Maria Mater Misericordiae a Senigallia. UN VIAGGIO ARTISTICO ALLE RADICI DEL SACRO

Maria Mater Misericordiae a Senigallia
UN VIAGGIO ARTISTICO ALLE RADICI DEL SACRO

A Palazzo del Duca di Senigallia (AN) la mostra “Maria Mater Misericordiae” è l’ultima delle mostre che la Regione Marche dedica al Giubileo della Misericordia.
La rassegna, il cui percorso espositivo attraversa dal medioevo al ‘700 l’immagine della Vergine, si apre in un momento delicato per la Regione, ferita fin nel profondo dagli eventi sismici recenti e odierni, e proprio per questo vuole essere un messaggio di speranza.

Particolarmente emblematica appare la presenza della Madonna della Misericordia di Girolamo di Giovanni, eseguita nel 1463, e scelta per rappresentare la mostra. Questo capolavoro, le cui affinità formali evocano il nome di Piero della Francesca, è conservata a Camerino, città che in queste ultime ore ha subìto considerevoli danni al proprio patrimonio storico artistico.

Sono esposte opere dei maggiori artisti italiani, prima fra tutte La Vergine delle Rocce di Leonardo. Altre significative opere sono quelle di Perugino, Rubens, Carlo Crivelli, Lorenzo Monaco sul forte sentimento devozionale per Maria, Madre Misericordiosa.

 Curata da Giovanni Morello e Stefano Papetti, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II e l’ANCI Marche, l’esposizione si avvale di un nucleo di dipinti e sculture provenienti dalle più prestigiose raccolte internazionali quali i Musei Vaticani, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca Nazionale di Siena, la Galleria Nazionale delle Marche, la Galleria Borghese di Roma, il Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli, l’Accademia Carrara di Bergamo.

Al centro della narrazione artistica troviamo i mutamenti iconografici ai quali è sottoposta l’immagine della Madonna della Misericordia alla quale i fedeli chiedono un’opera di intercessione per salvare la comunità urbana minacciata dalla peste.

È anche esposta la più antica rappresentazione iconografica della Madonna della Misericordia dipinta da Barnaba da Modena tra il 1375 e il 1376, conservata nella Chiesa dei Servi di Genova. Si tratta di un artista che ha operato nel palazzo ducale di Genova, nel monumentale Camposanto di Pisa, in altre città del nord Italia e le cui opere sono oggi esposte presso il Museum of Fine Arts a Boston, nella collezione Cruz di Santiago del Cile e alla National Gallery di Londra. Eseguita per una confraternita genovese, la tavola è il prototipo più antico della nuova iconografia della Madonna della peste o delle frecce per l’inarrestabile pioggia di frecce scagliate dagli angeli e dal Figlio. 

Altro capolavoro è a Madonna della Misericordia con i Santi Stefano e Girolamo e committenti di Pietro Perugino, oggi conservata nel museo comunale di Bettona in cui l’ampio manto della Vergine, quasi una tenda, è usato come simbolo di protezione e accoglie Santo Stefano, San Girolamo e i committenti raffigurati alle loro spalle. La Vergine dal volto sereno e dalle morbide fattezze assume l’atteggiamento dolce e materno di chi è invocata a propria protezione.

Presente inoltre la Madonna della peste, del 1472, di Benedetto Bonfigli della chiesa parrocchiale di Corciano. Questo pittore definito dal Vasari il più grande artista umbro prima dell’ascesa del Perugino lavorò sia in Vaticano, sia soprattutto nella sua città natale, Perugia nella cui Galleria Nazionale è esposto il suo più importante ciclo di affreschi eseguito per la cappella di Palazzo dei Priori. Nell’opera esposta la funzione tutelare dalla Madonna è espressa nel manto di broccato sul quale si frantumano i dardi della punizione celeste.

Altra opera di straordinaria bellezza è la Madonna del latte di Carlo Crivelli, conservata nella pinacoteca parrocchiale della chiesa dei santi Pietro, Paolo e Donato di Corridonia. La tavola databile al 1472 ed eseguita per la chiesa di sant’Agostino costituisce la parte centrale di un polittico, forse smembrato e le cui parti laterali sono ormai definitivamente perdute. Considerata opera eccelsa, in questo dipinto il Crivelli abbandona il tradizionale fondo oro e raffigura Maria seduta su un trono con il tipico drappo alla veneziana che cala coprendo lo schienale, ed è attorniata da una gloria di cherubini e serafini e dipinge uno sfondo di colore azzurro. 

Di Girolamo di Giovanni è la Madonna della Misericordia che evoca l’análoga tela di Piero della Francesca per le affinità formali col polittico di Borgo San Sepolcro. L’imponente figura della Vergine che apre il mantello sotto il quale si riparano i devoti, assieme ai santi Venanzio e Sebastiano, rappresenta la madre misericordiosa che accoglie coloro che hanno vissuto la grazia e a cui garantisce un destino di salvezza alla propria anima.

Dalla chiesa di Sant’Ermete in Pisa proviene l’opera Vergine col Bambino e angeli di Lorenzo Monaco. L’artista che viene ricordato per essere l’ultimo esponente importante dello stile giottesco, prima della rivoluzione rinascimentale di Beato Angelico che fu suo allievo e del Masaccio.

Nell’ambito de “Le mostre del Giubileo della Misericordia delle Marche”; fino all’8 gennaio 2017 è possibile visitare a Loreto, anche la mostra “La Maddalena tra peccato e penitenza”, a cura di Vittorio Sgarbi, e a Osimo, presso Palazzo Campana, fino al 15 gennaio 2017, la mostra “Lotto Artemisia Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”.
A. M. D. P. 

Le tre mostre sono visitabili con un coupon sconto disponibile presso gli uffici turistici, gli alberghi e, inoltre è scaricabile da: eventi.turismo.marche.it

La Mostra Maria Mater Misericordiae allestita nel Palazzo del Duca di Senigallia rimarrà aperta fino al 29 gennaio 2017:

dal martedì al mercoledì dalle 15.00 alle 20.00

dal giovedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00

sito internet. http://www.senigalliaturismo.it

Internet http://www.rosifontana.it

Posta: info@rosifontana.it

Informazioni su annamariadipaolo

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