Venezia. Presentato il programma MUVE 2017

Venezia. Presentato il programma MUVE 2017



Nell’ ambito della presentazione a Venezia, al Museo Correr, del vastissimo programma generale delle attività 2017 della Fondazione Musei Civici di Venezia, è stato altresì rinnovato, nell’ ambito della Biennale d’Arte a Maggio, l’appuntamento con “MUVE Contemporaneo”, progetti e mostre dedicate alla contemporaneità con eventi che coinvolgono la maggior parte dei Musei civici.

Erano presenti Mariacristina Gribaudi, presidente Muve, Gabriella Belli, direttore Muve e Giorgia Pea, presidente della Commissione Cultura del Comune di Venezia.


 “Muve Contemporaneo” si inaugura al Centro Culturale Candiani, sede di MUVE Mestre, dove dal 14 Aprile per “Corto Circuito. Dialogo tra le arti”, è stato ideato “Attorno a Tiziano. L’annuncio e la luce verso il contemporaneo. Garofalo, Canova, Fontana, Dan Flavin”, a cura di Gabriella Belli e Luca Massimo Barbero sul tema dell’Annunciazione con l’ Annunciazione di Tiziano della Scuola di S. Rocco messa vicino a Lucio Fontana, iconografia antica e concettualizzazione contemporanea con capolavori delle collezioni veneziane.


Il secondo appuntamento sarà il 1 luglio, con la mostra “Attorno alla Pop Art nella Sonnabend Collection. Da Johns e Rauschenberg a Warhol e Lichtenstein, fino a Koons”, curata da Antonio Homem su progetto di Gabriella Belli e realizzata in collaborazione con la Sonnabend Collection Foundation.
La mostra ripercorrerà, attraverso un nucleo di quaranta capolavori dei più importanti protagonisti della Pop Art appartenenti alla prestigiosa collezione americana – dal 2012 in deposito a lungo termine a Ca’ Pesaro – , gli straordinari anni Sessanta, sempre a Mestre.


Punto di forza del programma è l’eccezionale presenza a Ca’Pesaro di David Hockney – tra i più noti e affermati artisti contemporanei – dal 24 giugno nelle sale del museo di San Stae con i suoi “82 ritratti e una natura morta”: una mostra organizzata dalla Royal Academy of Arts di Londra in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia e con il sostegno di Crédit Agricole FriulAdria. La direzione scientifica è di Gabriella Belli e la cura di Edith Devaney.


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Dal 13 maggio – in contemporanea con l’avvio della 57° Esposizione Internazionale d’Arte – si apriranno al pubblico molti eventi espositivi del “fuori Biennale”.

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A Palazzo Fortuny vi sarà la mostra “Intuition” curata da Axel Vervoordt e Daniela Ferretti: ultima nata di una serie di esposizioni realizzate dai Musei Civici con la Axel & May Vervoordt Foundation.

Al Museo Correr invece “La casa dei miei occhi” (The Home of My Eyes) dell’iraniana Shirin Neshat a cura da Thomas Kellein, un evento supportato da The Written Foundation, presenterà un ciclo di 55 fotografie in gelatina d’argento realizzate nel 2015 e mai esposte in Europa: affresco di varia umanità multietnica che riesce a convivere.

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Gaetano Pesce, scultore architetto e designer, sarà protagonista al Museo del Vetro di Murano con una eccezionale mostra dedicata ai suoi originalissimi lavori in vetro.


Sempre al Museo muranese, interessante focus a cura di Chiara Squarcina per ricordare – grazie alla collezione di Lutz Holz – il veneziano Corrado “Dino” Martens. Pittore e designer (1894-1970), trasferitosi da Milano a Murano negli anni Venti, e per quasi 25 anni, direttore artistico della Vetreria Aureliano Toso.

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Marzia Migliora è presente a Ca’Rezzonico, con la mostra “Velme” – microcosmi di “relazioni tra acqua e terra, simbolo di qualcosa di sommerso che non deve smettere di emergere” – curata da Beatrice Merz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Merz: un progetto site-specific tra le opere della collezione del Museo del Settecento veneziano, come Tiepolo e Longhi. Il progetto è coordinato da Elisabetta Barisoni e Alberto Craievich.

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Quindi, Douglas Gordon alle prigioni di Palazzo Ducale, con un progetto di video-arte a cura di Mario Codognato, co-prodotto con The Venetian Heritage, The British Council e Canon; Maria Bissacco – con la creatività e la modernità dei suoi merletti a fusello – al Museo del Merletto e, a Palazzo Mocenigo in collaborazione con il Museo Nazionale di Stoccolma, la mostra “Trasformation”: sei giovani artisti svedesi che creano le loro opere-gioiello con materiali “poveri”, come polvere di alluminio, crini di cavallo o pelle di pesce.


Infine Roger de Montebello, artista franco-americano dal ’92 a Venezia, espone al Museo Correr una serie di opere che sono un po’ il filo conduttore della sua originale ricerca, ritratti di persone, corride e quasi metafisici ritratti di Venezia, a cura di Jean Clair.

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I progetti di “MUVE Contemporaneo” proseguono lungo tutto il periodo della Biennale. 




A luglio a Ca’ Rezzonico inaugurerà la mostra “Ritratto/Copia”, che propone le riflessioni sulla città e i suoi visitatori di 4 giovani artisti tedeschi, ospitati dal Centro Tedesco di Studi Veneziani – e in autunno, al Museo del Vetro di Murano, si aprirà la mostra Rosslynd Piggott. Garden Fracture / Mirror in Vapour e, sempre in isola, un progetto del filandese Markku Piri, che presenterà opere realizzate dai maestri vetrai muranesi, tra cui un’installazione di perle giganti lunga 5 metri.

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La collezione Drom sarà inoltre esposta a Palazzo Mocenigo (dal 28 aprile), mentre, e la collezione di perle del Museo del Vetro di Murano, forse la più grande esistente al mondo, sarà curata da Augusto Panini: Il mondo in una perla (dal 15 dicembre).

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L’ultimo grande appuntamento internazionale dell’anno 2017 sarà però nel mese di settembre con la stupefacente bellezza delle favolose gemme d’India appartenenti alla Collezione di Sua Altezza Reale Hamad bin Abdullah Al Thani, della famiglia reale del Qatar, esposte per la prima volta in Italia nel magico scenario di Palazzo Ducale, dal 9 settembre fino al 7 gennaio 2018.

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“Dai Gran Moghul ai Mahraja. Tesori dalla Collezione Al Thani”: 181 gioielli eccezionali selezionati dai curatori Amin Jaffer e Giancarlo Calza – tra cui The Idol’s Eye, il più grande diamante blu del mondo – testimoniano l’antica passione dei Sovrani dell’India per le gemme preziose, diamanti, zaffiri e rubini, lavorati con talento ineguagliabile da abili gioielleri e designers, che hanno fatto di questa mirabile arte una delle più rare e preziose espressioni della genialità creativa dell’homo faber.

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Prima l’impero Moghul nel XVI secolo e poi i Maharaja sotto il Raj britannico, in collaborazione con le più celebri maison di gioielli d’Europa, svilupparono e diedero continuità a quella favolosa tradizione: una storia di cultura, design e bellezza lunga più di quattro secoli.

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Si riconferma così il ruolo di primo piano della Fondazione Musei Civici di Venezia nella complessa riflessione sui linguaggi più attuali dell’arte, in una città sfavillante di Arte antica che ha fatto tuttavia della ricerca contemporanea una delle principali chiavi d’innovazione e sviluppo.


A. M. D. P.






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