RIAPERTO IL MUSEO DEL VETRO DI MURANO

RIAPERTO IL MUSEO DEL VETRO DI MURANO

Coppa Barovier

Coppa Barovier

Riaperto, a Palazzo Giustinian di Murano, il Museo del Vetro, ampliato per annessione di una parte delle ex Conterie e dell’area dell’ex fabbrica di perle di vetro adiacente il giardino del Museo storico che esiste dal 1861.

E’ stato così possibile esporre ampie collezioni incrementate da acquisti e da donazioni contemporanee delle fornaci dell’isola.

Nelle sale sono esposte opere ordinate con criterio cronologico da “Le origini”, con esemplari medievali, a manufatti “Fra Trecento e Seicento; L’età dell’oro”, che si appunta sul Quattrocento, quando, il maestro Angelo Barovier, nel 1450, con l’accorgimento di depurare i materiali di produzione, ottenne un vetro puro, il “cristallo”. Per di più, il decoro con smalti colorati ne amplificarono la fama tanto che Dogi e gli stessi Papi ne richiesero le opere raffinate. Oltre ad alcuni stemmi papali, infatti, a dimostrazione, della eccellenza delle vetrerie in quel periodo, è esposto anche il capolavoro di Barovier, la famosa “Coppa Barovier” , con smalti e oro. Significativo, poi, è che nella grande sala ornata di splendidi lampadari e di specchi, in cui è collocata, abbia di fronte, come contraltare, un’originale scultura di Lucio Fontana, una forma semplificata in “vetro”, col caratteristico suo taglio, che anticipa e sottolinea il rimarchevole filo rosso della produzione fino alla modernità.

DLD14- 450Seguono le creazioni del Cinquecento e del Seicento tra invenzioni e virtuosismo, con raffinate opere in filigrana e in vetro ghiaccio o lattimo, altra ideazione dell’epoca, e poi opere del “Settecento tra moda e creatività”, tra cui i lampadari a molteplici bracci con festoni, fiori e foglie e magnifici e sorprendenti Trionfi, come quello donato dalla famiglia Morosini, e inoltre le riproduzioni su vetro di quadri, come gli interni veneziani dipinti da Pietro Longhi. Seguono: il “Gusto della mimesi tra Settecento e Ottocento: calcedonio e lattimo” che imitano altri materiali come l’opale, o il lattimo che imita la porcellana; la sezione “Dal vetro mosaico al millefiori: le murrine” delinea l’uso della canna di vetro, formata da strati di colori diversi; da questa canna si realizzò anche la produzione di perle colorate in infinite sfumature, e fu un accorgimento ingegnoso dei maestri muranesi che, dopo la grave crisi di produzione dovuta all’emergere del cristallo boemo, determinarono la “Rinascita 1850-1895”; così si arriva alla sala che conclude l’esposizione con opere in vetro e di design, dal 1900 ad oggi.

Abili i manufatti di maestri vetrai del XX secolo come Cappellin, Venini e, tra altri, Zecchin, Seguso, Martinuzzi, Scarpa, Barbini, con vetri che abbandonarono ogni decorazione di retaggio tardo ottocentesco e si distinguono per novità e raffinatezza nella stilizzazione della forma dei leggerissimi soffiati.

Lo spazio delle ex conterie – dove gli artigiani detti “paternostreri”, nell’Ottocento, creavano perline tagliando le canne forate – è a cura di Chiara Squarcina e con allestimento di Daniela Ferretti, mentre l’installazione omaggio a Luciano Vistosi, con belle sculture in bianco e nero, è stato allestito dell’architetto Daniela Ferretti. Un’altra sala del “Vetro contemporaneo”, inoltre, con opere di artisti italiani e stranieri recenti, è dedicata a Marie Brandolini d’Adda, con i suoi “goti”, artistici bicchieri colorati.

36

In sintesi, il rinnovato Museo del Vetro di Murano – che è uno dei dodici della Fondazione Musei Civici di Venezia, e che oggi offre in esposizione molte più opere che in passato – è stato riallestito grazie al co-finanziamento del Fondo di Sviluppo Regionale dell’Unione Europea, assegnato dalla Regione Veneto, e al sostegno del Comune di Venezia, per un totale di due milioni.

E se la storia del vetro ha quattromila anni – presente come fu in Egitto, Siria, Mesopotamia e nel Mediterraneo, trovando con i Romani più ampia diffusione – era doveroso che a Venezia, che ne assomma mille, si valorizzasse un ricco patrimonio magnifico e sfavillante, senza contare, in conclusione, che a Murano il Museo ha la specificità di essere l’unico inserito in un contesto ancora attivo, per via delle fornaci operanti nel’isola.

Anna Maria Di Paolo

Murano, Museo del Vetro, Fondamenta Giustinian, 8

http://museovetro.visitmuve.it/

Annunci

Informazioni su annamariadipaolo

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Questa voce è stata pubblicata in ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA. Contrassegna il permalink.