GIOSETTA FIORONI. Roma anni ’60 al Museo Marca di Catanzaro

GIOSETTA FIORONI. Roma anni ’60

 Il Museo MARCA di Catanzaro dedica una retrospettiva a Giosetta Fioroni, una tra i maggiori protagonisti della pop art italiana ed esponente della scuola di Piazza del Popolo di Roma.

L’esposizione presenta settanta opere, tra tele e carte d’argento, che ripercorrono i primi anni della sua ricerca.
Il percorso espositivo è inoltre ricco di documenti provenienti dall’Archivio Fioroni, come i bozzetti de “La Spia Ottica”, performance che inaugurò nel 1968 il Festival Il Teatro delle Mostre, i disegni degli abiti di scena per l’opera Carmen, diretta da Alberto Arbasino nel 1967 per il Teatro Comunale di Bologna, i film in Super8 e 16mm del 1967, le illustrazioni per le copertine di libri.

La rassegna (curata da Marco Meneguzzo, Piero Mascitti ed Elettra Bottazzi -Archivio Giosetta Fioroni -, in collaborazione con la Fondazione Rocco Guglielmo, l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, la Fondazione Zoli, l’Associazione culturale Spirale d’Idee e l’Associazione culturale Accademia) delinea dunque momenti cruciali della sua ispirazione con le opere prodotte a cavallo tra la fine del 1950 e l’inizio del decennio successivo, caratterizzate da quell’estrema leggerezza e freschezza di toni che ritorneranno anche in momenti successivi. Lavori come Galeon (1959), Il segreto in azione (1959-1960), Laguna (1960), Interno con freccia rossa (1960), La lampadina (1960), L’amour (1962), Interno famigliare (1963), L’orologio (1963) sono un accumulo apparentemente indistinto di oggetti, immagini, simboli semplici e coloratissimi, siano essi cuori, labbra, frammenti di parole, numeri, su uno sfondo quasi piatto che li costringe a una relazione serrata.

La svolta alla sua figurazione avviene tra il 1963 e il 1964, data della sua partecipazione alla Biennale di Venezia, passata alla storia come la “Biennale della Pop”, dove il suo lavoro si confronta direttamente con quelli degli artisti romani quali Franco Angeli, Tano Festa, Titina Maselli, Mario Schifano, vertici di una temperie culturale che prenderà il nome di “Pop romana” e che la vide, fin da subito, assoluta protagonista.

La composizione, per almeno un quinquennio, si struttura secondo andamenti chiari, quasi didascalici: non c’è più l’accumularsi di segni e immagini come su un muro, quanto si avverte il comparire di fotogrammi, affiancati e sovrapposti – come in Cosmesi, del 1963-1964, che segna l’avvio di questo periodo – o le tele accostate le une alle altre che rafforzano il senso di sequenza, di narrazione, di sviluppo nel tempo, come ne L’incubo (1964), Ragazza TV (1964), Doppio Liberty (1964-1965), Villa R (1965), Ragazza a villa R (1965) o nel ritratto a Goffredo Parise, lo scrittore vicentino che divenne suo compagno di vita per oltre un ventennio.
In questa fase, Giosetta Fioroni assume come cifra distintiva il colore argento che caratterizzerà i suoi lavori su temi politici e sulla memoria personale tra il 1964 e il 1967. 

Usa inoltre anche le immagini di fotografie della propria infanzia o del periodo fascista: spesso si tratta di bambini o di giovani irreggimentati, come in Bambino solo (1968) o in Obbedienza (1969), o di sé stessa da fanciulla, come in Autoritratto a nove anni (1966), in cui all’aspetto più propriamente storico-politico si sovrappone quello psicologico di un’età fragile e fondamentale, che l’ha sempre interessata.Questo versante ‘impegnato’ di Giosetta Fioroni si indirizza all’antropologia, alla psicologia e alla sociologia degli anni dell’infanzia, a partire dalla fiaba alla quale dedicherà un ampio ciclo – La guardiana delle oche (1969), La bella addormentata nel bosco: Rosaspina (1969-1970) – che si estenderà fino agli anni Settanta.

Il decennio e il percorso espositivo si chiude idealmente con Grande freccia che indica la casa in campagna nella quale andò a vivere con Goffredo Parise lasciando Roma per ritirarsi infatti a Salgareda, minuscola frazione di un piccolo paese sul Piave. Nell’opera, una piccolissima casetta sull’orizzonte viene evidenziata da una gigantesca freccia segnaletica, quasi una stella cometa sopra la sua nuova capanna.
Accompagna la mostra una monografia edita da Silvana Editoriale.
A. M. D. P.

 

 

GIOSETTA FIORONI. Roma anni ‘60

Catanzaro, Museo MARCA (via Alessandro Turco, 63)

5 giugno – 31 agosto 2016

Inaugurazione: 4 giugno 2016 ore 18.30

 

Orari:

Tutti i giorni, 9.30-13.00; 15.30-20.00

Lunedì chiuso

 

Ingresso: intero: € 4,00; ridotto: € 3,00

 

Per informazioni:

Tel. 0961.746797; info@museomarca.com

http://www.museomarca.info
Ufficio stampa
francesco.sala@clponline.it; 

Annunci

Informazioni su annamariadipaolo

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Questa voce è stata pubblicata in ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA. Contrassegna il permalink.