TIZIANO E LA NASCITA DEL PAESAGGIO MODERNO A PALAZZO REALE DI MILANO

 Palazzo Reale di Milano “Tiziano e la nascita del paesaggio moderno”

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Il paesaggio assunse un ruolo fondamentale con il gusto paesistico veneziano a cominciare da Tiziano che, per la prima volta, usò il termine “paesaggio” in una lettera scritta nel 1552 all’imperatore Filippo II di Spagna di cui eseguì anche il ritratto, ora al Prado. Il paesaggio, insomma, divenne non più semplice oggettiva coreografia, ma espressione intensa e soggettiva del paesaggio, pieno di colore e di poesia nella vegetazione inventata e nell’impetuosità dei fenomeni atmosferici.

Già nel Trecento, tuttavia, i pittori senesi furono affascinati dal paesaggio, in seguito Piero della Francesca ritrasse in modo armonioso le colline di lecci, legate alla sua infanzia in Toscana e Leonardo da Vinci lo rappresentò, quasi scientificamente, col suo famoso sfumato dietro le figure in primo piano, come sfondo.

Ora la mostra Tiziano e il paesaggio moderno” a Palazzo Reale di Milano, a cura di Mauro Lucco, ponendo a confronto le opere di Tiziano con quelle dei suoi contemporanei, si pone l’obiettivo, appunto, di far scoprire la nascita del paesaggio moderno nella pittura del Cinquecento. Sono soltanto quattro, ma emblematiche, le opere di Tiziano a cui fanno da corona altri 46 capolavori di grandi maestri del Rinascimento come Bellini, Cima da Conegliano, Sebastiano del Piombo, Basaiti, Lotto, Veronese, Palma il Vecchio, Tintoretto e, tra altri, Bassano e Brueghel il Vecchio.

Nelle opere scelte emerge prepotente il paesaggio, protagonista al pari delle figure umane, rafforzato anche dalla prospettiva e dalla minuziosità dei dettagli degli spazi con alberi, vegetazione, orti e animali.

Quanto al fatto, inoltre, che le prime visioni incantevoli del paesaggio siano state dipinte da pittori veneti, dipende da vari elementi, tra cui l’influenza culturale della Letteratura, a cominciare da Ovidio e Virgilio e poi da Petrarca e dal poeta napoletano Jacopo Sannazaro che con l’”Arcadia” – poema pastorale, pubblicato a Napoli nel 1504 ed esposto in mostra nella sua prima edizione – guardava al mondo della natura idealizzata di contadini e pastori che vivevano una vita semplice e felice.Image

Tiziano, nato nel 1485 a Pieve di Cadore e morto a Venezia nel 1576, a 91 anni, ha creato immagini di memorabile pittura tonale dalle forme plastiche di solenne bellezza, legate tuttavia alla realtà.
A Venezia, dove ben presto si trasferì, Tiziano lavorò nello studio di Gentile e Giovanni Bellini, da cui apprese il naturalismo dei dettagli, ma fu influenzato molto anche dalla concezione filosofica sulla natura degli ampi e profondi paesaggi di campagne e colline di Giorgione, alla cui morte, nel 1510, l’artista concluse molti lavori, tra cui l’ affresco del Fondaco dei Tedeschi sul Canal Grande.
Tiziano fu sempre più apprezzato; nel 1511 eseguì affreschi per la Scuola del Santo a Padova e per il Palazzo Ducale a Venezia divenendo, alla morte di Giovanni Bellini, nel 1516, pittore ufficiale della Repubblica.
Compose, inoltre, la pala Pesaro per la Chiesa dei Frari a Venezia; Venere, il Baccanale e Bacco e Arianna per Alfonso d’Este a Ferrara; la pala d’altare in Ancona; e, tra tante altre opere, la potente “Resurrezione”, polittico Averoldi nella Chiesa S. Nazario e Celso a Brescia. 

La mostra milanese accoglie il visitatore: con la Crocifissione con cimitero ebraico” di

Giovanni Bellini,che si staglia nel paesaggio

agricolo di  orti e coltivazioni in

contrasto con le mura di cinta di

Gerusalemme; con “Laprova del fuoco” di

Giorgione, dal paesaggio intenso

in cui alberi, rocce e case, inseriti

delicatamente in una atmosfera maestosa

e limpida, appaiono luminosi e reali;

e poi con la La sacra conversazione”

di Tiziano della Fondazione Magnani

Rocca di Traversetolo.

Anche qui troviamo un incantevole

carattere contemplativo delle figure

che si stagliano in un paesaggio aperto,

un perfetto equilibrio tra la natura e

le persone scandite tra una parete scura

e un paesaggio luminoso.

Gli altri tre quadri di Tiziano sono

La nascita di Adone”, dai Musei civici

di Padova, 1511, ispirata alle Metamorfosi

di Ovidio, “Tobiolo e l’angelo” dai Musei

dell’Accademia di Venezia eL’adorazione

dei pastori”,proveniente dal Museum

of Fine Arts di Houston, nei quali il

paesaggio viene presentato con efficace

forza espressiva e viva poesia anche nei

minimi dettagli della natura evocata

nei luoghi con luci poetiche.

Ne “La nascita di Adone” il paesaggio

è pervaso di serenità e leggerezza e

il mito pagano, con sregolata poesia,

si colloca tra alberi, ruscelli e monti

riecheggianti l’Arcadia di Sannazaro.

L’esposizione, insomma, pone a confronto

le opere di Tiziano con una carrellata

di capolavori del Rinascimento – provenienti

dai maggiori musei europei e americani, tra

i quali la National Gallery di Londra, la

Gemaldegalerie Alte Meister di Dresda,

il Szepmuveszeti Muzeum di Budapest,

gli Uffizi di Firenze e la Biblioteca

Ambrosiana di Milano – che esprimono

una presa di visione nuova del paesaggio,

che finora era attribuita all’opera dei Carracci,

i tre artisti bolognesi che operarono quasi

un secolo dopo, e che la mostra milanese,

invece, retrodata a Tiziano. Amen.

Anna Maria Di Paolo ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

Tiziano e la nascita del paesaggio moderno. Palazzo Reale, Piazza Duomo 12. Milano. Orari: 9.30-19.30; lun. 14.30-19.30; gio. e sab. 9.30-22.30. Euro 9. Fino al 20 maggio 2012.

http://www.mostratiziano.it

 

 

 

 


 

 

 

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