Brescia. Franco Fabiano. Interventi sull’immagine alla Visual Art

Brescia. Franco Fabiano.

Interventi sull’immagine

alla Visual Art 

Intervento sull'immagine

Intervento sull’immagine

A Franco Fabiano è stata dedicata una selezionata e interessante mostra di opere su carta di piccolo formato, costituite da interventi dell’Autore su immagini ritagliate da riviste e giornali.

Trasformati creativamente nel rispetto della sua libertà di espressione, Fabiano ricorre al concetto del «fair use» diffuso negli anni Settanta tra gli artisti che, appropriandosi di immagini pubblicate da giornali, e dalla pubblicità, ne modificavano il significato, producevano una visione critica e artistica nuova.
Ad esempio, Fabiano, per denunciare l’uso pubblicitario dell’immagine della donna, ritagliava un viso femminile da una rivista, ne cancellava parzialmente i connotati e ne lasciava addirittura soltanto una grottesca dentatura, cambiandone il significato e il messaggio e creando così una nuova opera.

Franco Fabiano, artista solitario e appartato, soprattutto negli ultimi trent’anni della sua vita, così è stato ricordato dal gallerista Massimo Minini, in occasione della Mostra all’AAB nel 2007: 

“: … Franco forse non è riuscito ad andare oltre

i confini della sua città, oltre la sua provincia o la sua regione. Nel territorio le possibilità di difesa erano minori…Era un uomo di poche parole. Aveva un’identità non individuale: erano sempre Franco e Irene. Raramente li ho visti separati.”

Anche Piero Cavellini di lui ha detto: “…Come artista si è

chiuso prematuramente delle strade; si era molto adombrato e disilluso con vicende mercantili negative,

 personaggi che a suo giudizio gli avevano creato difficoltà. A questo si aggiunga un carattere pigro dal punto di vista sociale…Fabiano comunque era un personaggio complesso ed interessante da tanti punti di vista. Era un grande lettore, estremamente preparato anche sul versante teorico, cosa non abituale fra gli artisti.”

Armando Nizzi, inoltre, così scrisse di lui e del suo lavoro

nel 1964: «Franco Fabiano è giunto alla pittura, ricercando una libertà spirituale che in altri campi non riusciva a trovare. …I suoi disegni in bianco e nero del 1962 (fitti di una grafia illeggibile e disperata) contengono un’angoscia che subito si avverte.

Nelle opere recenti questa angoscia si è tramutata in ironia; se prima il soggetto era l’uomo stretto nella morsa della vita moderna ora l’interesse è rivolto agli oggetti di ogni giorno i quali, diventati necessità, minacciano sottilmente la poetica dell’artista, costringendolo all’allineamento.»

Blu, 1965-1973. Tempera su

Blu, 1965-1973. Tempera su masonite 60×80

Franco Fabiano -1933-2005 -, nei suoi lavori più impegnativi, azzerò il comune linguaggio di molti artisti della sua generazione e ricorse al monocromo nel quale l’Artista fissò il suo segno personale.

Ha scritto, infine, la moglie Irene Fabiano: “Franco Fabiano appartiene al mondo dell’arte costruttiva degli anni 60-70 vicino a Castellani, Bonalumi, Alviani che lavoravano sulla superficie dell’opera cercando di modificarne la percezione”.

L’Artista, infatti, superò i limiti tradizionali del quadro anche attraverso l’uso di materiali nuovi come PVC e biplastic su tela, legno o gomma su gesso, dai colori generalmente monocromi, in cui la ripetizione seriale di composizione ritmata creava giochi di ombre e luci tendendo ad una possibile oggettività che scandiva il tempo, il ritmo e lo spazio.

Le opere su carta, ora esposte da Ken Damy, con un ricomparsa di immagini cancellate, se da un lato rivelano un’estrosa fantasia creativa, dall’altro presentano giochi più di buio che di luci, creando appunto un effetto di disorientamento, di estraneità e addirittura di negazione e di rifiuto della civiltà contemporanea della visione.

Appare, insomma, in questi suoi ultimi lavori, un forte elemento di rottura e di distorsione di quanto lo circondava, esprimendo il suo “punto di vista”, ora ironico, ora turbato e straniante.

Anna Maria Di Paolo
Franco Fabiano. Interventi sull’immagine. Brescia, Visual art, Corsetto sant’Agata, 22, fino al 10 Novembre 2014, da giovedi a domenica, dalle 15.30 alle 19.30.

info@museokendamy.com


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