Gian Pietro Moretti in mostra a
 Villa Fenaroli di Rezzato con “Ortodentro”

Gian Pietro Moretti

in mostra a
 Villa Fenaroli

di Rezzato

con “Ortodentro”, nella comprensione che l’unico assoluto è l’eterna mutevole contraddizione

 

Ortodentro. Foto di Vincenzo Lonati

Ortodentro. Foto di Vincenzo Lonati

Nel contesto elegante della settecentesca Villa Fenaroli di Rezzato, Brescia, Gian Pietro Moretti ha esposto una ventina di sculture che scandiscono la ricerca artistica che ha sviluppato negli ultimi quindici anni.

Ortodentro”, opera terminata nel 2014, sintetizza, tuttavia, la poetica dell’Artista, nella comprensione che l’unico assoluto è l’eterna mutevole contraddizione e può ben dirsi che anche da sola val bene la mostra intera. Catalizza, infatti, l’attenzione di chi, arrivando lungo il suggestivo viale, se la trova davanti, collocata com’è nella splendida facciata della nobile dimora, in un’equilibrata illuminazione che ne fa risaltare tutta la preziosità dell’esecuzione.

Avevo visto nello studio dell’artista un abbozzo dell’ “Ortodentro”, altorilievo di cm 185x 165 x 20: ne emergeva già la complessità, ma non appariva ancora la vibrante tensione espressiva e l’intensità corposa di piante-fiori-animali. Dalla solidità della materia e dalle volumetrie, infatti, si ergono lievi e duttili i dettagli che appaiono cesellati con pazienti e decisi colpi di scalpellino, alla maniera classica, in questo esemplare paesaggio che sembra preesistente e atemporale. E’ come se ogni dettaglio dell’ “Ortodentro” sia andato formandosi nell’atto del fare, Gestaltung, e non perchè le figure fossero già formate nella mente dell’artista, Gestalt. Si tratta, pertanto, di un’opera in cui la massa di marmo di Botticino ha preso una vita prodigiosa di apparente staticità che, a ben guardare, si trasforma in una apertura diversa e in un nuovo intreccio, al di là di ciò che appare.

È un apice che si collega come un filo rosso alla produzione artistica precedente di Gian Pietro, è un luogo della scultura in cui arte e natura coincidendo acquistano forza, nuova vita e un diverso vantaggio.

Si ha la percezione, in sostanza, che nell’opera lo spazio e il tempo, infinitesima parte del Big Bounce o “grande rimbalzo”, facciano vibrare la materia che da inorganica diventa animata anche per la presenza della leonessa, animale sacro alla dea-madre, acquattata con occhi pungenti tra il fitto fogliame delle edere, e della tartaruga, a sottolineare l’eternità della natura – specie presente sul pianeta già 250 milioni di anni fa – in contrasto alla caducità dell’uomo rappresentato, emblematicamente, dalla quasi impercettibile minuscola chiesa. Nello stile di quiete apparente dell’opera, il guizzo vitale, dunque, è reso concettualmente dalla presenza dei due animali e dal fattore uomo il quale ha prodotto la sintesi di materia e forma nella Chiesa.

In “Ortodentro”, Gian Pietro Moretti, come non mai, ha raggiunto l’ horror vacui, scolpendo anche nei bordi il motto dell’esoterico tedesco Christian Rosenkreuz : “Visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem veram medicinam”, “Visita l’interno della Terra e rettificando troverai la Pietra nascosta vera Medicina”. Al di là dell’interpretazione tipicamente alchemica, l’invito è ad indagare nella propria interiorità inconscia per liberarsi dai condizionamenti e cambiare, “rectificando”, perfezionandosi.

L’orto di Gian Pietro Moretti, originale spazio chiuso, con le sue armonie vegetali di piante officinali, ornamentali e alimentari è, dunque, l’enunciazione di un fuori in cui l’artista ha posto il suo centro e il suo dentro, in virtù di una simbologia antica quanto l’uomo stesso nella ricerca della bellezza e dell’equilibrio interiore .

Ortodentro: dettaglio. Foto di Mirko Bedussi

Ortodentro: dettaglio. Foto di Mirko Bedussi

L’opera, dunque, oltre a inglobare natura e cultura, corpo e spirito offrendo una visione simultanea e frontale dell’hortus in una sintesi plastica di piani e di masse, rinvia ad una dimensione altra dell’esistenza: all’idea di un’ossessiva perfezione che, tuttavia, nessun ritmo stilistico e nessuna tensione emotiva è mai riuscita a conseguire.

Si ha la sensazione, inoltre, che i segni e le sequenze di curve, nel momento in cui fanno apparire vicina l’essenza dell’hortus, lo rendono, altresì, lontano e inafferrabile. Ed è questa ambiguità creativa che, alla fine, conferisce all’opera la sua “aura”, per dirlo con Benjamin.

E’ una raffigurazione esemplare “Ortodentro” che, elevandosi dalla temporalità, segna un reale e progressivo sviluppo nella produzione di Gian Pietro Moretti per la proprietà di un linguaggio straordinariamente ricco ed espressivo che se da un alto riconferma la sua coerenza fondamentale di stile, d’altra parte manifesta la sua grande varietà di soluzioni per un’espressione vigorosa di istinto plastico nella densa saldezza inventiva e costruttiva.

Le forme pure ed eleganti dei volumi che ne derivano sfiorano, altresì, il virtuosismo scultoreo che, a questi livelli, è dato in verità a pochi per la capacità e l’attenzione ai segreti del marmo ora cesellato a rimbalzo, ora levigato e perfino, a tratti, lucidato nelle volute più sottili delle foglie e dei petali. E alla tecnica raffinata e rara si aggiungono, dunque, i contenuti che conquistano il suo mondo interiore facendo affiorare la concezione di sé e del mondo attravero scelte stilistiche ed iconografiche che nell’ essenza riflettono una sorta di solitudine connaturata e cercata.

Nelle belle sale della Villa Fenaroli, ad arte, sono state esposte altre pregevoli opere di Moretti come: Aurora, Corpo e anima, La pelle, Abbraccio circolare, La crescita dell’uomo che cammina nel rispetto della sua natura, In memoria di me, e tra altre Il disegno e Il bacio “impaginate” ariosamente, come non capita, per ragioni di spazio, in nessuna galleria e ciò, quindi, costituisce un ulteriore incitamento ad una immancabile visita.

La mostra e l’ampia monografia, stampata per i tipi della Magalini Editrice, sono a cura di Lillo Marciano, con il patrocinio del Comune e di OMR officina meccanica di Rezzato.
Anna Maria Di Paolo

© Riproduzione riservata

Gian Pietro Moretti “Ortodentro”, Villa Fenaroli Via Giuseppe Mazzini, 14, Rezzato, Brescia, fino al 21 Aprile 2014.

http://www.villafenaroli.it/ info@villafenaroli.it/

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