IL CINQUECENTO A FIRENZE. PALAZZO STROZZI

IL CINQUECENTO A FIRENZE

  Pontormo

Michelangelo, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino, Giorgio Vasari, Santi di Tito, Giambologna sono i protagonisti della Mostra Il Cinquecento a Firenze, dedicata all’arte del secondo Cinquecento nella città.

Si conclude così la trilogia di mostre di Palazzo Strozzi a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, iniziata pone a confronto la “maniera moderna” e la Controriforma, tra sacro e profano: una stagione unica per la storia dell’arte a Firenze, segnata dal Concilio di Trento e dalla figura di Francesco I de’ Medici, un grande mecenate.

La mostra, a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, comprende settanta tra dipinti e sculture e, in un percorso cronologico e tematico, annovera opere sacre e profane dei grandi maestri del secolo come Michelangelo, Pontormo e Rosso Fiorentino, ma anche di pittori quali Giorgio Vasari, Jacopo Zucchi, Giovanni Stradano, Girolamo Macchietti, Mirabello Cavalori e Santi di Tito e scultori come Giambologna, Bartolomeo Ammannati e Vincenzo Danti, alcuni dei quali decorarono anche lo Studiolo di Francesco Medici a Palazzo Vecchio, La Tribuna agli Uffizi e le chiese fiorentine secondo le indicazioni Concilio di Trento. Erano altresì abili nell’uso di compositi registri espressivi mediando la propria formazione con l’evoluzione dei tempi che avrebbero visto affermarsi la ricerca di Galileo Galilei, aperta a una nuova visione della natura, e una nuova espressione artistica. La mostra accosta capolavori degli anni Venti del Cinquecento e pone a confronto opere di una assoluta bellezza come la Deposizione di Santa Felicita di Pontormo, la Deposizione dalla croce di Volterra di Rosso Fiorentino, il Cristo deposto di Bronzino proveniente da Besançon. Li precede tra gli altri, capolavori come la celebre Pietà di Luco di Andrea del Sarto e il Dio fluviale di Michelangelo.

Michelangelo

Per l’occasione sono stati operati diciassette restauri, col contributo di Friends of Florence per sei opere, a cominciare dalla Deposizione del Pontormo, insieme alla cappella Capponi in Santa Felicita, per cui l’opera fu dipinta, per proseguire con straordinarie pale come l’Immacolata Concezione del Bronzino, Cristo e l’adultera e la Visione san Fiacre di Alessandro Allori, e le sculture del Dio fluviale di Michelangelo e del Crocifisso del Giambologna.

La prima sezione e’ dedicata a temi sacri con gli artisti che lavorarono ai nuovi altari riformati nelle chiese fiorentine seguita da quella sui temi profani spesso legati alla personalità di Francesco I. In entrambe le sezioni troviamo i medesimi artefici tra cui Giorgio Vasari, Mirabello Cavalori, Girolamo Macchietti, Santi di Tito, Jacopo Coppi, Maso da San Friano, Giovan Battista Naldini, Giambologna.

Rosso Fiorentino

Nella parte centrale, come filo rosso fra sacro e profano, due sale sono dedicate ai ritratti come Ritratto di Francesco I di Alessandro Allori, del 1570-1575, dal Museo Mayer van den Bergh di Anversa – e ai generi che si ritrovano nello Studiolo di Francesco I.

Nelle ultime due sale, marmi e tavole d’altare, tra la fine del Cinquecento e l’ avvio del Seicento, sono: la Visione di san Tommaso d’Aquino della Chiesa di San Marco a Firenze di Santi di Tito, 1593; I miracoli di san Fiacre di Alessandro Allori da Santo Spirito, 1596 e l’altorilievo di Pietro Bernini “San Martino divide il mantello col povero”, 1598 circa, Napoli, Museo di San Martino.

Sono opere di mistica e di poesia che ci coinvolgono fortemente sia sul piano mentale sia su quello emotivo.

In città l’indicazione di visita è rivolta allo Studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio a Firenze, iniziato nel 1570, con creazioni alla maniera fiorentina, per la collaborazione tra di Vincenzo Borghini e un gruppo di trentuno artisti capeggiati da Giorgio Vasari. Faceva parte dell’appartamento privato del duca e in origine vi si accedeva dalla sua camera. L’ iconografia di Borghini è incentrata sul rapporto tra Arte e Natura, seguendo gli interessi di Francesco Medici, appassionato di scienze e di alchimia.

Si può completare, infine, l’itinerario anche alla Tribuna, sala ottagonale situata nel corridoio di Levante della Galleria degli Uffizi. Voluta da Francesco de’ Medici, che ne affidò l’esecuzione a Bernardo Buontalenti, nel 1583, nacque come primo museo pubblico per accogliere e mostrare le collezioni d’arte del Principe oltre che le rarità naturali.

Bronzino

La mostra è prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi con Arcidiocesi di Firenze, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, con il supporto di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana, e tra altri con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Main sponsor Gruppo Unipol.

Da non perdere!

A. M. D. P.

FIRENZE. Palazzo Strozzi, Via Strozzi. Fino al 21 Gennaio 2018

http://www.palazzostrozzi.org

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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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