Lorenzo De Luca: opere digitali e multimediali al Bookstop di Brescia

Lorenzo De Luca: opere digitali e multimediali

                           

prozac boy

Dall’eterno interrogarsi sulla condizione dell’individuo in rapporto a se stesso, agli altri, alla società eterogenea odierna e alle circostanze più varie si avviluppa il percorso artistico di Lorenzo De Luca, sensibile e colto giovane artista bresciano che si muove agevolmente nell’ambito multimediale realizzando polivalenti iconografie digitali.

Non è questo ovviamente che conta, quanto piuttosto che, al di là della forbita tecnica, “l’occhio” di Lorenzo sortisce un sorprendente e composito risultato talora straniante e a volte ironico.

Le sue opere non derivano da un semplice scatto, ma da un articolato lavoro che si basa , dopo l’ideazione, su una certosina ricerca di medicinali scaduti, non facile da reperire e sulla loro composizione meticolosa fino a formare soggetti, scene e situazioni a mo’ di “teatrini”; i vari genere di farmaci sono infine calibrati nei colori ed ecco che, soltanto alla fine, avviene lo scatto fotografico.

 La sua cura successiva si accentra sul ”ritocco” dei colori, ombre e luci prima della stampa e della stesura della fotografia su alluminio.

L’effetto conclusivo non è facilmente riferibile perché, in effetti, come

ogni opera, andrebbe vista di persona, comunque il concetto dell’ideazione di Lorenzo De Luca è lì forte e coinvolgente come un macigno.  

   lyrica boy

Muovendosi tra l’arte concettuale, l’arte povera e l’arte multimediale, insomma, l’artista ci racconta le malattie dell’anima e l’alone di inquietudine e di dolore che spesso avvolge e stravolge la psiche e la realtà delle cose e della vita stessa.

 

E allora si ha l’impressione che le sue opere siano un sortilegio per affrancarsi dalla sofferenza conseguente e, soprattutto, per averne un riscatto.

Ciò risulta evidente anche dalle recenti opere che sono realizzate non più dalle pasticche di prozac, antidepressivi, viagra, ecc., ma da semi. Semi di cardamomo, caffè, cioccolato, ed altri che sono “droghe”, nel senso di sostanze aromatiche, quindi non allucinogene e narcotiche per cui da esse proviene benessere, piacere e vita. Ecco, dunque, che, al tema della morte dell’anima di tanti giovani, Lorenzo contrappone quello della vita attraverso terapie non più farmacologiche, ma di “droghe fragranti” e, in rapporto alla scelta della tecnica artistica, la forma diventa anche sostanza concettualizzata. Così con un procedimento attento alcune sue opere ci attraggono non soltanto visivamente, ma anche con l’olfatto perché, in effetti, le ha irrorate di alcune polveri e quindi “sanno” di cioccolato o di caffè o di cardamomo.

Ora alcuni dei suoi lavori del gruppo “Pharmakos”, realizzati nel bienno 2010-2012 sono visibili presso il Bookstop, in via Leonardo da Vinci 5, a Brescia.

Da non perdere.

 Anna Maria Di Paolo

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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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