Una mostra di Muybridge  alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano

Una mostra di Muybridge  alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano


A Eadweard Muybridge (1830 – 1904), che ha creato il movimento nella fotografia, la Galleria Gruppo Credito Valtellinese a Milano dedica fino al 31 luglio una mostra, curata da Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio.
Muybridge, inglese emigrato negli States nel 1852, contribuì alla scoperta di territori ancora sconosciuti, con la fotografia; pioniere come O’Sullivan o Jackson, partecipo’ alla campagna di rilievo geofotografico dall’Alaska alla Terra del fuoco fino a che a San Francisco realizzò i suoi primi progetti fotografici sullo Yosemite Valley, 1868-69, che ottennero un notevole successo con immagini stereoscopiche, “tridimensionali”.
 Nel 1875, Muybridge compilò un catalogo di Guatemala e Panama che lo rese celebre, specialmente in quella che ormai era la sua città, San Francisco. Ma dovette anche seguire il processo a suo carico per l’omicidio dell’amante di sua moglie Flora nel quale, nonostante fosse reo confesso, venne comunque assolto perché considerato come un crimine d’ “onore”. Forse intervenne anche l’ex governatore Leland Stanford, un personaggio che assunse un’importanza fondamentale nella vita di Muybridge per le sue ricerche cronofotografiche.

Muybridge verifico’, infatti, – stimolato da Leland Stanford, politico influente, ex governatore della California, ricco allevatore di cavalli, Stanford e mecenate di cultura e tecnologia – l’ipotesi che, nel galoppo, le quattro zampe del cavallo si alzino contemporaneamente dal suolo, come le dipingeva Gericault ed altri artisti. 

Utilizzando 24 fotocamere collegate ad altrettanti fili lungo il percorso, Muybridge ottenne una sequenza di immagini che documentavano il movimento dei cavalli, confermando che per alcuni istanti effettivamente nel galoppo l’intero loro corpo risulta sollevato dal suolo, ma indicando anche che l’estensione delle zampe e’ diversa da quella immaginata agli artisti.

Paul Valéry riconobbe che “Le fotografie di Muybridge rivelano chiaramente gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori quando hanno voluto rappresentare le diverse andature del cavallo”.
Queste immagini divennero celebri. Molti artisti, e tra loro Degas, capirono l’importanza della fotografia come fonte di documentazione oltre la capacità visiva. Così dalle foto si traspose non solo il movimento invisibile all’occhio umano ma anche altri aspetti della realtà, fino a dipingere direttamente sull’immagine fotografica.

Le sue immagini quindi influenzarono Degas e gli artisti del suo tempo e anticiparono, inoltre, la nascita del cinema.


Dopo i cavalli, gli uccelli in volo e il movimento degli animali dello Zoo di Philadelfia, l’Artista prese l’uomo come soggetto e divennero celebri i suoi nudi in movimento, fotografati su uno sfondo con una griglia disegnata, mentre correvano, salivano le scale o portavano secchi d’acqua. 

Le sue ricerche cronofotografiche furono rese possibili anche per la consulenza e la collaborazione dell’Università di Pensylvania, dove mise a punto lo Zoopraxiscopio, uno strumento simile allo Zoetropio, per proiettare le immagini. 
Quando i Lumiére a Lione, sul finire del 1894, stavano concludendo la visualizzazione cronofotografica, prima del definitivo progetto del cinématographe, Muybridge, torno’ in Inghilterra.

Eadweard James Muggeridge morì nel 1904 a Working.
La mostra non si limita a presentare un focus sulla storica produzione di Muybridge. Verrà anche ricomposto, in chiave contemporanea, il set che egli usava per gli scatti in piano sequenza. 

Del percorso di visita faranno parte anche “L’assassino nudo” e un “film stenopeico”, docu-films originali realizzati da Paolo Gioli.
Il catalogo che correda la mostra propone un saggio a carattere storico del prof. Italo Zannier, un secondo che approfondisce lo sperimentalismo di Muybridge, a cura di Paolo Gioli, e un terzo di analisi della mostra a cura di Cristina Quadrio Curzio e Lo Guerra. 
A.M.D.P.
Info. Galleria Gruppo Credito Valtellinese 

galleriearte@creval.it http://www.creval.it

 Ufficio Stampa Studio ESSECI – Sergio Campagnolo

http://www.studioesseci.net/

 

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