“GIO’ PONTI. IL FASCINO DELLA CERAMICA” AL GRATTACIELO PIRELLI e “ESPRESSIONI” ALLA TRIENNALE DI MILANO

GIO’ PONTI. Il fascino della ceramica” e “Espressioni” alla Triennale

Giò Ponti ha basato la sua ricerca settantennale su due convinzioni essenziali: la prima è che ciò che si realizza nel campo dell’architettura e del design non debba decorare, ma alludere, seguendo l’allegoria la metafora e il simbolo; la seconda è che l’arte è la materia più durevole. Scrisse, infatti, che «Non è il cemento, non è il legno, non è la pietra, non è l’acciaio, non è il vetro l’elemento più resistente. Il materiale più resistente nell’edilizia è l’arte». E, con coerenza, ha basato la sua opera e la sua ingegnosità su questo. Giò Ponti, architetto milanese, estese la sua opera nel mondo, ma al contempo curò anche l’ attività di design e quella di teorico e di critico dell’architettura per le riviste “Domus” e “Stile”, attraverso le quali perseguiva l’altro aspetto importante della comunicazione.

Ora Milano gli rende omaggio con due mostre: al grattacielo Pirelli con affascinanti ceramiche e maioliche e alla Triennale con 250 opere tra dipinti e disegni, vetri Venini fra cui emerge il famoso e multicolore Lampadario a otto luci, oggetti vari tra cui un’originale macchina da cucire e mobili. Il tutto parla della sua genialità che iniziò negli anni Venti alla Richard-Ginori, di cui fu direttore artistico, e continuò, quindi, nell’architettura, nel design industriale e artigianale.

Le due mostre sono nate dall’iniziativa congiunta tra la Regione e la Triennale, e in questa sede, tra i tanti modelli di architetture realizzate da Giò Ponti, c’è anche quello del grattacielo Pirelli, opera importante a Milano, tanto da diventare davvero il simbolo della rinascita e dell’industria del dopoguerra. Cosicché oggi, a distanza di 50 anni, quando si va rivalutando anche l’ artigianìa, grande merito è riconosciuto a Giò Ponti che ha espresso entrambi gli aspetti senza il preconcetto di considerare l’architettura superiore al design. La stessa Triennale, del resto, fu concepita dai primi direttori Sironi e Muzio come Palazzo di tutte le arti figurative e plastiche, del teatro, del cinema e della musica in una visione dinamica di costante confronto che quindi, soprattutto oggi, acquista un valore aggiunto.

La mostra “Il fascino della ceramica” al Pirellone, curata da Dario Matteoni, allinea eleganti opere, in prevalenza manifattura Richard Ginori, realizzate tra il 1923 e il 1930 e destinate alla ricca borghesia milanese, con i loro decori ispirati all’arte greca, romana, etrusca e all’architettura palladiana come “Le mie donne”, “La conversazione classica”, le maioliche “Orfeo” e “Euridice”, o la ieratica “cista” dedicata al critico d’arte e giornalista Ugo Ojetti. Di elevato pregio artistico sono, comunque, anche gli oggetti con decorazioni ispirate all’arte figurativa contemporanea come la Metafisica, il Novecento e il Futurismo reinterpretati con serena ironia per un mercato alla portata di una famiglia media e vendute a La Rinascente, tipo i vasi dalle figure femminili e vegetazione o soprammobili come “La terra promessa”, in cui due vignaioli reggono un grappolo d’uva, simbolo di produttiva vendemmia.

La validità di Giò Ponti fu riconosciuta fin dagli esordi tanto è vero che Carlo Carra’ lo definì ”un neoclassico di Milano”, apprezzandone l’originalità inventiva delle scelte di stile, rivisitate in segno moderno.

Milano, insomma, vuole ricordare Giò Ponti, uomo e professionista, vissuto per 88 anni, 1891- 1979, il quale partecipò alla Grande guerra ricevendo anche una medaglia di bronzo e la croce di guerra, e che al ritorno iniziò ad esercitare la sua attività partendo dal fulcro della sua città per arrivare in molti luoghi nel mondo: a New York, Hong Kong, Teheran, Bagdad, Caracas e tra altre città, San Paolo del Brasile.

L’attività di Giò Ponti dunque espansa a 360° gradi si dipana, per ricchezza, varietà di valori e complessità di linguaggio, in un arcipelago e forse in un vero labirinto come ha precisato Celant, curatore della mostra alla Triennale, il quale s’è districato con difficoltà tra la mole dei materiali da esporre.
Nelle due esposizioni, insomma, il visitatore troverà una sintesi raffinata ed eclettica del bello e dell’utile creati dal gusto poliedrico di Giò Ponti.

Accompagnano le due mostre eleganti cataloghi: “Il fascino della ceramica” curata da Dario Matteoni, al grattacielo Pirelli che è edito da Silvana Editoriale e “Espressioni di Gio Ponti”, a cura di Germano Celant, alla Triennale, edito da Electa che vi ha abbinato la riedizione fac-simile della raccolta dei progetti curata da Ponti e pubblicata l’unica volta nel 1954 da Daria Guarnati Editore, Milano.

Anna Maria Di Paolo

– Gio Ponti, Il fascino della ceramica: Grattacielo Pirelli, Via Fabio Filzi 22, Milano, fino al 31 luglio 2011; Ingresso gratuito: da martedì a venerdì 15.00 – 19.00; sabato e domenica 10.00 – 19.00; chiuso il lunedI http://www.regione.lombardia.it

 – Espressioni di Gio Ponti, fino al 24 luglio 2011, Triennale di Milano, Via Alemagna.

– Il decoro in tavola, Forme e colori di Guido Andloviz, al Museo Bagatti Valsecchi fino al 3 luglio 2011,

– Percorso con Atm nei luoghi delle architetture firmate da Giò Ponti per la città di Milano.

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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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