CREMONA. Inaugurato il Palazzo delle Arti: col Museo del Violino, l’Auditorium e il Padiglione d’Arte contemporanea

CREMONA. Inaugurato il Palazzo delle Arti:

col Museo del Violino, l’Auditorium e

il Padiglione d’Arte contemporanea

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Cremona, considerata la capitale della liuteria per il ricco patrimonio di preziosi strumenti della Fondazione Stradivari, per la rinomata Scuola internazionale di liuteria e per la presenza attiva di circa 150 botteghe liutarie, ha appena inaugurato il Museo del Violino con quindici esemplari Stradivari, Amati, Guarneri del Gesù, dal valore inestimabile, e l’Auditorium “Giovanni Arvedi”, illuminato imprenditore che ha donato 12 milioni di euro per la sua realizzazione, dopo due anni di lavori.

E’ stata una emozionante sorpresa, non soltanto estetica, visitare il Museo con i preziosi violini, in un percorso interattivo, e poi “vedere” il sinuoso auditorium realizzato, nella costruzione razionale dell’architetto Cocchia negli anni ’40 di cui sono rimaste soltanto le porte e le finestre, trasformata in grande scultura originale a tulipano le cui linee, con sofisticate soluzioni tecnologiche, rincorrono il diffondersi delle onde sonore e la bellezza degli strumenti –, ma anche, e soprattutto, infine, “sentire” la qualità del suono, con un tempo di riverbero di 1,4 secondi!

Ascoltare così la Sarabanda per violino di Bach, la prima sonata di Mozart, la prima crociata di Monteverdi, e una sonata di Vivaldi eseguite con un violino Stradivari del 1727 dal maestro Antonio Di Lorenzo, posto nel palco al centro della scena, altra soluzione coinvolgente, è stato davvero avvincente.

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L’ auditorium di 475 posti è stato progettato dagli architetti Giorgio Palù e Michele Bianchi, con toni cromatici caldi e luminosi del rivestimento in legno e il colore tenue delle poltrone che rendono caldo e accogliente l’ambiente, mentre l’acustica è stata studiata dall’ingegnere del suono Yasuhisa Toyota ad tale livello di perfezione che si potrà incidere durante la stessa esecuzione. Per l’insonorizzazione della sala ogni metro quadro del soffitto è stato rafforzato con un quintale di cemento, mentre il pavimento è stato abbassato di un piano, giacché non si poteva alzare il soffitto per non alterare la struttura razionale del salone. In tal modo è stata ottenuta “un’acustica naturale”, senza microfono, da qualsiasi punto. La qualità della musica infatti è eccellente.

Bach diceva che la musica è l’architettura dei suoni e qui anche l’architettura, che è più propriamente fisica, è stata pensata secondo la propagazione del suono trasformando un’emozione in immagine architettonica, una vera osmosi tra musica e architettura. In tale sinergia si sono ottenuti un ritorno del suono ottimale da qualsiasi posizione si suoni e si ascolti, per cui i suoni non si accavallano mai, e una percezione soggettiva di chi suona a cui torna l’espansione delle note su cui può rapidamente “appoggiarsi” per proseguire l’interpretazione.

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Il Palazzo delle Arti di Cremona, insomma, grazie alla munificenza della Fondazione Arvedi Buschini e all’interesse del Comune, diventerà un polo culturale che al Museo del violino e all’ Auditorium affianca un Padiglione dedicato a mostre di Arte contemporanea legate al tema della musica, una Biblioteca, un laboratorio del Politecnico per ricerche sul suono e un altro dell’Università di Pavia in grado di analizzare lo stato degli strumenti. In tal modo, questo sorprendente centro potrà soddisfare sia le esigenze degli specialisti a livello mondiale sia la comunicazione didattica e culturale de il “saper fare liutario” che, inoltre, è stato iscritto tra i patrimoni immateriali dell’Unesco.

Cremona è, dunque, un esempio di eccellenza culturale che merita un’attenzione più adeguata.

 Anna Maria Di Paolo ©

 

 

 

 

 

 

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