Mimmo Rotella e il Cinema Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno

Mimmo Rotella e il Cinema
Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno

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                        Fondazione Mimmo Rotella

A “Rotella e il Cinema” la Città di Locarno dedica un omaggio con un’esposizione che ripercorre l’iter artistico di una delle più forti personalità dell’arte italiana del ‘900.

Il percorso cronologico della mostra è incentrato sull’ attività di Rotella – Catanzaro, 1918 – Milano, 2006- relativa al mondo del cinema italiano e internazionale, attratto come fu, infatti, dalle grandi capitali dell’arte: Roma, Milano, Parigi e New York.

Un cambiamento determinante avvenne per lui nel 1958, quando a Roma partecipò alla mostra “Nuove tendenze dell’arte italiana” organizzata da Lionello Venturi nella sede della Rome – New York Art Foundation e, nello stesso, iniziò una lunga collaborazione col critico francese Restany, il quale, attorno ai Nouveaux Réalistes riunì, tra altri, Spoerri, Klein, César, Tinguely, Arman, Christo, Dufrêne e Villeglé.

Altro ruolo di rilievo nell’orientamento di Rotella l’ ebbe, nel suo periodo a N.Y., la Pop Art e l’Espressionismo astratto americani, in accordo all’Informale ed alle ricerche spaziali e materiche di Fontana e Burri.

La mostra con 70 opere si focalizza su opere dagli anni Sessanta fino al termine della sua carriera artistica, avvenuta con la sua scomparsa nel 2006, all’età di 87 anni.
Rotella, anticonformista, al suo ritorno in Italia dagli USA, fu l’ispiratore dello spassoso personaggio di “Un americano a Roma” di Nando Moriconi, interpretato da Alberto Sordi sul mito dell’America. In crisi creativa, nella convinzione che ci non ci fosse più niente da aggiungere all’arte, ebbe una stasi nella produzione e iniziò dei poemi e delle composizioni musicali adottando la filosofia di vita secondo cui: “Ci vuole distacco, sintesi, compassione. Soprattutto ci vuole un radar mentale orientato costantemente sulla società”.
Interprete sottile di un mondo in rapido cambiamento, Rotella riprese il suo iter artistico, continuando a documentare i costumi e gli avvenimenti della sua epoca, e divenne lui stesso un personaggio di quella “società di massa”, caratterizzata dalla nuova cultura dell’effimero e dalla comunicazione mediatica.


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Fondazione Mimmo Rotella

Negli anni Cinquanta, dunque, l’ “illuminazione Zen” del manifesto pubblicitario come espressione artistica della città, lo indusse dal 1953 a strappare i manifesti affissi sui muri con cui compose i décollage.
E fu così che, col movimento Nouveaux Réalistes, sull’onda del consumismo degli anni Sessanta, trasformò i suoi décollage, prevalentemente monocromi, in forme e colori vivaci, trasgressivi e provocatori creando così “forme nuove, imprevedibili”, come “Divertirsi a dare, Le cachet, Voto comunista”.
Partecipò, poi, a due esposizioni collettive “The Art of Assemblage” ,1961, e “New Realists” ,1962, a New York.
Nel 1962, trovò spunti iconografici e linguistici nel cinema e nel manifesto cinematografico che presentatò nella sua prima personale parigina “Cinecittà” alla Galleria J, irrompendo nell’universo del grande schermo: La dolce vita, e delle sue delle sue celebrità con “The hot Marilyn, Liz Taylor, Rita Hayworth, Clark Gable, John Wayne, Cary Grant, Elvis Presley, Liza Minnelli, Anita Ekberg, Sofia Loren, Marcello Mastroianni”.
In occasione della 32esima Biennale di Venezia del 1964, a Rotella venne dedicata una sala dove espose i décollage, tra cui Marilyn che ottenne il maggiore successo.
139802_6Ebbe, dunque, il riconoscimento ufficiale, ma in questo periodo visse una fase drammatica della sua vita poiché, accusato di possesso, spaccio di stupefacenti e materiale pornografico, Rotella trascorse cinque mesi di detenzione a Regina Coeli fino al processo, conclusosi con un’assoluzione generale, segnato, tuttavia, profondamente dall’ esperienza del carcere.

Decise di alontanarsi dall’Italia e trasferirsi a Parigi, dove restò per 15 anni, accolto dall’amico Restany e dalla moglie Jeannine. Tornò in Italia nel 1980 e si stabilì a Milano.
Negli anni ’80 adottò la tecnica dei blanks in cui sui manifesti ricoperti da fogli bianchi che occultano l’immagine sottostante, come per la pubblicità scaduta, apponeva delle sovrapitture ispirate al graffitismo, con messaggi d’amore o scritte politiche.
All’inizio degli anni Novanta ricorse alle sculture-architetture in cui i manifesti, stesi su supporti di poliuretano, producevano effetti tridimensionali, come in Coca-cola, 1997. Rotella realizzò, altresì, opere sul mondo dell’alta moda: Versace, Armani, Prada e Max Mara.
Con “Nuove icone”, l’Artista unì alla tecnica delle coperture quella delle sovrapitture, giungendo infine alle sovrapitture su décollage e su lamiera.

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Fondazione Mimmo Rotella

Nel 2000, per volontà dell’Artista, è stata costituita a Catanzaro una Fondazione a cui ha fatto seguito l’inaugurazione nel 2005 della Casa della Memoria: la sua casa natale che raccoglie un corpus di sue opere importanti ed è punto di riferimento per lo studio, la divulgazione e la promozione dell’arte contemporanea.
La mostra, cura di Rudy Chiappini e Antonella Soldaini, in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute e la Fondazione Mimmo Rotella, oltre che con la 69esima edizione del Festival del film di Locarno, sarà inaugurata: sabato 12 marzo 2016, ore 17.00 e resterà aperta fino al 14 agosto 2016.


Anna Maria Di Paolo

Mimmo Rotella e il Cinema
Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno: Pinacoteca, Casa Rusca, Piazza Grande 18, dal 13.03.2016 al 14.08.2016

Info: servizi.culturali@locarno.chwww.locarno.ch

Press: Bardelle von Boletzky Sabina <bardelle.sabina@locarno.ch>


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