Antonello da Messina al Mart di Rovereto

Antonello da Messina al Mart
Quattrocento e contemporaneità

 

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Di Antonello non si parlava dall’importante mostra del 2006 alle Scuderie del Quirinale. Ora è il Mart di Rovereto che di Antonello ha riunito altre quaranta capitali sue opere, nella mostra “ ” .

Questi capolavori inquadrano la ricerca di Antonello, a partire dalla lezione di Piero della Francesca, per la lezione prospettico-luminosa, come suggerì nel 1914 Roberto Longhi, tra Rinascimento italiano e quello fiammingo che di certo ebbe influssi in Italia. Antonello, infatti, a Napoli ebbe modo di conoscere la pittura fiamminga di cui apprezzò sia il modo accurato di dipingere ogni dettaglio, osservando tutto attraverso una lente, sia il segreto fiammingo dell’uso della pittura a olio: con la diluizione dei colori con solventi oleosi.

 

La rassegna si compone di trentacinque opere, a cominciare da quelle del maestro di Antonello a Napoli, Colantonio fino ai lavori di Van Eyck; e venti tavole sono del messinese. Spiccano tre importanti prestiti assenti nella rassegna romana: il «Salvator Mundi» della National Gallery di Londra, la «Madonna Benson» della National Gallery di Washington e il «Ritratto d’uomo», di recente restaurato, dal Philadelphia Museum of Art.08-mart-antonellodamessina-Antonello-da-Messina-Annunciata_590-490

 

L’importanza di Antonello nella cultura dell’Umanesimo è stata la capacità di costruisce uno spazio profondo entro il quale le sue figure comunicano, anche con l’uso delle regole della prospettiva, la rinnovata energia dei personaggi dallo sguardo magnetico in un’ eccezionale impressione di profondità. Il volto dei suoi protagonisti, messi in rilievo dal chiaroscuro e dalla luce, è spesso ritratto in posa frontale mentre di scorcio ortogonale sono dipinte le mani ottenendo così un effetto di realtà.

 

10-mart-antonellodamessina-Antonello-da-Messina-Cristo-benedicente_590-490Le sue opere sono spesso di formato piccolo e rappresentano ritratti e temi religiosi come ad esempio l’Ecce Homo o la Crocifissione, caratterizzati da una luce calda.

 

Antonello viaggiò e lavorò a Roma da cui prese le architetture classiche; a Venezia dove frequentò Giovanni Bellini e nella Milano sforzesca dove divenne ritrattista di corte. Morì nel 1479, a cinquant’anni, inaspettatamente, in Sicilia, dove l’artista era ritornato, al culmine della fama.

 

Le opere sono state prestate da Musei europei e americani che hanno concesso relativamente: la “Madonna Benson”, dalla National Gallery di Washington, il “Ritratto d’uomo” dal Philadelphia Museum of Art, il “Salvator Mundi” dal National Gallery di Londra, e tra altri, l’ “Annunciazione” di Siracusa e “l’Annunciata” di Palermo. Metropolitan Museum di New York
Complementare è la mostra “
L’Altro Ritratto” dedicata al ritratto contemporaneo e curata dal filosofo francese Jean-Luc Nancy che nel 2000 ha pubblicato il saggio “Il Ritratto e il suo sguardo” in cui riflette l’espressione più importante di un individuo: il volto.

 

L’esposizione è un’ immaginaria integrazione della mostra di Antonello ed annovera opere del Novecento di come Acconci, Douglas, Freud, Gordon, Giacometti, Paolini, Richter, Fiona Tan, Jeff Wall.

 

Il curatore è Ferdinando Bologna, collaboratore di Longhi e lo studioso Federico De Melis. Il catalogo Antonello e gli altri è edito da Electa.

 

Anna Maria Di Paolo

 

Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Antonello da Messina, fino al 12 gennaio

 

www.mart.tn.it

 

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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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