AGENORE FABBRI ALLA PERMANENTE DI MILANO

“Agenore Fabbri” alla Permanente di Milano

Agenore Fabbri, scultore, pittore e ceramista milanese avrebbe quest’anno compiuto cento anni (1911-1998) ed è per questo che il Palazzo della Permanente di Milano gli dedica la mostra “Agenore Fabbri” con ottanta opere, in collaborazione col Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto – dove dal 2000 è conservata una parte sostanziale della Collezione VAF-Stiftung dell’imprenditore tedesco Volker Feierabend, tra le più grandi al mondo di arte italiana del Novecento con 1600 opere.

Le opere ripercorrono l’ itinerario artistico di Agenore Fabbri che nella sua lunga ricerca ha affrontato nel corso della sua attività vari temi con un linguaggio figurativo, ma anche informale.

Agenore Fabbri, diplomato all’ l’Accademia di Belle Arti di Firenze, fu amico di Montale, Carlo Bo e Ottone Rosai coi quali frequentava le il caffé “Giubbe Rosse”, luogo di ritrovo di giovani intellettuali.

Nel 1935 si trasferì ad Albissola e fu sostenuto dalla critica positiva di Leonardo Borgese e del poeta Angelo Barile che ne apprezzava la capacità di “esplorare attraverso il reale il difficile regno dell’anima”.

Nella cittadina ligure dove praticò la ceramica nel laboratorio La Fiamma, Fabbri frequentò Aligi Sassu, Marino Martini e soprattutto Fontana del quale divenne amico e che molto lo influenzò la sua arte.

Temi comuni a quelli di Fontana si riscontrano infatti nelle sculture in ceramica, in terracotta e nei quadri polimaterici di Fabbri che era, comunque, attento anche alle ricerche del Gruppo Cobra, di Wilfredo Lam e di Robert Matta.

Certo, Fabbri, dopo la tragica esperienza della guerra, espresse anche la sua forte drammaticità con caratteri espressionisti che, come ebbe a dire Rafael Alberti, gli faceva plasmare la materia furiosamente.

L’aspetto drammatico si accentuò nel dopoguerra sia nelle terrecotte sia nei bronzi a testimoniare la crudeltà e la sopraffazione subite dalla violenza del conflitto. Ne derivò, altresì, un forte senso di tormento e di instabilità

Fu invitato nel 1948 alla Biennale di Venezia dove fu richiamato anche nelle seguenti edizioni fino ai primi anni Sessanta. Partecipò inoltre a varie edizioni della Quadriennale di Roma dal 1952 al 1973.

Il senso della tragedia, segnato dalla guerra, riprese prepotente Fabbri nell’ultimo decennio, tanto che le figure umane si trasfigurano in immagini disperate e scomposte.

Negli anni Ottanta e Novanta si riagganciò però all’aspetto positivo dell’uomo ritrovando il gusto del colore nella pittura. 

In occasione della mostra, a cura di Gabriella Belli, un catalogo ragionato in due volumi che documenta la produzione scultorea e pittorica di Agenore Fabbri è stato edito da Silvana Editoriale.

L’allestimento è stato affidato allo studio di architettura e design Baldessari e Baldessari di Rovereto.

 Anna Maria Di Paolo© Produzione riservata

Agenore Fabbri, Palazzo della Permanente, via Filippo Turati 34, Milano: da martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18,30; sabato e festivi dalle 10 alle 18,30; chiuso lunedì. Ingresso libero

www.lapermanente-milano.it

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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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