AUGUSTO SCIACCA “IL SOLE E LA LUNA” A BERGAMO

AUGUSTO SCIACCA “IL SOLE E LA LUNA” ALL’ANTIQUARIA GLA DI BERGAMOIl senso della materia nella pittura di Augusto Sciacca risponde appieno al binomio natura e cultura tanto che le sue opere da decenni sono contraddistinte da una convinta esperienza artistica.

Ora sue opere comprese dal 1999 al 2011, come “Cosmogonia” e gli ultimi tre: “Cipressi”, “La luna, le stelle, i cipressi”, “La terra , i cipressi e la nuvola rosa”, circoscrivono gli ambiti del fondamento della sua poetica coi quali Sciacca rimanda ai temi della “natura” a lui cari quali: “Genesi”, sole, luna, terra, fuoco, acqua, stelle, nuvole, nonché a quelli della “cultura”: come il ritorno del mito, la città, nudo, la nave dei pazzi, i quali confluiscono nella sintesi inflessibile, efficace della morte, evocata emblematicamente dalle opere con la presenza consolatoria dei cipressi.


La mostra “Il sole e la luna”, allestita nell’atelier “G.l.A. Antichità di Gian Luca Andreotti” a Bergamo presenta, insomma, opere dalle superfici ruvide, cariche di colore che, addensandosi nel nucleo delle tele, va a formare trame visionarie e concitate che connotano la qualità della pittura informale di Sciacca, la quale, in un percorso pluriquarentennale, ha conseguito un’ inequivocabile maturazione. 

La matericità consistente e la suggestività delle opere lasciano scaturire il rapporto passionale e, allo stesso tempo, di dilemma intorno agli eterni interrogativi sull’essenza della vita e della morte.

Nato a Messina nel 1945, Augusto Sciacca si trasferì presto a Milano dove frequentò il Politecnico laureandosi in Architettura. Esordì nel mondo dell’arte nel 1966 esponendo in mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Attratto dalla situazione culturale dell’Arte concettuale degli anni Settanta, subito dopo rielaborò originalmente la sua poetica sperimentando e progettando varie espressioni estetiche quali le mappe e i graffiti su juta di sacco stampigliato, i flani, i sestupli e le mappe su politene, e persino l’uso del laser. Conobbe negli anni Ottanta G.C. Argan che stimandolo lo inserì nella sua mitica Storia dell’Arte Moderna. Appartiene al 1984 il Progetto Utopia e al 1987, tra altri, i “Progetti Siderali”, grandi acrilici su tela di forte gestualità cromatica ed emotiva.

Negli anni Novanta ha continuato con Le isole e le Mappe degli universi, fino alle Cosmogonie, con i temi del Tempo e dello Spazio.

Sue opere si trovano presso il Palazzo del Quirinale e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara, a Palazzo della Provincia di Messina, alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Campobello di Mazara, alla Pinacoteca Comunale di Capo d’Orlando, al Museo d’Arte Contemporanea di Bagheria, alla Galleria d’Arte Moderna Bagolyvàr di Balatonfüred in Ungheria.
Ha realizzato, inoltre, delle scenografie e tra le più importanti si ricordano: “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli, con la regia di Mario Scaccia, e “Suono – Spazio” per la rassegna “Suono – Immagine” di Bari, nell’ambito della Biennale di Venezia – Settore Cinema.

Sciacca, recentemente, approfondendo i vari temi trattati finora, ha ampliato, in particolare, l’aspetto esistenziale dell’uomo con opere intense, contraddistinte da segni e orme che ne testimoniano il senso d’inquietudine e di solitudine nella modernità.

L’attuale mostra di Sciacca all’ Atelier G.L.A. Antichità, contenuta nel numero, ma preziosa come i gioielli che le fanno da corollario, è corredata da un elegante catalogo, arricchito da efficacissime fotografie di Matteo Bonaldi che, con inquadrature eloquenti, mettono in corrispondenza dialogante le opere e i gioielli d’epoca d’eccezione. Si tratta, in conclusione, di una insolita occasione per ripercorrere, in una cornice raffinata, la produzione e la poetica di Augusto Sciacca, artista colto e appartato rispetto al bailamme contemporaneo, ma costantemente attivo e presente nel nostro panorama artistico.

Anna Maria Di Paolo ©

Augusto Sciacca, “Il Sole e la Luna” al “G.L.A. Antichità di Gian Luca Andreotti” , Via Sant’Orsola, 17, Bergamo,  tutti i giorni fino al 30 settembre dalle 10 alle12 e 30 e dalle 15 alle 19. Per informazioni gla.antichita@yahoo.it

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