Beppe Bonetti Le variazioni della Metarazionalità

Beppe Bonetti

Le variazioni della Metarazionalità

Forme al plurale, libertà immaginativa, frattura dell’argine è la peculiarità della ricerca artistica di Beppe Bonetti che, nelle variazioni della sua Metarazionalità, frantuma confini e regole in un’ ideazione che da definita diviene indefinita.

E nel suo continuo protendersi oltre, trova la vasta facoltà della visione nella quale i confini si sbriciolano aprendo un varco alla fantasia.

La sintesi di tale percorso è ora esposta in una rigorosa ed elegante esposizione alla Galleria Ramera di Brescia nelle cui pareti si snodano i quadri su Metarazionalità, Variazione su un errore di Parmenide e Variazioni su Sette Linee ripercorrendo quasi quarant’anni di attività dell’Artista, avviata agli inizi degli anni Ottanta.

Dall’ astrazione geometrica razionalistica, di cui ha criticato il concetto sostanziale, Beppe Bonetti nel 1982 ha dato, infatti, avvio amolti lavori della “Metarazionalità” con elementi disorganici che ne disgregano la precisione.

Nel secondo ciclo “Variazioni su un errore di Parmenide”, Bonetti mutua il concetto di sfera, di forma circolare, perfetta, che è “ l’Essere” immutabile, immaginato dal filosofo greco Parmenide, rivelando così una falla che la sgretola in un Non-Essere. Così brandelli esplodono al limitare della sfera frammentandone i bordi su cui si addensano forme geometriche quasi a riprogrammarla.

Dallo studio delle teorie percettive e cinetiche, quindi, Bonetti ha fatto derivare varie immagini insolite legate alle

“Variazioni sul 7″ rappresentando così un ciclo compiuto e dinamico nel quale, scompigliando l’ordine e la rigidezza geometrica dello spazio dell’opera, arriva ad una metafora della percezione libera “controllata”.

Come chiavi musicali, Beppe Bonetti, nella sua inquieta ricerca creativa, ha individuato, pertanto, nei sette, una sua chiave di volta spingendo le Variazioni sul 7 verso la “meta”, la Metarazionalita’.

Nel cartoncino che accompagna la mostra, a proposito dell’identità e della missione dell’artista, Beppe Bonetti, riprende e fa sue le parole di Schonberg secondo cui “L’artista non deve cercare la bellezza ma la verità”.

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Beppe Bonetti, classe 1951, ha avviato il suo percorso artistico alla

fine degli anni Sessanta iniziando ad esporre negli anni Settanta a Brescia. A partire dagli anni Ottanta ha intrapreso la ricerca artistica sulla “Metarazionalità” esponendo in varie mostre personali e collettive in Italia, in Europa, in USA e in Giappone, tra cui: Mart Arte Contemp. Osaka (Giappone), Tsuchiya Art Gallery Hünfeld (Germania), Genova, Università degli Studi di Genova, Facoltà di Scienze della formazione – Retrospettiva, Milano, Galleria Scoglio di Quarto, Villa Mazzotti Chiari BS (Chiari e Geniali, Galleria Colossi), Brescia, Biblioteca Queriniana, Los Angeles, Hartman Gallery (Gruppo L.I.G.), Lugano, artantide.com, Milano, Galleria Vinciana, Carrara, Galleria Atelier, Seoul, The Rotunda, Ambasciata d’Italia, Bologna, Personale Arte Fiera Galleria Galliata, Piacenza, Galleria Galliata, Milano, Galleria Vismara, Tokyo, Dan Gallery, Parigi, Galleria Claude Dorval, Copenhagen, Zenit Gallery
Wien, Italienisches Kulturninstitut, Hamburg, Staats und Universitatsbibliothek Rotterdam, Galerie Trafcentrum Cadaques, Galeria Cadaques Zagabria, Talijanski Kulturni Centar e in altre ancora.

Ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia nel 2013 con tre grandi sfere di tre metri di diametro su “Variazioni su un errore di Parmenide”. Nel 2015 ha esposto a Budapest e nel 2016 a Berlino.

Anna Maria Di Paolo

Beppe Bonetti. Aspetti della Metarazionalita’. Brescia, Galleria Ramera, Via Moretto, 2 , fino all’ 11 Novembre 2017.

http://www.beppebonetti.it/

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