Brescia. Seconda esposizione sul Rinascimento con Fra’ Bartolomeo al Museo di Santa Giulia

Brescia.

Seconda esposizione sul Rinascimento

con Fra’ Bartolomeo al Museo di Santa Giulia

Locandina fra-bartolomeo

Fra’ Bartolomeo, artista del Rinascimento, conosciuto e apprezzato al suo tempo anche dal Vasari e da Raffaello, è in mostra al Museo di Santa Giulia, dopo Giorgione e Savoldo, con L’«Adorazione del Bambino con San Giuseppe» della Pinacoteca Tosio Martinengo.

L’opera, acquistata nell’Ottocento dal collezionista Paolo Tosio come opera di Fra’ Bartolomeo, fu in seguito considerata una copia ottocentesca.

Di recente, Elena Lucchesi Ragni, Paolo Bolpagni e Roberta D’Adda, curatori dell’esposizione, affermano invece che il dipinto “fu in realtà eseguito all’interno della bottega di San Marco, in cui operava Fra’ Bartolomeo”.

Affiancano il dipinto altre due importanti opere, una proveniente dalle collezioni della National Gallery di Londra con lo stesso soggetto e l’altra dalla Galleria Borghese di Roma, «Sacra Famiglia con San Giovannino» di Mariotto Albertinelli.

Tale affermazione è suffragata da Serena Padovani e Chris Fischer, maggiori esperti dell’artista, che l’attribuiscono ad allievi di Fra’ Bartolomeo e allo stesso Maestro; sta di fatto che le opere di Brescia e di Londra “La Vergine che adora il Bambino con San Giuseppe” , 1510 – 1511, hanno una somiglianza impressionante, come, anche, alla bottega di San Marco appartiene la «Sacra Famiglia con San Giovannino» di Mariotto Albertinelli della Galleria Borghese di Roma. Tale genesi, pertanto, oltre che allo studio dell’ambito del modello rinascimentale di sacra famiglia è stato riconosciuto anche grazie

al restauro eseguito sul dipinto di Brescia. Il riconoscimento valorizza così il già ricco patrimonio della Pinacoteca Tosio Martinengo, in vista della sua riapertura nel 2018, al termine dei lavori di ristrutturazione.

Frà Bartolomeo visse dal 1478 , quando aveva sei anni, a Firenze.

Nel 1483 egli entrò come allievo nella bottega di Cosimo Rosselli, ma nel 1490-91, con Mariotto Albertinelli, lasciò il Maestro dando inizio ad una collaborazione nella bottega da loro creata in S. Marco contraddistinguendola con lo stemma costituito da una croce e due anelli che s’intersecano. Nel 1495 era priore di S. Marco il Savonarola che influenzò, col suo rigore di denuncia della corruzione delle gerarchie ecclesiastiche, Fra’ Bartolomeo il quale, tra l’altro, dipinse nel 1498, il ritratto del monaco, opera che ora è al Museo nazionale di San Marco a Firenze.

Nel 1500 Fra’ Bartolomeo si fece frate smettendo di dipingere per quattro anni, ma poi riniziò con la pala l’ “Apparizione della Vergine a san Bernardo”, ora agli Uffizi.

L’Artista conobbe nel 1504 il giovane Raffaello Sanzio, andato a Firenze per studiare le novità di Michelangelo e Leonardo, come scrisse anche il Vasari, e fu influenzato dalle sue composizioni piene di armonia. Nel 1508 Fra’ Bartolomeo si recò a Venezia dove ammirò le novità della pittura coloristica di Giorgione e Bellini. Passò poi a Lucca dove nel 1509, con la collaborazione dell’Albertinelli, realizzò la pala della “Madonna col Bambino tra i santi Stefano e Giovanni Battista” per l’Opera del Duomo e diverse altre opere.

La collaborazione con Mariotto Albertinelli, tuttavia, nel 1513 fu interrotta e Fra’ Bartolomeo si trasferì a Roma dove eseguì il quadro dei Santi Pietro e Paolo, ora nella Pinacoteca Vaticana.

Nel 1517, anno della sua morte, terminò l’affresco “Noli me tangere” per il convento di Pian del Mugnone; aveva quarantotto anni.

manifesto rinascimento

La mostra in corso, dunque, offre la possibilità di

ammirare l’armonica struttura compositiva dell’ «Adorazione del Bambino con San Giuseppe» di Fra’ Bartolomeo che, nel sagace uso dei colori, ha  evidenti legami con la pittura di Albertinelli.

Fra’ Bartolomeo, nel paesaggio sfumato e nei personaggi resi con cromatismo sicuro, crea, infine, un’atmosfera intensa e sorprendente.

L’esposizione, inoltre, prevede varie attività culturali: un corso di storia dell’arte, visite guidate, laboratori didattici ed educativi, per bambini e per adulti.
All’interno di Santa Giulia, infine, sarà possibile ammirare le esposizioni: “Svelare l’Arte”, che comprende 29 dipinti della Pinacoteca,

alcuni dei quali mai esposti e ora restaurati, tra cui opere di Moretto, Romanino, Paolo da Caylina il giovane, e vari autori della provincia bresciana meno noti.

Da vedere.

Anna Maria Di Paolo

Museo di Santa Giulia, via dei Musei, 81/b, Brescia fino al 18 gennaio 2015.

Info. http://rinascimento.bresciamusei.com/.

Biglietto unico: 10 euro con ingresso per tre volte.

Ufficio stampa: studio@adicorbetta.org

 


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