“Leonardo 1452-1519. Il disegno del mondo” Milano, Palazzo Reale

                “Leonardo 1452-1519. Il disegno del mondo”

                                Milano, Palazzo Reale

La scapigliata. Parma

La scapigliata. Parma

A Leonardo, pittore, scultore, disegnatore, genio del Rinascimento, Milano, in occasione di Expo 2015, rende omaggio, con un’importante mostra a Palazzo Reale, a 76 anni dalla precedente del 1939, e a 4 anni dalla mostra di Londra.

L’esposizione milanese, di efficace rigore scientifico, ma di taglio divulgativo, annovera 200 opere provenienti da vari musei e istituzioni dal mondo. Tra esse: Madonna Dreyfus o della melagrana della National Gallery di Washington, dolce e tenera figura con Bambino e il simbolo della fertilità e del sangue sullo sfondo di luminose colline; tre dipinti provenienti dal Louvre: ‘Ritratto di donna, La Belle Ferrronière’, con lo sguardo diagonale che crea un senso di profondità psicologica e di mistero; l’Annunciazione, su sfondo di paesaggio con prospettiva aerea, e il San Giovanni Battista, su sfondo scuro mentre il govane è posto sotto la luce; il Musico, dall’Ambrosiana, ritratto di giovane, con sguardo distante, ma espressivo, non di profilo, ma di tre quarti che si rifa ad Antonello da Messina del Ritratto di Ignoto marinaio, dal sorriso enigmatico, al Museo Mandralisca di Cefalù, 1465-1476, presente in mostra; «San Gerolamo», dalla Pinacoteca Vaticana, incompiuto, ma dall’intensa espressione di dolore trasfigurato. E poi splendida è La Scapigliata, dipinto ad ambra inverdita e biacca su tavola, dalla Galleria Nazionale di Parma, immagine dolce di ragazza dal “moto dell’animo”, uno degli elementi cardine della sua poetica. 

Il Musico. Ambrosiana

Il Musico. Ambrosiana

Sette dipinti su 15, dunque, ed emozionanti sono, altresì, i 100 disegni autografi: Il Codice Trivulziano, dalla Biblioteca omonima del Castello Sforzesco, che potrà essere sfogliato anche “virtualmente”; 38 magnifci disegni del Codice Atlantico, dalla Biblioteca Ambrosiana, maggior prestatore dell’esposizione; 30 dalla Royal Collection della Regina Elisabetta II; 5 dal British Museum, 4 dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, e tra altri 5 dal Metropolitan Museum di New York e 5 dalla Biblioteca Reale di Torino.

Presenti opere prestigiose di Antonello da Messina,

Antonello da Messina. Museo Mandralisca, Cefalu. PA

Antonello da Messina. Museo Mandralisca, Cefalu. PA

Botticelli, Filippino Lippi, Paolo Uccello, Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Verrocchio, Pollaiolo, van Eyck, Della Robbia, F. di Giorgio Martini, Ghiberti, Sangallo, Bramante e di altri trattatisti anonimi dei secoli XV e XVI, elementi di confronto e influenza sugli artisti coevi.

Distribuite le opere in dodici sezioni, l’ eccezionale mostra riguarda gli anni della formazione di Leonardo a Firenze, già da apprendista nella bottega di Verrocchio e del Pollaiuolo. E poi ci sono i suoi due soggiorni a Milano in cui sviluppò il progetto ingegneristico per cambiarne l’assetto urbanistico che trasformasse la città in una piccola Atene e, al contempo, lo studio per conseguire una pittura perfetta. A Milano, Leonardo completò sei opere, su un totale di 15, di cui si ha conoscenza.

Quando cadde Ludovico, nel 1499, egli mantenne un ampio laboratorio con gli allievi Boltraffio, de Predis, Bernardino de’ Conti, Francesco Napoletano, Andrea Solari, Marco d’Oggiono, e Salai che lavorarono alle sue opere apocrife, presenti i mostra.

Egli esercitò forte influenza anche in scultura, sullo sviluppo delle statue equestri del 500, documentato in mostra dall’es. del suo allievo Rustici.

