IL PRINCIPE DEI SOGNI Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino a Palazzo Reale di Milano

IL PRINCIPE DEI SOGNI

Giuseppe negli arazzi medicei

di Pontormo e Bronzino

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L’arazzo ha una storia antica quanto l’Egitto e la Grecia ellenica; ed ebbe grande successo nei secoli sia per l’isolamento termico dei palazzi, sia per la funzione decorativa, nonché per loro trasportabilità.

Quando Cosimo I de’ Medici, figlio di Filippo dalle Bande Nere e nipote per via paterna di Caterina Sforza, divenne secondo Duca di Firenze, tra i numerosi cambiamenti politici, militari e sociali, spostò, per dimostrare la sua potenza, anche la sua residenza da Palazzo Medici, oggi Riccardi, al prestigioso Palazzo Vecchio, che gli sembrò degno di re, ma vuoto per i suoi enormi saloni.

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Volle arredarlo e cominciò col fondare una sua manifattura d’arazzi a Firenze – attiva da allora per oltre due secoli – affidando la direzione ai maestri arazzieri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher a cui commissionò un ciclo di venti arazzi. Per la parte artistica chiamò due celebri esponenti del Manierismo fiorentino: Pontormo e il suo allievo Bronzino, che poi divenne anche pittore di corte; 440px-Bronzino_-_Eleonora_di_Toledo_col_figlio_Giovanni_-_Google_Art_Projectrealizzò, infatti, molti ritratti della moglie di Cosimo, Eleonora di Toledo, figlia del Vicerè spagnolo a Napoli.

Fu scelto come soggetto la storia di Giuseppe, gradita a Cosimo per il plausibile parallelismo con la vicenda del Duca stesso: entrambi di 17 anni, ed entrambi chiamati a dimostrare le loro doti di buon governo.

Il ciclo dei venti arazzi, dunque, realizzati per decorare la Sala de’ Dugento di Palazzo Vecchio, richiese otto anni, 1545 – 1553, nonostante che venissero coinvolti altri artisti: Francesco Salviati, Alessandro Allori, che si occupò delle bordure e Raffaellino del Colle che riprodusse alcuni dei disegni preparatori del Bronzino su cartone, utilizzato per la tessitura.

Gli arazzi medicei sono in gran parte opera del Bronzino a cui si devono, infatti, sedici scene; il Pontormo eseguì tre disegni e uno si deve al Salviati.

Fu un lavoro complesso che costituiva anche una sfida, dopo 30 anni, al grande ciclo di dieci arazzi, su disegni di Raffaello, sugli Atti degli Apostoli, 1515-1519, tessuti dalle manifatture fiamminghe e destinati alla parte inferiore dei muri laterali della Cappella Sistina, durante le cerimonie importanti.

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Ora, nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano, dopo lo straordinario successo ottenuto al Palazzo del Quirinale, è arrivata la mostra itinerante IL PRINCIPE DEI SOGNI che vede riuniti, per la prima volta, dopo centocinquanta anni, i magnifici venti arazzi che nel 1882 furono divisi, per volere dei Savoia, tra Firenze e il Palazzo del Quirinale.

Gli arazzi celebrano la grandezza dei Medici, il fasto della corte di Cosimo e il riflessi delle vicissitudini della dinastia medicea da quelle del Patriarca Giuseppe, uomo probo, prediletto dal padre Giacobbe ed “eletto” da Dio. Reso schiavo in Egitto, infatti, per il tradimento dei fratelli, riuscì, comunque, a superare le avversità e a conseguire un’ eccellente carriera politica e di potere. Consigliere e interprete dei sogni del Faraone, Giuseppe predisse la carestia e accumulò provviste salvando la popolazione; infine, magnanimo, perdonò la slealtà ai fratelli. Il tema, comunque, da biblico e sacro diventa, negli arazzi, anche moderno e politico riferendosi simbolicamente all’esilio dei Medici.

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Capolavori di tecnica e d’arte, gli arazzi hanno enfatizzato, con i fastosi tessuti, le cromie intense impreziosite da oro e argento, le creazioni di Bronzino, Pontormo e Salviati, riportati ad uno splendore indicibilmente sorprendete dai migliori restauratori dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze e del Laboratorio Arazzi del Quirinale, i quali vi hanno lavorato per ben 400mila ore, per un totale di 17 anni.

La straordinaria raffinatezza della manifattura e l’eleganza della composizioni dei soggetti raffigurati rendono l’ esposizione un evento più che eccezionale, “unico” per rilevanza simbolica, culturale e storico artistica, oltre che per l’improbabile ripetibilità della reunion, come ha sottolineato il curatore Louis Godart.

L’esposizione è promossa dalla Presidenza della Repubblica Italiana, dal Comune di Firenze e dal Comune di Milano, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed Expo 2015, Fondazione Bracco, main sponsor Gucci, col sostegno di Acea, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Poste Italiane e Daikin Italia. L’organizzazione generale e la realizzazione sono di Comunicare Organizzando con Palazzo Reale.

L’evento straordinario che fa parte delle iniziative di ExpoinCittà, è testimoniato anche dal catalogo edito da SKIRA.

La mostra, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario di Firenze Capitale, andrà, infine, a Firenze – da settembre 2015 a febbraio 2016 – nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio, l’ambiente per il quale furono pensati.

Anna Maria Di Paolo

Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino». Milano. Palazzo Reale, Piazza Duomo. Fino al 23 agosto 2015: lun 14.30-19.30, mar e mer 9.30-19.30, gio-dom 9.30-24

Intero 12 euro, ridotto 10 euro

Ufficio Stampa Skira e Fondazione Bracco progetti culturali:  Lucia Crespi lucia@luciacrespi.it

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