fumetto, Altrove, Lezioni di volo, Immagini virtuose, Caro amico, Esercizi, Mouse pads e Bads” e coinvolge contesti compositi con opere realizzate con vari mezzi ricorrendo al disegno, all’uso della fotografia, del video, dell’elaborazione digitale e delle installazioni nel connubio tra idea e realizzazione e spesso nel coinvolgimento del pubblico che guarda non più in modo passivo. 

Paola Sabatti Bassini, laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, è un’artista estrosa e ironica che esplora ricerche di diverso tipo e che, dopo averle completate, invece di continuarle comodamente adagiandovisi come spesso usa la prassi corrente, per non annoiarsi, ne inizia delle nuove proponendoci sempre percorsi originali e sorprendenti in itinere.

Un’altra caratteristica artistica e umana della Bassini è la capacità di non ergersi ad artista solitaria e ombrosa, ma di cooperare con suoi colleghi, infatti dal 1987 al ’94 ha lavorato con altri artisti del gruppo l’Aura di Brescia dove ha tenuto anche la sua prima personale “Immagini virtuose”; dal 1990 al ’94 ha collaborato alle pubblicazioni Edizioni dell’editrice L’Obliquo di Brescia con incisioni ad hoc per “Luoghi”, “Discordanze”, “Mutazioni”, e il “Senso della fine”; dal 1998, col “Gruppo 78” di Trieste e con Maria Campitelli ha creato “Correnti di Marea”, rivista d’arte contemporanea e ha presentato al Teatro Miele della città il video “Caro Amico”.

sguardando


Vivace è da sempre la sua attività espositiva con mostre personali in varie città italiane, e selezionate sono state anche le sue partecipazioni a mostre collettive a Napoli, Reggio Emilia, Roma, a Milano per In contemporanea la rete dell’arte, e per Numero Uno, alla Triennale; a Istanbul per la 10th International Istanbul Biennial; e, tra altre, a Torino per Iscrizioni/ Lows of relativity, alla Fondazione Sandretto re Rebaudengo.

Ha realizzato il progetto “Oreste uno” e, in collaborazione con Piero Almeoni, artista della stessa generazione, ha formato dal 2001, “OsservatorioinOpera”, un laboratorio di ricerca con l’attuazione di progetti site-specific coinvolgenti altri artisti e pubblico, attuando così il loro assunto del concetto di relazione.

Nello stesso anno sono nati: “Out of the blue” con Manuela Martines, presso Maria Sgroi & Bernard Dusfrene a Londra; All we need is love, 2003, con altri artisti per il Forum Austriaco di Cultura di Milano; Radiorebelde, Osservatorio in Opera e Vapore acqueo nel 2007 e inoltre “Indenne”, valorizzazione di un sito abbandonato, con la collaborazione di un gruppo di studenti del Liceo Artistico Munari di Cremona,  

col quale ha ridato visibilità artistica ad un’architettura abbandonata e, infine, Pubbliche Interferenze, in collaborazione col Progetto Utopia, Archivio Cavellini, con mostra, eventi e convegno sull’arte pubblica, nel 2008.

Varie sono infine le collaborazioni dell’artista a progetti, libri, riviste come Oreste 1 e Oreste 2, XLVIII Biennale di Venezia, Edizioni Charta; Correnti di marea, rivista d’arte contemporanea, Trieste e, tra altri, Due sillogismi di Cioran, ZUT di Giorgio Bertelli, Fuori dal gruppo.

Ora, Paola Sabatti Bassini ripropone un lavoro del 2009 “Cantastorie” una sedia-libreria in legno massello di faggio e legni vari, con libri a piacere, con la quale si oppone all’incultura dei messaggi omologanti della tv e invita a leggere un libro, una rivista o un giornale posti nei braccioli. Nella performance uno spettatore seduto legge a voce alta anche per gli astanti, e se la lettura avviene da soli l’invito è “Praticare in modo corretto almeno una volta al giorno” avvertendo come controindicazione che “L’uso prolungato potrebbe causare crisi di astinenza da teledipendenza”. «Scoop» «Brixiarumena» è, infine, l’ultima installazione allestita allo Spazio Laba di Brescia, in collaborazione di Almeoni e dell’artista croata Natasa Korosec, in cui, attraverso documenti e manufatti da loro ricreati, attribuiscono provocatoriamente l’origine di Brescia ai Rumeni e non ai Galli Cenomani per contrastare l’attuale controversia degli uomini della cosiddetta Padanìa, ancorati alle origini celtiche e in contrasto nei confronti delle culture diverse.
Paola Sabatti Bassini insomma, pratica l’arte con brio diversificando i suoi interventi sulla complessità della relazione tra arte e realtà e creando un suo linguaggio artistico non astratto e ideale, ma ancorato a concretezze sociali con l’intento di modificarle col linguaggio dell’arte.

Anna Maria Di Paolo                          © RIPRODUZIONE RISERVATA

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