Alla Triennale: Quarantanni d’arte contemporanea. Massimo Minini 1973-2013

Alla Triennale:

Quarantanni d’arte

contemporanea.

Massimo Minini 1973-2013

Giulio Paolini

Giulio Paolini

Una mostra in Triennale a Milano s’è appena inaugurata con varie opere di artisti passati nella Galleria di Massimo Minini a cui ora un’istituzione pubblica così prestigiosa riconosce il valore delle proposte artistiche sia sul versante della sperimentazione sia su quella della valorizzazione dei talenti.

Ed è così che, per la prima volta, la Triennale ha invitato per una esposizione d’arte un gallerista privato. Minini, dal canto suo, ha riconosciuto questo privilegio sottolineando che nel connubio tra arte e architettura si muovono anche artisti come Peter Halley, Dan Graham, e, tra altri, Basilico e Garutti, presentati nella sua galleria nel corso degli anni.

L’esposizione che non segue un ordine tematico o cronologico ma procede per associazioni, è scandita con serietà, ma anche con ironia dai “pizzini” di Minini, brevi scritti tratti dall’omonimo suo libro, pubblicato come raccolta di brevi favole, flash e racconti sugli artisti incontrati in questi anni.

L’ampia attività del gallerista bresciano è testimoniata da opere storiche e da installazioni relative ai movimenti dell’Arte Concettuale, dell’Arte Povera e Minimal mentre per il Settanta e l’ Ottanta ci sono i lavori di: Spalletti, Jan Fabre, Kapoor, Garutti, Boetti, Sottsass, Woodman, Basilico, Berengo Gardin, Paolini, Fabro, Ontani, Ghirri, Pistoletto, Sol Lewitt Yona Friedman, Roger Ballen, Nedko Solakov, Haim Steinbach, Ghada Amer e, tra altri, Arienti.

Nedko Solakov

Nedko Solakov

Minini, inoltre, ha invitato ad esporre vari giovani artisti come Dara Friedman, Manfred Pernice, Sean Snyder, Mathieu Mercier, Jan De Cock, Tino Sehgal, David Maljkovic, Monica Bonvicini, e, tra altri, Haris Epaminonda e il più giovane, il francese Jan De Cock.

Una sezione è dedicata alla collezione di fotografia italiana: una serie di ritratti di Mulas, Giacomelli, Catalano, Gorgoni, Ghirri, Cresci, Ettore Sotsass, Francesca Woodman, Nino Migliori con l’uomo di Vitruvio e Gabriele Basilico, classe 1944, scomparso di recente e a cui Minini ha dedicato la mostra; dell’artista ci sono numerose opere dallo stile rigoroso sulle architetture delle città.
In una sezione speciale sono esposti, infine, parte dei documenti d’archivio della galleria nei quali emergono aspetti inediti di relazioni e di amicizie.

Le opere in mostra, pertanto, seguono un filo rosso di una parte di storia dell’arte contemporanea.
Massimo Minini, infatti, ha fatto della sua galleria “di provincia” un prestigioso luogo di incontri internazionali. Le sue importanti scelte artistiche, anche a livello europeo, hanno avuto i meritati riconoscimenti da parte della critica, dei collezionisti e del pubblico.

Anna Maria Di Paolo

Triennale di Milano, Viale Alemagna 6. Milano. Quarantanni d’arte contemporanea. Massimo Minini 1973-2013; fino al 2 febbraio 2014

www.triennale.org



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