GIORGIO MORANDI AL MUSEO D’ARTE DI LUGANO

Giorgio Morandi

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Al Museo d’Arte di Lugano, una scelta selettiva delle opere di Morandi conferisce una bella emozione, aldilà della comprensione della sua pittura, data sia dalla complessità tecnica sia dalla profondità del modo di trattare i temi scelti.

Si tratta di nature morte, di fiori, di paesaggi, di disegni, di acqueforti e dell’autoritratto del 1924; ottanta opere, insomma, di elevata qualità artistica e di grande storia collezionistica che tracciano l’itinerario artistico di Morandi, dalle prime prove agli ultimi lavori, documentando temi e tecniche scelte dall’artista.

Le opere, di piccole dimensioni e di carattere contemplativo, rivelano una straordinaria complessità e, infatti, nonostante l’apparente uniformità dei soggetti, soprattutto nature morte e paesaggi senza la presenza umana, sono organizzate in maniera sottile e architettonica mediante i volumi calibrati, la luce rarefatta e la dimensione metafisica. Così è raggiunta, con una pennellata a progressione, “un’arte pura che trascende la realtà rappresentata” e rende la rappresentazione indefinita ponendo degli interrogativi. Morandi ha cercato per tutta la vita di conseguire quasi ossessivamente il suo obiettivo primario di assemblare gli oggetti in modo essenziale sovrapponendoli e rendendo l’opera misteriosa con una ricerca prospettica che, a volte, ha una via di fuga sul lato.

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Giorgio Morandi, nato nel 1890, a Bologna, trascorse tutta la sua vita a lavorare nel suo modesto studio in un appartamento condiviso con tre sorelle, ad eccezione di viaggi occasionali a Venezia, Firenze e Roma per delle mostre e soggiorni estivi a Grizzana sull’ Appennino senza quasi mai lasciare la città natale. Appartato e riservato, Morandi dedicò la sua vita alla pittura ed espose nel 1914 all’ Hotel Baglioni di Bologna insieme a Licini, Bacchelli, Vespignani e Severo Pozzati. Grande era la stima di cui godeva negli ambienti intellettuali, lo stesso Roberto Longhi lo considerava un grande artista, e dal 1930 gli fu conferita la cattedra di incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegnò fino al 1956.

Importante fu la sua partecipazione alla Biennale di Venezia e alle Quadriennali di Roma dove nel 1939 ebbe una personale con 42 dipinti a olio, 2 disegni e 12 acqueforti. Morandi durante la seconda Guerra Mondiale, nel 1943, si trasferì come sfollato a Grizzana, dove, benché si sentisse isolato, diede inizio alla sua “grande stagione” di paesaggi e nature morte, come riconobbe Francesco Arcangeli. Nel 1948, Morandi vinse il primo premio della Biennale di Venezia e ciò aumentò l’interesse per la sua opera e la considerazione che fosse uno dei grandi maestri del secolo, acclamato con mostre anche nel Nord Europa e negli Stati Uniti.
Nel 1949 partecipò alla mostra “Duecento anni di Arte italiana” al Museum of Modern Art di New York, e nel 1957 ricevette il Gran Premio per la pittura, davanti a Pollock e a Chagall, alla Biennale di São Paulo in Brasile. 

Giorgio Morandi, che concesse nella sua vita soltanto due interviste alla fine della vita, morì a Bologna nel 1964.

 

Le opere esposte a Lugano provengono da collezioni italiane e svizzere pubbliche e private, da estimatori e critici come Arcangeli, Giovanardi, Longhi, Luigi Magnani, Ragghianti, Spadolini, Lamberto Vitali, ai quali Morandi dedicò le sue opere.

Da esse emerge la capacità dell’artista bolognese di analisi accurata dei soggetti scelti e la ricchezza espressiva straordinaria.

Per sottolineare, inoltre, la contemporaneità dell’opera di Morandi, i curatori dell’esposizione, in primis Maria Cristina Bandera con Marco Franciolli, gli hanno affiancato, con discrezione, le opere di alcuni artisti contemporanei che a Morandi si sono ispirati, quali Stuart Arends, Bernd & Hilla Becher, Craigie Horsfield, Franco Vimercati, Rachel Whiteread e Lawrence Carroll, statunitense, che considera l’artista bolognese maestro spirituale d’ arte.

E’ presente, infine, un riferimento a film degli anni Cinquanta nei quali, sullo sfondo di scene di ambienti domestici, compaiono opere di Morandi, come in: Un bacio e una pistola, Robert Aldrich, 1955, La dolce vita, Federico Fellini, 1960, La notte, Michelangelo Antonioni, 1960, Io sono l’amore di Luca Guadagnino, 2009.

Correda la mostra un ricco catalogo edito da Silvana Editoriale con illustrazioni e schede delle opere esposte e numerosi contributi critici.

L’esposizione di Lugano, pertanto, fornisce un’occasione importante da non perdere per vedere le opere di Giorgio Morandi, uno degli indiscussi protagonisti del XX secolo.

 

Anna Maria Di Paolo © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Museo d’Arte, Lugano, Riva Caccia 5, fino al

 

1° luglio 2012; orario: da martedì a domenica

 

10.00-18.00;Venerdì 10.00-21.00; Lunedì chiuso

 

(tranne 19 marzo, 9 aprile e 28 maggio

 

Ingresso: Intero Fr. 12; Ridotto, AVS e over 65

 

anni; gruppi e studenti 17-25 anni: Fr. 8;

 

Ragazzi fino a 16 anni: gratuito.

 

http://www.mda.lugano.ch

 

info.mda@lugano.ch

 

Ufficio stampa per l’Italia:

 

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