Dama. Louvre

Dama. Louvre

Le altre sezioni dell’esposizione sono incentrate sul disegno e sul confronto tra disegno, pittura, e scultura, sulla rivalutuzione dell’antico – come quando Leonardo, lavorando col matematico Luca Pacioli, configurò da Vitruvio, 15 A.C., con la teoria delle proporzioni, il suo Uomo Vitruviano nelle forme del cerchio e del quadrato, in mostra. Altri temi individuati sono l’ evidenza dei moti dell’animo, i progetti utopistici, tendenti ai sogni, come lo studio sul volo o sul cammino sull’acqua, 
e inoltre l’ invenzione e la meccanica, l’unità del sapere, 
intorno alle cose del cielo e del mondo con le immagini del divino. Si è, infine, dedicata una bella sezione ai leonardeschi e all’uscita 4 operine di: Maccari, Duchamp, Warhol e Baj che fanno modestamente il verso al mito di Leonardo per cui il nostro sguardo conclude su La città ideale, dalla Galleria Nazionale delle Marche, modello di assoluta perfezione della città rinascimentale, progetto utopistico di ignoto.

Cavallo al Passo

Cavallo al Passo

L’esposizione, ideata e prodotta da Palazzo Reale e Skira, con il contributo di Bank of America Merrill Lynch, è il risultato di un lavoro di cinque anni per la cura di Pietro C. Marani e M. Teresa Fiorio e di un prestigioso comitato scientifico.

Leonardo, a 60 anni, quando nel 1513 i francesi lasciarono Milano, si recò a Roma per tre anni, ma ricevette da Papa Leone X scarse commissioni, sebbene la Città fosse in fermento con Bramante che costruiva San Pietro, Raffaello che dipingeva le stanze papali e Michelangelo che realizzava la tomba di Papa Giulio II.

Uomo vitruviano.

Uomo vitruviano.

Così a 65 anni, il genio del Rinascimento italiano, deluso, accettò, l’invito del re Francesco I e si trasferì nel 1516 in Francia dove, dedicandosi ai suoi studi scientifici per il Trattato sulla pittura e a quello di Anatomia, rimase fino alla morte, avvenuta a 67 anni, ad Amboise nel 1519.

La mostra milanese, che ha un taglio trasversale, e non retorico o celebrativo, s’è posto l’intento di sottolineare come Leonardo, più che “genio precursore”, sia stato intellettuale di prodigiose qualità, capace di vedere e comprendere quanto lo circondava elaborandolo nella pittura come scienza, su base matematica e mediante la prospettiva aerea e i punti di fuga.

Nella sua “teoria della conoscenza”, infatti, l’arte e la scienza formano una sintesi illimitata ne “la mente del pittore … copia della mente divina” che, sondando nei segreti della natura l’armonia e la proporzione del mondo, crea a sua volta.

174756960-f70ae114-99d3-4f74-8e6e-18c3de6cba0cLeonardo, anche architetto, ingegnere, scenografo, musico, scienziato, cartografo, inventore, esperto di fisica, anatomia, matematica, ottica, meccanica, geologia, idrologia e botanica, studioso del volo degli uccelli, si era fissato, dunque, molti obiettivi di indagine che annotò in quattromila fogli di disegni e appunti, con la caratteristica insolita di aver privilegiato il disegno sulla parola; una “ricerca” di decenni che non volle mai completare né nei suoi scritti, né nelle sue opere, tanto, che dopo 50 anni, la definì una “sinfonia incompiuta”. La questione del non finito leonardesco, tuttavia, diventa la sua grandezza e la sua modernità.

La mostra rimanda ad altre testimonianze dell’ opera di Leonardo in città, in primis all’ Ultima Cena, nel refettorio del monastero di Santa Maria delle Grazie, superlativa rappresentazione di Cristo tra gli Apolostoli, dichiarato patrimonio dell’umanità; alla Sala delle Asse da lui affrescata nel Castello Sforzesco in un fitto intreccio di rami e fogliame, alla Biblioteca Trivulziana per il Codice omonimo, e al Museo della Scienza e della Tecnologia da cui provengono i due modelli di macchine esposti.

Madonna con Bambino Washington

Madonna con Bambino Washington

Correda la mostra un catalogo, edito da Skira, che è una monografia.

Una mostra sorprendente, da annali.

Anna Maria Di Paolo

Palazzo Reale 
piazza Duomo, 12 Milano, fino al 19 luglio, 2015.
lun 14.30-19.30, mar e mer 9.30-19.30, gio-dom 9.30-24

Ufficio Stampa Skira 
Lucia Crespi: lucia@luciacrespi.it

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