FRANCO RINALDI: I SEGNI E I SOGNI PER ANDARE OLTRE LO SGUARDO

FRANCO RINALDI:

I SEGNI E I SOGNI PER ANDARE

OLTRE LO SGUARDO

 

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                                    Una lacrima

 

La ricerca pittorica di Franco Rinaldi trova il suo fermento fervido in una visionaria fantasia, ammantata da un autentico sentimento inconscio di malinconia.

E se negli anni scorsi i suoi quadri erano permeati da libere composizioni di esseri del suo immaginario dai colori metallici e traslucidi che suscitavano un forte senso di straniamento e talora anche di disagio, nei recenti lavori, presentati nella mostra al Museo Diocesano di Brescia, il segno s’è fatto più lieve, il colore meno opalescente e i soggetti non più glaciali e smarriti. Egli ora tratta di Angeli e di Arcangeli, del giardino dell’Eden, ma anche di veggenti, di incontro sulla montagna e di incanto della luna.

Il segno così è colto evocativamente, mentre il colore, quasi sempre spento, diventa comunque suggestivo e raffinato, riempiendo la linea del soggetto e dentro la geometria dei suoi di temi, che si avvicendano e si combinano con l’iconografia del suo inconscio.

I lavori presenti in mostra, carte dal 2003 al 2013, mi fanno venire in mente relativamente il sogno di evasione e le scelte simboliche di Mirò che includeva elementi organici quali la stella, la luna, l’ uccello ed elementi cosmici quali il cuore, l’ occhio o la mano. Eppure di realistico quei segni non hanno molto perché, ad esempio, una donna è una figura geometrica.

Anche in Franco Rinaldi, a suo modo, i simboli eloquenti e i colori non vivaci, sono, tuttavia, efficaci e raffinati come ne La poggia sacra, in cui il concetto è espresso con tre disomogenee nuvole cineree, a simboleggiare il divino, tre disuguali pozze blu a indicare la terra e tre estese gocce grige, tratteggiate, a formarne il tramite. E’ una corrispondenza, quasi speculare e geometrica, tra cielo e terra che diventa espressione emotiva e lirica, aprendo percettivamente uno spazio mimetico, onirico e magico.

 

 

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                               Il grande angelo

 

Anche le altre opere, formate da elementi razionali, si trasformano in elaborazioni figurative che si ammantano di un potere allegorico che alla fine impone quasi il silenzio alla ricerca intuitiva e mentale dell’altrove.

E allora scatta il meccanismo di reciprocità tra la realtà che si traduce in sogno e viceversa ed è come se allora l’intuizione coincidesse con il vortice della propria interiorità attraverso gli occhi, le linee, le foglie, gli alberi e gli angeli.

Ma la passione, seppure trattenuta, emerge, infine, nei fragili e inquietanti lavori, quali La sfida di Davide e L’uomo della stella, relativi alla triste e infame storia recente degli ebrei, laddove gli ornamenti non sono più ermetici, ma amare tracce di un pensiero che dall’estetica pervade l’etica.

In questo itinerario di ricerca della sua identità, Franco Rinaldi, artista appartato rispetto al sistema dell’arte, frantuma il diaframma tra il segno e l’immagine per interrogarsi sulla sua dubbiosa interiorità in Dal palcoscenico della vita, Sospesi nell’attimo e La visita nel mio studio,  in un’ invenzione libera delle forme.

Franco Rinaldi, classe 1954, è anche autore di grafiche per il libro di poesie La vita facile di Alda Merini, edizioni Bompiani e altri scrittori.

Sue grafiche sono state esposte nel 1992 al MoMa a New York nell’ambito di The artist and the book in Twentieth century Italy . Ha tenuto varie mostre personali ed ha partecipato a collettive in Italia e all’estero.

Nel 2012 per le Edizioni L’Obliquo ha illustrato con suoi disegni L’ Orizzonte Verticale, raccolta di poesie di Alessandro Pelliccioli. Sue opere figurano in collezioni private e pubbliche. Franco Rinaldi, in conclusione, dipinge del suo mondo visionario i suoi sogni di lirica ed eterea geometria, sospesi fra cielo e terra nel vago sapore di malinconia e di solitudine, frammenti di una tenue rivelazione autobiografica.

Anna Maria Di Paolo


“Oltre lo sguardo”, opere su carta di Franco Rinaldi

fino al 9 gennaio, Museo Diocesano, via Gasparò da Salò,

Ingresso 5 euro; 3 euro ridotti.

 Orari: tutti i giorni tranne il mercoledì 10-12, 15-18.

Info http://www.bresciamusei.com, info@bresciamusei.com, 030.2400640

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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