Brescia. Guglielmo Achille Cavellini il centenario 1914-2014. Opere dalla collezione Giorgio Fogazzi

Brescia. Guglielmo Achille Cavellini il centenario 1914-2014.

Opere dalla collezione Giorgio Fogazzi

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Scegliere immagini dal forte potere simbolico perchè entrino a far parte della propria vita, e che di fatto diventano quasi un’estensione della sua persona è l’emozione del collezionista. In tal senso, pertanto, la collezione è confrontabile a un tipo di “opera”.

Quando, poi, la collezione diviene eterogenea e molteplice per il “soffio personale”, il collezionista crea “un mondo dentro il mondo”, sollecitato da motivi estetici, di mecenatismo e di cultura che travalicano, a volte, il fenomeno stesso del mercato dell’arte.

In questo rango rientra Giorgio Fogazzi che nel corso di un quarantennio ha trasformato, con la sua passione, il suo spazio trasformandolo in un luogo magico. In occasione del centenario della nascita di Guglielmo Achille Cavellini, Giorgio Fogazzi, suo amico ed estimatore trentennale, ha scelto dalla sua collezione, trentasette opere, che ne delineano Autostoricizzazione, e le ha esposte in una mostra all’Associazione Artisti Bresciani per condividere col pubblico una parte della vasta produzione dell’Artista bresciano.

Francobollo-Autoritratto-con-vestito-scritto-e-colonnafoto-su-legno1978cmL’opera di Cavellini  ( I914-I990 ), contraddistinta da originale creatività e dal coraggio della ” provocazione” è sempre stata provocatoria nella sonnolenta e provinciale Brescia perchè, collegandosi agli artisti e movimenti d’avanguardia, mostrava “l’improbabile” e “l’assurdo” in arte. Il suo essere “avanti” e disincantato non fu, quindi, apprezzato in modo soddisfacente, ed è per questo che GAC, con una punta di amarezza, eleborò opere ispirate alla locuzione “Nemo propheta in patria” o “Il sistema mi ha messo in croce”, presenti in mostra.

Nell’exursus della interessante selezione fogazziana emerge tutta l’impronta astrattista e neodadaista di Gac che si è espresso in numerose forme d’arte: con la mail art e la serie di Francobolli, con gli “Autoritratti”, ” I personaggi della storia”, ” I maestri della pittura”, i Carboni, le Cassette, i Collage, le Colonne dipinte e completamente scritte con la sua storia e numerose e variegate altre opere che ben si apprezzano nell’esposizione.

Smorfie-foto-e-pennarelli-su-cartoncino1974cm-300x180In tutte si irradia ironia e grande gusto estetico nonché l’autoironia che non gli faceva certo difetto. Ne “I ritratti impertinenti”, infatti, Gac faceva il verso a se stesso mostrandosi irridente e strampalato con la testa sotto il cavallo dei jeans con la sua storia e i suoi dipinti.

L’Artista usava tecniche miste, fotografia, legni intarsiati, fettucce colorate e fiammiferi nella serie raffigurante l’Italia, disegni con pennarello o anche il famoso adesivo per il quale è conosciuto in molti paesi del mondo.


Immagine2Ricordo che a Tokio, nel 1984, rimasi sorpresa nel vedere uno di quegli inconfondibili suoi adesivi, notando come, in una megalopoli come quella, il messaggio studiato da Gac era davvero efficace!

Gac, artista innovativo e importante la cui ricerca è stata, quindi, composita e ricca di fantasia e di verve, ha tanto amato l’arte da essere lui stesso collezionista tanto che stabiliva con grandi artisti internazionali rapporti intensi di amicizia e, infatti, alcuni di loro lo hanno raffigurato in ritratti come quello di Renato Birolli, Mimmo Rotella Mario Ceroli e Andy Warhol. Il padre della Pop art americana, in visita in Italia, venne a Brescia a salutarlo e lui ci invitò nell’allora Hotel del Gambero, ora sede di Banca in Via Gramsci, dove Warhol, dal vistoso “caschetto giallo”,

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seduto nel divano nella hall, senza dire una parola, guardava tutti, intimoriti e quasi increduli, del resto, da tale presenza. Anche queste erano le sorprese di GAC!

L’omaggio tributato a Cavellini da Fogazzi, dunque, è un atto d’amore che oltrepassa la collezione delle opere di Gac, come semplice raccolta; è così, infatti, che i bei lavori ridisegnano lo spazio della sala Romanino in AAB, e si configurano come mondo a sé, provvisto com’è di un alto valore simbolico sia dell’ Artista sia del Collezionista i quali, ciascuno a suo modo, esprimono la reciproca creatività di attitudine artistica.

Correda l’esposizione, curata da Ken Damy, un ricco catalogo, con progetto grafico e coordinamento editoriale di Luciano Salodini e, tra altro, con scritti e lettere di Giorgio Fogazzi.

Anna Maria Di Paolo

Brescia. Guglielmo Achille Cavellini il centenario 1914-2014. Opere dalla collezione Giorgio Fogazzi, presso l’ Associazione Artisti Bresciani, vicolo delle Stelle 4 a Brescia, fino al 15 Ottobre 2014.

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