IROS MARPICATI “METROPOLIS” ALL’AAB DI BRESCIA

Iros Marpicati “Metropolis”

all’AAB di BresciaImage

 

 

Da più di quarant’anni Iros Marpicati, con discrezione, quasi appartato rispetto al corrente sistema dell’arte, persegue la sua ricerca artistica come laboratorio, un work in progerss col quale non segue tendenze o mode, ma la sua naturale intuizione.

Attento all’uomo e al contesto urbano da cui rileva le condizioni allarmanti, per non dire minacciose, Marpicati, con inesorabile determinazione, dopo aver individuato dei temi, ne sviscera gli sviluppi seguendo il suo ordine mentale e li elabora in cicli di lavori che propone col minor coinvolgimento emotivo possibile.

Sulla questione uomo-ambiente-industria, indagata da un quindicennio, ha messo a punto, ad esempio, la serie de “Il dormiente nel paesaggio industriale” 1997-1998, della “Figura dormiente tra paesaggi industriali”, 2009, dei “Paesaggi inospiti”, 2008-2011, fino a “L’uomo chiuso tra due spazi aggressivi”, 2011. In tutte queste opere l’elemento prevalente è l’ inesorabilità della condizione umana, attanagliata da una perversa congiuntura urbana fatta di isolamento e solitudine non più esistenziale, ma funzionale al sistema industriale la cui condanna è, enunciata dall’ inizio. Nell’esposizione, infatti, ad accogliere il riguardante è il quadro “L’illusione della fuga”, 2008, che costituisce un primo impatto visivo per il monito a non farsi false speranze e anticipandogli, pertanto, quanto lo aspetterà in successione; insomma, quasi un moderna e relativa parafrasi dell’ illustre avvertimento: “lasciate ogni speranza voi ch’entrate…”.Image

La severa compartecipazione umana e intellettuale di Iros Marpicati, dunque, è espressa in tutta la sua totalità e inflessibilità di ricerca. Sembra, infine, che l’artista riveli, prima di tutto a se stesso e poi allo spettatore, del resto, già consapevole della durezza del vivere quotidiano urbano industriale, la sua concezione del mondo non risparmiando nessuna asprezza, lontano com’è da qualsivoglia “captatio benevolentiae”.

Marpicati si presenta così drasticamente non soltanto nei contenuti che sono in realtà molto forti per via di quelle punte nere acuminate come lance nello spazio, ma anche nello stile che ci appare incisivo per via del suo linguaggio altrettanto tagliente, espresso con pochi e rigorosi colori netti in prevalenza il bianco e il nero frammisti, talora, a stesure piatte di blu, giallo e rosso .

Quella di Marpicati, in sostanza, è la descrizione della realtà contemporanea postmoderna dalla quale facciamo gli ultimi tentativi per divincolarci e per superarla, ma che, inesorabilmente, ci ri-attanaglia prepotente tra i suoi ingranaggi divenuti una mutazione tentacolare e frustrante che ci toglie perfino l’illusione della salvezza.

La mostra, curata da Chiara Gatti, è accompagnata dalla monografia dell’artista, stampata dalle Edizioni AAB.

 

Iros Marpicati, nato a Ghedi, Brescia, ha studiato all’Accademia Carrara di Bergamo con Achille Funi, e si è diplomato poi al Liceo Artistico di Brera. Dal 1957 ha cominciato ad esporre in diverse personali; tra le più recenti si menzionano quelle alla Fondazione Stelline di Milano del 2010 e al Chiostro del Bramante a Roma nel 2011.

Criticamente si sono interessati alla sua ricerca numerosi critici tra cui De Micheli, la Bossaglia, Caramel, la Pontiggia, A. Riva, e, tra altri, Cortenova.

 

Anna Maria Di Paolo ©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Brescia. AAB, Associazione Artisti Bresciani, Vicolo delle Stelle, 4; fino al 14 marzo, martedì-domenica: 16-19,30. Ingresso libero.
http://www.aab.bs.it
e-mail:
info@aab.bs.it

 

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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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