A VERONA “ARTE E VINO ” PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA

A VERONA “ARTE E VINO “

                    PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA

P. F. Mola Allegoria del gusto Palazzo Chigi. Ariccia

P. F. Mola Allegoria del gusto Palazzo Chigi. Ariccia

Scelta vincente alla mostra Arte e vino a Verona per la quale, come file rouge, lungo tutto il percorso, sono state individuate opere non famose, ma importantissime sul tema avvicente “arte e vino”, “sacro e profano” ripercorrendo la storia antica del vino che ha ispirato tanti grandi maestri nella pittura e nella scultura. Le opere, tuttavia, benché poco conosciute e viste, sono autorevoli, eccome, basti riferirsi a lavori di Lotto, Tiziano, Guido Reni, Luca Giordano, Annibale Carracci, Crespi, Rubens, Ribera, Poussin, Jordaens; e poi, Longhi, i Bassano, G. B. Tiepolo, Mola, Philippe Mercier, Tournier e, inoltre, i paesaggi di Inganni, Nomellini, Morbelli, Tito e le nature morte di De Pisis, Depero, Morandi, Guttuso, Picasso.

Tantissimi i prestiti da Musei e collezioni internazionali prestigiose tra cui L’Ermitage, Louvre, Uffizi, ecc.

Nella composita rappresentazione del vino, le immagini profane e sacre, coinvolgendo i sensi, alternano la raffigurazione di Dioniso, divinità contraddittoria della mitologia greca romana, simbolo dell’ energia della natura, forza istintiva, vitale e di piacere, ma anche emblema, coi simboli di tralci, grappoli e calici, di comunione religiosa, temi resi eterni dall’ arte.

Si sottolinea in vari modi come il vino, nell’allegoria di Dioniso-Bacco, Sileno, i Satiri, le Ninfe e le Baccanti, sgombri il mondo dall’ inquietudine e renda liberi, così come libera l’arte.

Nella sezione “Vino e Sacro”, l’ interpretazione mistica dei grandi maestri sui racconti dell’Antico e del Nuovo Testamento s’incentra negli episodi biblici come l’Ebbrezza di Noé di Giacinto Brandi, 1670, Palazzo Chigi, Collezione Lemme, e di Lot e le figlie,

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Il vino, invece, quando è rappresentato nell’ Ultima Cena, come quella di Tiziano dalla Galleria Nazionale delle Marche o nelle Nozze di Cana di Luca Giordano, dal Museo Nazionale di Capodimonte, diventa elemento spirituale, miracolo di Gesù, nella tramutazione dell’acqua in vino. Nella Cena in Emmaus, inoltre, il vino col pane sul tavolo della locanda di Emmaus, trasformandosi in altare, anticipa il sacrificio eucaristico, il significato mistico del vino uguale al sangue, come anche è nell’impressionante e insolito
Cristo portacroce di Cornelis van Harlem, dal National Museum di Varsavia, raffigurato mentre sotto il peso della croce pesta l’uva in un tino.dove il vino è simbolo di lussuria, debolezza e di pietas filiale.

Si tratta, dunque, di una mostra autorevole con 170 opere in relazione al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” dell’ Expo 2015, e Verona, che da decenni ospita la più importante fiera del vino italiano, sembra davvero la sede ideale.

L’esposizione è curata da Annalisa Scarpa e Nicola Spinosa, col supporto di un prestigioso comitato scientifico tra cui Carlo Bertelli, Antonio Natali e Fernando Mazzocca.

Sono esposti: la Tabula Cortonensis, testo etrusco in bronzo in cui compare il termine “vino”, il Corno protorio, tedesco del 1370, coppe in argento ed oro, vetri di Murano, il Calice Sisinnio del Tesoro di San Marco e il Calice di Cosimo Merlini dal Museo dell’Opera del Duomo di Prato, maioliche, porcellane e bisquit del XVIII secolo, provenienti da Napoli.

Nella sezione del “Mito” prevale Bacco, dio ambiguo, rappresentato con estro e vivacità, insieme a Sileno che ha ispirato capolavori come quello di Ribera, da Capodimonte e, dal Kunsthistorischesmuseum di Vienna, il Sileno pingue di Giulio Carpioni, nel baccanale di ostentato realismo, risolto con gusto grottesco e deforme.

Rubens Bacco ebbro olio su tela, 152x118 cm Firenze, Gallerie degli Uffizi

Rubens Bacco ebbro olio su tela, 152×118 cm Firenze, Gallerie degli Uffizi

Tra Sei e Settecento i temi bacchici hanno ispirato l’immaginazione di artisti come

Annibale Carracci, da Capodimonte, e Rubens, dagli Uffizi, con Bacco Ebbro, come Guido Reni, della Palatina, in un Bacco fanciullo. Vari i Baccanali, in un susseguirsi di esultanza, nelle opere di Sebastiano Ricci, Ermitage, e di Poussin, dal Prado.

Sculture eloquenti sono i piccoli marmi con Bacchino ebbro e il Bacchino addormentato del veneziano Giusto Le Court – apparsi insieme oltre trent’anni fa – e due rilevanti busti di Bacco e Arianna di Giovanni Bonazza.

Come contraltare a questa dimensione ribelle dei Baccanali, arrivano le scene di genere, Vendemmie e Allegorie dell’Autunno, still life, “natura in posa”, come i due dipinti di Francesco Bassano e bottega, da Londra e da Madrid, coi quali ci si avvia verso la modernità.

Jordaens, dall’Ermitage, con Ritratto familiare rimanda metaforicamente alla fedeltà coniugale, mentre Nicolas Tournier fa riferimento ai “pericoli” degli eccessi del vino. Non manca il rito del bere anche ne Il giovane bevitore, di Philippe Mercier, Louvre, con forte vena realistica; e inoltre le Allegorie di Tiepolo, Snyders, Mola, Vassallo, e i Paesaggi tra cui quello con aspetto caricaturale di personaggi allegri ne La vendemmia di Angelo Inganni, della Pinacoteca di Tosio Martinengo, Brescia, e poi Morbelli, Tito e una delle più affascinanti tele di Nomellini, da Ca’ Pesaro di Venezia.

Philippe Mercier: Giovane bevitore. Louvre

Philippe Mercier: Giovane bevitore. Louvre

Nel Novecento il tema del vino è svolto in prevalenza con alcune nature morte: presenti Picasso, Sironi, Depero, Morandi, De Pisis, Guttuso la cui ricerca prevalente, tuttavia, va in altra direzione.

L’esposizione, in conclusione, fornisce una documentazione artistica insolita del poco noto e del poco visto, ma che proprio per questo è intelligente, eclatante e accattivante. In tal senso, sviluppa appieno una “didattica” culturale, lontana dalle moda di fornire qualche quadro celebre, specchietto per le allodole da prendere al laccio dell’ovvio.

Da non perdere.

L’esposizione, prodotta e organizzata da Villaggio

Globale International e da Skira editore, promossa da Comune di Verona, Provincia autonoma di Trento, Veronafiere, Museo statale Ermitage e Mart,

è accompagnata da un catalogo edito da Skira.

Anna Maria Di Paolo

Arte e vino a Verona. Palazzo della Gran Guardia, fino al 16 Agosto 2015, dalle 9.30 alle 20.30, venerdì sera fino alle 22.30. Biglietto: intero € 12, ridotto € 9

Sito web:http://www.mostraarteevino.it/


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