PUNTO DI VISTA. COLLETTIVA “BIANCOENERO” DI BRESCIA

PUNTO DI VISTA. COLLETTIVA “BIANCOENERO” DI BRESCIA

 

Venezia di Marco Febbrari

La collettiva “Biancoenero”, associazione di fotografi, non soltanto resiste, ma amplia i suoi associati e nonostante quest’anno ci sia stato il diniego dell’Assessorato alla Cultura di Brescia a sostenerlo, come è avvenuto negli anni scorsi, ugualmente ha organizzato un’interessante mostra dei suoi 16 associati con 100 fotografie a tema libero che si avvicendano con immagini di varia soggettività.

Espongono: Donata Bini, Fabio Cattabiani, Luca Chistè, Vincenzo Cottinelli, Marco Febbrari, Gino Ferri, Michele Gusmeri, Benedetto Macca, Fabio Maione, Michele Mottinelli, Renato Mazzoncini, Andrea Mirenda, Giovanna Pedroni, Franco Solina, Rosetta Zampedrini.

La mostra è sorprendente e le fotografie dei 16 fotografi al Parco, in diversa misura, guardano alla natura nella sua complessità, cogliendone sia un aspetto rassicurante e clemente, sia una forma ironica e destabilizzante. Del resto, lo ha detto Kant in filosofia, lo ha spiegato Leopardi in poesia e Turner in pittura, forte è in arte il concetto di Sublime, un «piacere negativo», che ci attrae suscitando un sentimento di finitezza. Così, con linguaggi espressivi propri, mentre le fotografie di Michele Mottinelli, in “Prati bianchi” coglie gli esili e aridi sterpi neri nella coltre bianchissima di neve componendoli in un lungo pannello poetico, le opere di Vincenzo Cottinelli in “Il cielo sotto” scovano il magma della vegetazione nei fontanili e negli stagni si immedesima nella vita nascosta della natura cogliendone l’essenza e ritraendola, per contrasto, nei dettagli di dimensione lirica, mentre l’intento di Andrea Mirenda sul tema “In natura” è di genere opposto in quanto lacera con segni le immagini di lacerti di natura per opporsi alla maniera edulcorata di trovarne l’illusoria consolazione. Protagonista è sempre la natura con i “Giardini segreti” di Giovanna Pedroni, e la montagna come magma vitale è l’emblema di Franco Solina, mentre “Benacus: visioni metafisiche” sono le immagini incantate del lago di Luca Chistè, e tutti, insomma, fissano momenti di un scenario totale in cui il paesaggio diventa un’ allegoria e una meditazione sulla vita interiore. Sui paesaggi valligiani e su quelli cittadini si sono, poi, esercitati: Eros Fiammetti, in “Biker” che ha documentato il fenomeno del culto delle gare con moto assordanti nelle silenti valli e gli omaccioni pieni di simboli in momenti di relax; Michele Gusmeri, in “Sguardi di pietra”, con immagini di sguardi, appunto, colti in sculture, sospese in questa dimensione senza tempo e senza spazio; Gino Ferri in “Alberi in città” in cui sembrano avere la meglio le auto numerose parcheggiate lungo i viali, col riscatto della presenza di una bimba che idealmente si oppone al loro taglio e Fabio Maione che , “In nuovi paesaggi urbani”, presenta parti sgembe di architetture urbane, riprese dal basso in cui i particolari, come i lampioni o il viso stranito di una ragazza alla finestra, sono soltanto un pretesto per documentarne l’alienazione, tema a cui si collega Rosetta Zampedri ne “ L’incontro” con immagini che ricreano, in un intricato dedalo urbano, l’ occasione di un’intesa con un happy and.Oltre di Donata Bini

Ad un diverso e delicato paesaggio dell’anima appartengono le fotografie della serie “Oltre”, liberamente ispirati all’Infinito di Leopardi, di Donata Bini, che ritrae muri di campagna sbrecciati, sottile allegoria degli impedimenti alla naturale libertà a cui istintivamente ogni persona reagisce creandosi, per contrasto, “infiniti spazi di là da quella, interminati spazi e profondissima quiete”. Sono otto rigorose immagini di bellezza che, rimandando ad una luce interiore, raccontano un mistero. Benedetto Macca, inoltre, fonde natura e archeologia della pesca con straordinarie immagini metafisiche al tramonto di “nubi luminose” in “La tonnara” di Vendicari nel siracusano. Legate invece alla ricerca del colore e delle pure forme sono le fotografie: di Renato Mazzoncini, in “Moderne monocromie” creandosi dei moduli: rosso per l’uomo, verde per la natura o blu per l’architettura; e di Fabio Cattabiani il quale decontestualizza trafilati metallici trasformandoli in immagini astratte di isole e arcipelaghi dalle varie nuance di colori. Con questo metodo poetico egli ha conseguito costruzioni essenziali di elementi tecnologici freddi che così hanno assunto una vitalità nuova, del tutto avulsa dalla loro essenza iniziale, divenendo immagini creative inusuali e stupefacenti.

Legate alla città, lagunare questa volta, e alla presenza di persone che la vivono, infine, sono le fotografie di Marco Febbrari che, con un guizzo immediato e istintivo, ha realizzato opere dirette che documentano un quotidiano aspetto della realtà con tagli prospettici essenziali e inquadrature originali, secondo principi modernisti. Si tratta di istantanee su Venezia catturate nell’ attesa dei vaporetti, come la “Staccionata bianca”, o di scorci come “Dal viadotto” in cui sorprendono il rigore del taglio e l’uso della luce che modellano le strutture di metallo e di legno e le forme delle persone, inquadrate in un rigoroso bianco e nero. Sono immagini che in un certo senso tendono ad una oggettività di base, ma che poi, di fatto, la superano assumendo una dimensione nuova per le modulazioni tonali e per l’ attuazione visiva che rinnovano fortemente anche l’ interesse per uno dei luoghi più affascinanti del mondo, Venezia appunto, senza rimanere impigliato nella più allettante rete di immagini e prospettive “da cartolina”. Marco Febbrari, insomma, stabilisce un rapporto efficace tra la tecnica fotografica e l’ispirazione su esperienze occasionali o di viaggio che delineano la sua visione di vita. La mostra collettiva, dunque, presenta una selezione eterogenea e accattivante di 100 immagini da vedere.

Anna Maria Di Paolo ©

Brescia. Punto di vista. Ambiente Parco, Padiglione Sud, Largo Torrelunga, Piazzale Canton Mombello. L’esposizione resterà visibile fino al 19/06/2011. Orari lun-ven 17-19.30; sab-dom 15-19,30

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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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