Il giovane Casorati. Padova, Napoli e Verona al Museo degli Eremitani a Padova

Il giovane Casorati. Padova, Napoli e Verona

al Museo degli Eremitani a Padova

_Kfqyv1lH22HRwWel3yyzHALFzVd22Bus69dzyIYEJU

A Padova, una mostra insolita ricostruisce il periodo dell’attività giovanile di Felice Casorati con numerosi inediti sia artistici che documentari, focalizzando la formazione di uno dei protagonisti dell’arte del Novecento, a 130 anni dalla nascita.

Alle prime opere di Casorati, tra cui il grande trittico “Dei domestici segreti custoditi” con una veduta dei tetti di Padova si affiancano opere di Umberto Boccioni, come Donna che cuce, 1906, Ritratto del dottore Achille Tian, 1907, e altre di Mario Cavaglieri, Ugo Valeri, Carlo Laurenti, Giuliano Tommasi, Antonio Grinzato e di Giovanni Vianello, suo maestro padovano che già nel 1904 era presente con Boccioni alla mostra “I sette peccati”, il cui manifesto fu disegnato da Valeri.

Si trattava, insomma, di un vivace ambiente artistico, che, tuttavia, Casorati, dopo il trasferimento a Torino nel 1918, ridimensionò.

0VsbNBggrmn66vYM2VxVIDFvBIT_LJPDjz_nlhSFa8o

L’esposizione, curata da Virginia Baradel e Davide Banzato, invece, rivaluta quegli anni sostanziali trascorsi a Padova dal 1895 al 1907 da Casorati e poi a Napoli e a Verona, durante i quali assorbì temi, estetica e tecnica delle pennellate stringate.

In mostra, varie sono le opere del 1906, come Autoritratto,

Case padovane, Paesaggio veneto, “Ritratto di Tersilla Guadagnini”, sua amica e confidente, il piccolo “Paesaggio Rocca di Papa”, del 1907, Ritratto della sorella Pina, e “Ritratto di signora, La sorella Elvira”.

Il tema delle sorelle scandì il percorso di Casorati dal periodo a Napoli, dove costruì le variazioni del nero e del rosso pompeiano, come

il ritratto della sorella Elvira che presentò alla Biennale nel 1907, a quello semplificato di un’altra Figura femminile addormentata, esposta alla Biennale Venezia nel 1951.

Del periodo a Napoli, iniziato nel 1908, Casorati non fu entusiasta pur trovando, tuttavia, la bellezza e lo stimolo nei grandi capolavori del Museo di Capodimonte. Là dipinse “Ritratto di Don Pedro De Consedo”, in cui sono visibili influenze spagnoleggianti e interessanti ambiguità di fondo, “Vecchie comari”, 1908 e “Le bambine”, 1909, provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna di Verona e Ritratto della madre, Ritratto di fanciullo, Ritratto di Adele Canilli, Testa di bambina, Bambine sul prato e, tra altri, Due bambine sedute.

E7SghUrARfecvwkVuN_BCLibt_Y807VBKajdyyNDY1g,ZsWy669fCTfqxbcxACtu_-yjqKzhb4N9vNSHS3_apt8

Con la composita tavolata di “Persone” del 1910, inoltre, carica di sottigliezza psicologica, Casorati partecipò all’Esposizione Internazionale del 1911 a Roma per il primo Cinquantenario del Regno d’Italia.

Nel periodo 1912-1918, il pittore, trasferitosi a Verona, ampliò la sua attività artistica influenzata dalle correnti secessioniste di Vienna e Monaco, anche tramite i contatti con Ca’ Pesaro. Egli acquistò, così, quello stile inquieto e misterioso che delineò in seguito tutta sua ricerca pittorica. Egli si liberò, inoltre, della materia e della figurazione acquisendo quindi segni diafani e spirituali anche nella produzione grafica dalle morbide volumetrie create col carboncino o sobrie definizioni di figure a matita nera, accanto a schizzi più rapidi ed efficaci.

Presenti anche gli studi de La Balaustrata e Studio per la Via Lattea, tema caro al pittore che sottolineò di essere “diventato un visionario e un sognatore” e non più esposti dal 1918!

Interessante, infine, è anche il ritrovamento di una seconda versione della scultura Bambina, giacché l’unico altro esemplare fu distrutto dai fascisti.

In mostra ci sono di quegli anni, oltre ad alcuni ritratti come quelli dei coniugi Veronesi Apollonio e La famiglia Consolaro Girelli, tempere e grafiche rare o uniche appartenute alla collezione di Angelo Dragone.

Correda l’esposizione un ricco catalogo, edito da Skira, che documenta il periodo giovanile di Casorati con dipinti, disegni e illustrazioni di libri sull’origine e sulla formazione della sua arte.

Si tratta, in sintesi, di una “mostra controcorrente”, piccola, ma ricchissima di tanti tasselli che invitano non soltanto a guardare, ma anche ad osservare e a riflettere sulla parabola artistica dell’Artista.

Casorati, nato a Novara nel 1886, laureato in giurisprudenza a Padova, negli anni Trenta, frequentò Fontana, Melotti e Licini coi quali espose nel proprio studio nella Collettiva di Arte Astratta Italiana. Tenne, inoltre, molte esposizioni, soprattuto all’estero: a Buenos Aires e Santiago del Cile nel 1910; alle Expo di Barcellona nel 1929 e di Bruxelles nel 1935; all’Expo di Parigi nel 1937 e “Grand prix” nel 1938, a S. Francisco nel 1939, e poi alla Documenta di Kassel nel 1955.

L’Artista dal 1928 insegnò presso l’Accademia Albertina di Torino e nel 1933, come scenografo e costumista, lavorò per il Teatro dell’Opera di Roma e per la Scala di Milano.

giovane

Casorati continuò a lavorare, nonostante che per embolia ebbe anche amputata una gamba, ed espose alla Biennale di Venezia del 1962 venti opere. A Torino – dove si era trasferito dal ’19, e le cui nebbie, a suo dire, gli apparvero più luminose del sole, tanto da far rifiorire la sua pittura che gli permise di essere un protagonista del rinnovamento del linguaggio artistico nel Novecento – morì nel 1963.

La mostra, promossa dall’Assessorato Cultura del Comune di Padova-Settore Cultura, Turismo Musei e Biblioteche, ha il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e il contributo di Gruppo Fischer. Da vedere

Anna Maria Di Paolo

Musei Civici agli Eremitani, Piazza Eremitani 8; fino al 10 gennaio 2016: da martedì a domenica 9 – 19. Chiuso lunedì, il 25 e 26 dicembre 2015 , 1 gennaio 2016,

Biglietteria unica ai Musei Civici agli Eremitani

Intero: 10 euro, Ridotto: 8 euro

Info. musei@comune.padova.it. T +39 049 8204551

Ufficio stampa, Villaggio Globale International

Antonella Lacchin, lacchin@villaggio-globale.it

Informazioni su annamariadipaolo

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Questa voce è stata pubblicata in ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA. Contrassegna il permalink.