Aleksandr Rodčenko LAC Lugano Arte Cultura

Aleksandr Rodčenko

LAC Lugano Arte Cultura

Rodchenko-19301

Il nuovo Museo di Lugano LAC ha presentato un’antologica di Aleksandr Rodčenko, un protagonista dell’arte del XX secolo che visse nell’ambito del realismo socialista, ma operò nell’Avanguardia Costruttivistica.

Artista multiforme tenne la sua prima mostra di “pittura” nel 1916 e si associò nel 1921 al gruppo Produttivista, sostenitore del concetto di arte come espressione della vita quotidiana.

Con la moglie Varvara Stepanova, Rodčenko usò già nel 1923 il “fotomontaggio” con un linguaggio sintetico e diretto che si inseriva, infatti, nella poetica costruttivista russa con la quale illustrò anche libri, riviste, manifesti e cartelloni pubblicitari creando sue realtà ideali, con risultati suggestivi. Poi passò alla “fotografia” introducendovi i principi del Costruttivismo e cambiando il concetto stesso di immagine rivoluzionandola con l’interpretazione di tagli obliqui e inusuali; non più registrazione della realtà, dunque, ma sperimentazione linguistica per creazioni intellettuali.

Column of the Dynamo Sports Society, 1932

Nel 1924, infatti, Rodčenko fotografava gli amici intellettuali, sperimentando anche il doppio scatto per esprimere il movimento, come i Futuristi. Eterogeneo e inedito era il suo linguaggio visivo come nelle fotografie di architetture di “Casa nella via Mjasnickaja”del 1925.

Nel ’27 fece la sua prima mostra fotografica, che fu considerata troppo occidentale, per l’ importanza all’estetica e a svantaggio del contenuto, alla maniera di Moholy-Nagy e Man Ray che, in effetti, Rodčenko ammirava.

Dobbiamo rivoluzionare il nostro pensiero visivo”
scrisse Rodcˇenko nel 1928 e usò il suo metodo anche nei “reportage” come “Officine AMO” del 1929, in quello su Mosca del 1932 o per “La costruzione del canale tra mar Bianco e mar Baltico” del 1933 in cui appare sempre la ricerca sulla strutturazione dello spazio.

Per le critiche continue al suo lavoro, e per il dolore a causa del suicidio nel 1930 di Majakovskij, suo migliore amico, Rodčenko, accettò di dedicarsi alle fotografie di Stato che Il regime nel ’33 gli commissionò: parate militari, opere di regime, eventi sportivi in cui interpretò il corpo strutturalmente come in “Schermitrici” del 1936 o “Campioni di Mosca” del 1938, ma per affermare una possibile autonomia espressiva, con ostilità larvata, di tanto in tanto fotografò anche il teatro Bolscoi e il circo. Verso la fine degli anni Trenta l’Artista tornò alla pittura; si dedicò poi al reportage, ma dal 1942 smise del tutto di fotografare.

Alexander-Rodchenko-Portrait-of-Mother-1924-Collection-of-Moscow-House-of-Photography-Museum-©-A.-Rodchenko-–-V.-Stepanova-Archive

“Ritratto di madre” del 1924

 

Esponente dell’avanguardia russa, Aleksandr Rodčenko, nato nel 1891 a San Pietroburgo e morto nel 1956 a Mosca, trasformò dal 1927 la forma e il contesto non soltanto della fotografia, ma anche della grafica e del design divenendo un innovatore e ispiratore di artisti, letterati, registi, e intellettuali, come ben traspare dalle trecento opere in mostra al LAC.

Le sue immagini – vedute urbane, architetture, resoconti di dighe, fabbriche e cantieri, i dettagli tecnologici, le linee verticali e orizzontali delle strade e dei fondali, e inoltre i “ritratti” nei quali Rodčenko colse l’aspetto introspettivo della figura, come nel “Ritratto di madre” del 1924, con piano frontale, della moglie Varvara, degli amici Osip e Lilia Brik, del “Il pittore Alexander Ševčenko”, o un quelli del poeta Majakovskij, fino alle audaci prospettive dal basso verso l’alto del “Pioniere trombettiere” del 1930 e “Capo pioniere” del 1931, simboli del progresso socialista nel clima del cambiamento della rivoluzione sovietica – segnano un’ epoca fatta di contraddizioni e di grandi speranze a cui credettero e parteciparono molti intellettuali. Molti, infatti, lavorarono per i mezzi d’informazione dando il proprio contributo a giornali e riviste a favore del Piano dei Cinque Anni di Stalin per incoraggiare milioni di operai a partecipare alla costruzione economica del paese, ma Rodčenko era per “l’arte al servizio del popolo… e non per usare l’arte per condurre il popolo chissà dove…

 

 

Rodčenko, infatti, non aderì al realismo socialista – e per questa sua autonomia pagò con l’isolamento e la mancanza di lavoro e di mezzi -, ma capovolse i principi dell’ inquadratura che riprese da punti di vista originali e rivoluzionari. Attento alle architetture e all’urbanistica di Mosca, Rodčenko infatti fotografò balconi, scale, finestre e muri con tagli obliqui e inconsueti che criticate dal regime furono apprezzate, invece, dagli artisti dell’avanguardia sovietica.

Nella mostra al LAC sono presenti, inoltre, sorprendenti fotografie colorate, sconosciute fino a poco tempo fa.

 

 

Rodčenko

Tra i fotomontaggi spiccano quelli realizzati per il poema Pro Eto di Majakovskij con foto drammatiche di Lili Brik, le stampe vintage, riviste come Lef e Novi Lef “Fronte di sinistra delle arti” dei costruttivisti sul cinema, la poesia e la prosa – al suo fianco erano cineasti come Eisenstein e Dziga Vertov per i quali realizzò, con tecniche sperimentali, manifesti cinematografici -. Rodčenko divenne, insomma, un punto di riferimento dell’intelligentia rivoluzionaria.

Il percorso della mostra è completato da tre sculture aeree, costruzioni spaziali geometriche costruttiviste, che mutuavano i principi logici e produttivi dell’industria.

tumblr_m75uf0rdou1rt5yz4o1_1280

Le sue immagini fotografiche costruttiviste, infine, ripercorrono una parte della storia: dal fotomontaggio dedicato alla morte di Lenin con Funerale di Lenin, alle grandiose piramidi di ragazze atletiche, in osservanza del mito del corpo muscolare di stampo socialista.

Rodčenko, in conclusione, contribuì attivamente all’ Avanguardia Costruttivistica insieme a Malevič, Tatlin, Kandinskij e, tra altri, Chagall coi quali codivise anche lo stile eterogeneo ed eccentrico, creando il “Metodo Rodčenko” che influenzò le generazioni successive.

Tutte le opere provengono dalla House of Photography / Multimedia Art Museum di Mosca e la mostra è a cura della sua direttrice Ol’ga Sviblova.

5486_rodchenko_cruche_1928

 

 

Accompagna l’esposizione un ricco catalogo Skira che comprende 250 immagini, uno scritto della curatrice, testimonianze della figlia Varvara Rodčenko e del nipote e grande studioso dell’artista Aleksandr Lavrent’ev, oltre che scritti e testimonianze dello stesso Rodčenko.

Da non perdere.

 

Anna Maria Di Paolo

 

LAC Lugano Arte Cultura, Museo d’arte della Svizzera Italiana, Lugano, fino all’ 8 maggio 2016

http://www.luganolac.ch/

 

 

 

 

 

 

 

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Annunci

Informazioni su annamariadipaolo

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Questa voce è stata pubblicata in ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA, FOTOGRAFIA. Contrassegna il permalink.