Artemisia Gentileschi  Palazzo Braschi a Roma

                              Artemisia Gentileschi 

                           Palazzo Braschi a Roma


 Ad Artemisia Gentileschi il Museo di Roma a Palazzo Braschi dedica un’importante mostra. 

L’esposizione, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, nasce da un’idea di Nicola Spinosa, avvalendosi di un prestigioso comitato scientifico ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana.

La mostra è un viaggio nella vita e nell’arte di Artemisia, con un approfondito esame degli scambi e delle influenze con gli artisti a lei vicini quali Cristofano Allori, Simon Vouet, Giovanni Baglione, Antiveduto Grammatica e Giuseppe Ribera, altri grandi protagonisti del ‘600.
Frutto di un lunghissimo lavoro preparatorio, la mostra presenta 90 opere, che coprono un arco temporale che va dal 1610 al 1652, tra le quali Giuditta che taglia la testa a Oloferne dal Museo di Capodimonte, Ester e Assuero dal Metropolitan Museum di New York, Autoritratto come suonatrice di liuto, Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, e moltissime altre, prestate dai principali musei del mondo, tra cui la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze e il Národní galerie v Praze di Praga.
L’esposizione è a cura di Francesca Baldassari, Judith Mann, Nicola Spinosa.

L’artista, nata a Roma nel 1593 e morta a Napoli nel 1653, protagonista di noti episodi drammatici e scandalosi, ha vissuto e lavorato a: Firenze, Roma e Napoli.

Il padre Orazio le insegnò il rigore del disegno, e da Caravaggio, riprese l’aspetto drammatico e teatrale. Divenne nota per il processo per stupro contro Agostino Tassi tanto che sorsero numerose associazioni e circoli intitolati a lei. Fu dunque una figura di donna impegnata e indipendente diventando un’apprezzata artista. 

Roberto Longhi ha scritto di lei che è «l’unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità…». In verità, così non è stato in quanto prima di Artemisia, tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, ci furono altre donne pittrici, come Sofonisba Anguissola che fu chiamata in Spagna da Filippo II; Lavinia Fontana che si recò a Roma su invito di papa Clemente VIII; Fede Galizia che dipinse, tra l’altro, originali nature morte e una bella Giuditta con la testa di Oloferne; Lucrina Fetti che lavorò per i Gonzaga. 

La storia personale e artistica di Artemisia fu, comunque, davvero singolare e rimarchevole

come ben si evince dalle opere presentate nella mostra di Roma.

A. M. D. P. 


ROMA, Palazzo Braschi, fino all’ 08 Maggio 2017

INFO: museodiroma@comune.roma.it

 http://www.museodiroma.it

Informazioni su annamariadipaolo

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