Riaperta la Pinacoteca Carrara di Bergamo

Riaperta la Pinacoteca Carrara

di Bergamo

Botticelli. Ritratto di Giuliano de Medici

Botticelli. Ritratto di Giuliano de Medici

Ha riaperto la Pinacoteca Carrara di Bergamo, dopo sette anni di chiusura per restauri. Ai lavori hanno contribuito storici dell’arte, conservatori, restauratori, istituzioni, ingegneri e architetti e tutte le maestranze.

Ora, è inesprimibile l’ essenza estetica dei numerosi capolavori, anch’essi restaurati, che nei nuovi accostamenti valorizzano la prestigiosa collezione, lungo il percorso e la distribuzione del recente allestimento degli spazi accoglienti.

Raccolta pregevole di arte antica e rinascimentale, la Carrara – che ha ammodernato, dunque, lo storico edificio neoclassico donato dalla generosità del nobile Giacomo Carrara e progettato da Simone Elia nel 1796 – annovera 600 opere esposte, su un complessivo numero di 1.796 dipinti in collezione, il 30% in più rispetto a prima, tra dipinti e sculture.

La collezione, che dal primo Quattrocento avvia un viaggio di cinque secoli nella storia dell’arte italiana, comprende le scuole pittoriche italiane più importanti della Lombardia, del Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Umbria fino all’Olanda e alle Fiandre.

Sono stati restaurati 130 opere tra cui San Sebastiano di Raffaello, Madonna con bambino di Mantegna, Sant’Ambrogio battezza Sant’Agostino di Vivarini, Ritratto di giovane di Bellini, Ritratto di gentildonna di Giovan Battista Moroni, Madonna col bambino di Carlo Crivelli, Ritratto di giovinetta con ventaglio di Pitocchetto e inoltre oltre a opere di Pintoricchio, Cima da Conegliano, Giovan Battista Tiepolo. Altri capolavori presenti sono di Donatello, Pisanello, Botticelli, Bellini, Lorenzo Lotto, Baschenis, Tiziano, Fra’ Galgario, Tiepolo, e, tra altri, Canaletto e Piccio.

San Sebastiano di Raffaello

San Sebastiano di Raffaello

E’ stato, insomma, un investimento straordinario quello del Comune di Bergamo che ha stanziato 10 milioni di euro, supportato dal finanziamento di 1.250.000 euro della Fondazione Credito Bergamasco, nella proficua sinergia tra pubblico e privato.

E se si considera che una mostra, pur eccezionale, ma temporanea, allestita alla Triennale nell’ambito dell’Expo 2015, è costata 5.5 milioni, si deduce subito quanta oculatezza ci sia stata in questa lodevole e permanente “operazione” culturale.

Il nuovo allestimento segue un percorso cronologico contraddistinto da emozionanti capolavori e da altre importanti e significative opere del loro contesto artistico, messe ben in risalto sia negli spazi delle ampie sale, piene di luce naturale proveniente da grandi vetrate, sia nelle salette più limitate dove, a volte, lo spazio ridotto schiaccia la visione.

Oggi, insomma, la nuova Carrara, si propone come modello di museo innovativo sia per il modo di presentazione delle opere sia per l’ aggiornamento dei servizi supportati dalle innovazioni tecnologiche.

Baschenis. Natura morta di strumenti musicali

Baschenis. Natura morta di strumenti musicali

Negli anni, inoltre, il patrimonio si è arricchito grazie a più di duecento donazioni, tra cui spiccano quelle di Guglielmo Lochis, Giovanni Morelli e, nel 1998, di Federico Zeri.

Completano la raccolta fondi grafici, spesso riuniti in volumi, di opere di Mantegna, Dürer, Callot, Piranesi e Canaletto, oltre alla serie di medaglie realizzate da Pisanello, nel 1400, fino a quelle del 1800.

Durante la chiusura per i restauri, molte opere della Carrara sono state prestate per prestigiose mostre internazionali in Europa, America e Giappone.

La commissione museografica – composta da Massimo Ferretti, Enrica Pagella e Giovanni Romano, le soprintendenti Sandrina Bandera e Caterina Bon Valsassina oltre a Giuseppe Napoleone e dai responsabili del museo M. Cristina Rodeschini e Giovanni Valagussa – ha così predisposto il percorso di visita.

L’itinerario inizia dalla pittura gotica all’età dell’Umanesimo, dove si incontrano i capolavori di Donatello, Pisanello, e tra altri, di Mantegna.

La sala dei grandi veneti del secondo Quattrocento annovera Bellini e Carpaccio, poi i toscani con Botticelli e marchigiani con Raffaello. Seguono sale di minori dimensioni con i nordici e i fondi oro, per arrivare alla pittura veneta di primo Cinquecento, uno dei nuclei più cospicui del museo. Nel Rinascimento, della pittura lombarda, si trovano i leonardeschi, tra cui Bergognone, Boltraffio e Solario, oltre ad artisti piemontesi e dell’area padana tra Bologna e Ferrara.

Al secondo piano, altri pittori nordici introducono alla grande stagione bergamasca di Lotto e Cariani, per proseguire con Tiziano. Inerente alla diffusione del cromatico del Cinquecento è, poi, la ritrattistica con Moroni, tra i maggiori interpreti.

Ampiamente aggiornata è la sezione dedicata alla pittura sacra e di genere caratterizza il Seicento, mentre la ritrattistica del Settecento è incentrata su Bergamo e su Fra Galgario.

Pisanello. Ritratto di Lionello dEste

Pisanello. Ritratto di Lionello dEste

Seguono i paesaggi, vedute, nature morte e battaglie, oltre che la pittura dei Paesi Bassi. Le sculture della donazione di Federico Zeri sono riunite nel bel salone con lucernario accanto alle sculture della bottega dei Fantoni, e tra tutto domina la gigantesca alcova in legno. Le ultime tre sale, dedicate all’Ottocento, si riferiscono all’attività dell’Accademia Carrara di Belle Arti, dei suoi maestri e allievi tra cui il Piccio.

Il nuovo sistema di illuminazione a Led sottolinea la bellezza di tutte le opere.

Il catalogo generale è affiancato da un’utile guida breve, € 8,

che introduce ai lavori più rappresentativi della collezione.

Una videoguida su tablet, con testi di Daria Tonzig, accompagna, inoltre, l’ itinerario. € 2.

Sono previste, infine, anche attività didattiche ed educative.

La riapertura dell’ Accademia Carrara ha ridonato, in conclusione, e all’Italia e soprattutto a Bergamo uno dei suoi caratteri colti e distintivi, nell’ambito della splendida città alta.

Anna Maria Di Paolo

Pinacoteca Carrara di Bergamo, Piazza Carrara, 40.

Un nuovo ed efficace sito internet consente l’accesso al catalogo on line per un percorso virtuale.

http://www.lacarrara.it

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