“Pierre-Auguste Renoir” alla GAM di Torino

Pierre-Auguste Renoir” alla GAM di Torino

 

L'altalena

L’altalena

 

Renoir, nato nel 1841, ha rappresentato uno dei fulcri centrali del Movimento Impressionista, le cui prime opere, tuttavia, furono influenzate dal colorismo di Delacroix e dalla luminosità di Corot, dal realismo di Courbet e da quello di Manet.

 

Il colore e la luce scintillante, uniti alla sensibilità e all’ entusiasmo, sono stati, dunque, il fondamento della sua ricerca artistica che prese avvio già nel 1862, quando frequentò prima i corsi all’Ecole de Dessin et des Arts Dècoratifs, e poi l’Ecole des Beaux Arts per i corsi di Emile Signal e Charles Gleyre. Qui Renoir conobbe Monet, Bazille e Sisley, a cui si sentì legato anche per l’estetica artistica, e realizzò rappresentazioni poetiche della vita.

 

Nel 1864 Renoir ed i suoi amici pittori, iniziarono a dipingere “en plein air” esprimendo quanto più di bello ci fosse nella vita e nella natura.
I quadri impressionsti, però, rifiutati dalla giuria accademica del “Salon”, e dunque difficile da vendere, vennero tuttavia esposti da Nadar nel 1874, suscitando molto scandalo.

 

Renoir per vivere, allora, iniziò i ritratti e verso il 1880 si divise dal Movimento adottando una tecnica formale adeguata ai ritratti e alle figure delle donne, in particolare.
Ora “Pierre-Auguste Renoir” approda con una mostra di sessanta opere dalle collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie alla GAM di Torino, grazie all’accordo tra Città di Torino, Musée d’Orsay e Skira editore.

 

Sono così presentati quadri che delineano gli aspetti salienti della multiforme ricerca cinquantennale di Renoir, contraddistinta dalla sua appartenenza all’Impressionismo divenendo amico di Monet, Cézanne, Pissarro, Berthe Morisot, Sisley e Caillebotte, con cui organizzò mostre.

 

Nove sono le sezioni che caratterizzano la mostra. L’epoca della bohème. Ritratti reciproci a Parigi negli anni Ottanta dell’Ottocento con i suoi ritratti di Sisley, di Bazille e di Claude Monet, esposti con due opere dello stesso Bazille, e uno di Monet. Sono presenti anche due dei primi nudi di Renoir, tra i temi più cari all’artista, Il ragazzo con il gatto, 1868, e Donna seminuda sdraiata: la rosa, 1872.

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Con “Noi adoriamo le donne di Renoir” (Proust), seguono i ritratti femminili: Madame Darras, La liseuse, Giovane donna con veletta, Madame Charpentier, Donna dallo jabot bianco , Fanciulla seduta, e il ritratto di Colonna Romano del 1913. Le protagoniste sono borghesi, operaie, ballerine, tutte belle e aggraziate.

 

Si arriva così alla sezione “il mestiere di paesaggista” (Renoir) con dieci esemplari che comprendono anche il viaggio ad Algeri del 1881: Campo di banani, Paesaggio algerino, la gola dela donna selvaggia e, tra altri, La moschea, detto anche Festa araba, oltre che Chiatte sulla Senna, Il Pero d’Inghilterra, La Senna ad Argenteuil, Sentiero nell’erba alta , La Senna a Champrosay , Ponte ferroviario a Chatou, sino a Paesaggio a Cagnes del 1915, dipinto in Costa Azzurra, dove Renoir si rifugiò per curarsi dai reumatismi alla mani e dove continuò a dipingere facendosi legare il pennello alle dita.

 

In Infanzia, protagonisti sono i suoi figli e quelli degli amici: Ritratto di ragazza bruna, seduta con le mani incrociate, Fernand Halphen bambino, Julie Manet, Maternità, Madame Renoir e suo figlio Pierre, Ritratto del figlio Pierre, dalla collezione della GAM, il pastello Ritratto di bambina con charlotte, il celeberrimo Il clown, Ritratto di Coco, il figlio Claude, la romantica Ragazza con il cappello di paglia e l’ incantevole Geneviève Bernheim de Villers del 1910.

Ne la “fortunata ricerca della dimensione moderna” (Zola) si assiste ad uno spaccato della società moderna e ai nuovi divertimenti dei parigini, dai balli alle escursioni in campagna. Tra altri, L’altalena (1876) è un capolavoro in cui i protagonosti e la natura vibrano alla luce solare, un’espressione suprema di pittura impressionistica en plein air.

 

La sezione: A proposito delle Ragazze al piano presenta Ragazze al piano, Yvonne e Christine Lerolle al piano e un soggetto legato alla musica: il famoso ritratto di Richard Wagner, ritratto a Palermo nel corso dell’ incontro tra Renoir e il compositore tedesco nel 1882.

Bello come un dipinto di fiori” (Renoir) è la piccola sezione di opere straordinarie con i bouquet di Renoir, contraddistinti da pennellate morbide e delicate.

 

Il nudo, una delle forme indispensabili dell’arte” (Renoir)contempla opere fondamentali di Renoir, con influssi dell’arte italiana rinascimentale, Raffaello, Tiziano, e il barocco nordico di Ruben che gli suggerirono morbide forme e un pieno cromatismo.

Sono, inoltre, esposte cinque nudi, dipinti nell’ultimo periodo della sua vita, tra il 1906 e il 1917 e la grande scultura in bronzo, L’acqua, anche detto Grande lavandaia accovacciata del 1916-1917.

 

Il testamento delle Bagnanti. Chiude l’esposizione Le Bagnanti, 1918-1919, considerato il testamento pittorico di Renoir, opera donata dai suoi tre figli allo Stato francese nel 1923. Le bagnanti, rappresentate in un paesaggio mediterraneo, evocano la Terra come il paradiso degli dei, alla maniera classica.

 

Renoir morì nel 1919 dicendo il giorno prima: “Forse adesso incomincio a capire qualcosa”. Dopo due mesi morì anche Modigliani, suo amico.

 

Correda la mostra, curata da Sylvie Patry e Riccardo Passoni, un catalogo edito da Skira, ricco di contributi critici, tra cui la presenza di Renoir alla Biennale di Venezia del 1910 con trentasette opere che influenzarono artisti italiani come Boccioni, Carrà, Soffici, Morandi e De Chirico.

 

La mostra di Torino, dunque, è un’occasione importante per capire la vicenda artistica e umana di Renoir.

 

Anna Maria Di Paolo

 

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Via Magenta 31 – Torino. Fino al 23 febbraio 2014. Orario: mar, mer, ven, sab, dom 10-19.30; gio 10-22.30, chiuso il lunedì. www.mostrarenoir.it

 

Uffici Stampa:

 

Skira:lucia@luciacrespi.it

 

Fondazione Torino Musei:

 

daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it , tanja.gentilini@fondazionetorinomusei.it

 

 

 

 

 

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