GUSTAV KLIMT AL MUSEO CORRER DI VENEZIA

Venezia. Museo Correr: GUSTAV KLIMT

nel segno di Hoffmann e della SecessioneImage

Gustav Klimt, esponente dell’Art Nouveau, è stato ispiratore e protagonista – con Hoffman, Olbrich, Moll, Wagner, Mahler, Schönberg, Freud e altri 40 artisti – della Secessione viennese di cui divenne Presidente. La prima delle venti mostre del movimento artistico avvenne nel 1898, ma varie furono le attività svolte nei successivi sei anni di durata, comela costruzione dell’edificio della Secessione e la pubblicazione di Ver Sacrum” la rivista nella quale gli artisti espressero la loro poeticad’arte totale, la Gesamtkunstwerk.

Ora, nei 150° anni dalla nascita, anche Venezia celebra la ricorrenza con la mostra “ Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione”. L’interesse dell’esposizione si appunta principalmente sulla ricostruzione del clima di Vienna mitteleuropea che consentì di elaborare una moderna concezione di collaborazione tra la cultura figurativa, l’architettura, i mobili funzionali e i gioielli eleganti.

Interessanti sono le prime sezioni della mostra relative all’ avvio della Secessione con opere del fratello Ernst Klimt e dell’amico Franz Matsch, che facevano parte della stessa Künstler-Compagnie, piccola impresa di lavoro, e con documenti, foto e quadri i cui soggetti sono la figura come “Lady davanti al camino” di Klimt o il paesaggio come la Medusa di von Stuck.

C’è poi la sezione “Il trionfo dell’oro” con Giuditta1/ Salomè del 1901 e Giuditta II, 1909, acquistata, per 900 lire, alla Biennale del 1910 per la Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, presenti in mostra l’una di fronte all’altra.

Klimt iniziò ad usare l’oro, dopo un viaggio a Venezia – dove seguì Alma Mahler – e a Ravenna, dove la vista dei mosaici di San Marco e di San Vitale cambiarono la sua pittura.

Nella parte centrale della mostra, curata da Alfred Weidinger, è messo in evidenza, inoltre, il rapporto di collaborazione tra Hoffmann e Klimt, l’ “l’architetto e il pittore” nel “Palais Stoclet 1905-1911” di Bruxelles, realizzato per quel banchiere.

Klimt, e con lui gli artisti della “finis Austriae”, posero alla base del Movimento secessionista lo spirito anti liberale e l’ influsso filosofico derivante da Wagner e da Nietzsche con l’ opposizione allo spirito “apollineo” e l’esaltazione dell’aspetto “dionisiaco” e creativo delle forze dell’istinto che, mal interpretato dalla politica tedesca tanto danno fecero in seguito all’Europa.Image

Questi spiriti eletti, comunque, con le loro idee anti accademiche che non effettuarono, tuttavia, l’idea dell’arte popolare prefissa, ma che realizzarono la compresenza delle arti, crearono nel Palazzo della Secessione, disegnato nel 1897 dall’architetto Olbrich, un modello. Qui nel 1902 Hoffmann curò una mostra con opere di Toorop, Stöhr, Khnopff, e di Klimt che, in una delle tre sale, dipinse il “Fregio di Beethoven”, omaggio alla musica del compositore tedesco.

Ora, in mostra c’è una riproduzione dei tre pannelli dell’opera sul soggetto del cammino dell’umanità: l’anelito alla felicità, le Forze ostili e l’Inno alla Gioia, all’Amore e alla Poesia, palingesi del mondo.

Conclude l’esposizione “Il girasole” rappresentante una figura vegetale che ha simbolicamente il fiore al posto della testa.

Gustav Klimt, nato a Vienna nel 1862, frequentò la Scuola di arti e mestieri, e ben presto ebbe stima e notorietà tra i borghesi che gli commissionarono i primi ritratti, dopo di che dipinse anche l’aula magna dell’Università, opera non capita e molto avversata al tempo.

La pittura di Klimt tra il 1890 e il 1901 acquisì quello stile lineare e bidimensionale che tutti conosciamo nelle opere della maturità, dopo la svolta “dell’oro”, avvenuta grazie ad Alma, considerata “la più bella ragazza di Vienna”. Klimt, però, la lasciò per non compromettere i rapporti col patrigno Moll, vicepresidente della Secessione, e allora lei sposò prima il musicista Mahler, poi l’architetto della Bahuas Gropius, e infine lo scrittore Werfel; ebbe, inoltre, tra altre, una relazione travolgente col pittore Kokoschka, e fu considerata una “musa” delle arti. Anche Klimt, dal canto suo, ebbe una vita sentimentale “vivace”; nel 1892 conobbe Emilie Flöge che, sebbene sapesse delle relazioni del pittore con altre donne tanto da divenire padre di 14 figli riconosciuti, rimase con lui fino alla morte, avvenuta nel 1918.

Con l’influsso del Simbolismo, il linguaggio artistico di Klimt culminò ne “Il bacio” del 1908; vi rappresentò paesaggi dell’anima segnati da visioni oniriche piene di speranza e da sentimenti oscuri e misteriosi.

L’opera “d’oro” di Klimt a questo punto terminò e iniziò il decorativismo dall’aspetto meno luminoso, in relazione alla decadenza, e alla vita rappresentata con stile non più sfarzoso, ma decorativo, espressionista e di colore, stile che fece dell’opera di Klimt un presidio del Modernismo europeo.

L’opera di Klimt ebbe influenze anche in Italia negli Anni Venti e a questo proposito alla Ca’ Pesaro ci sarà la mostra «Spirito klimtiano: Vittorio Zecchin e Galileo Chini e la grande decorazione a Venezia» in cui saranno esposti i cicli decorativi di Vittorio Zecchin “Le mille e una notte” e quelli di Galileo Chini “La Primavera”, provenienti dalla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma.

Anna Maria Di Paolo©

KLIMT. Venezia, Museo Correr. Piazza San Marco, 52. . Fino all’8 luglio 2012. Orari: tutti i giorni, 10-19. Ingresso: intero €12, ridotto €8

http://www.mostraklimt.it 

– Ca’ Pesaro Galleria d’Arte Moderna, Santa Croce, 2076. Spirito klimtiano. Dal 31 Marzo – 8 Luglio 2012, ore 10 – 18.

http://www.capesaro.visitmuve.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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