A Verona L’amore materno: una tecnica nuova per un soggetto eterno da Previati a Boccioni

A Verona

L’amore materno: una tecnica nuova per un soggetto eterno

da Previati a Boccioni

La Maternità di Gaetano Previati simbolo “dell’amore materno” è il fulcro della mostra che Verona dedica per la prima volta ad alcuni autori del Divisionismo, uno dei periodi più creativi della nostra storia dell’arte derivante dalla “Scapigliatura Lombarda” e dal “Decadentismo” più che dal Puntinismo francese.

La Maternità di Previati, mediante lunghi filamenti di colori puri e complementari, blu verde giallo, annulla i piani e i volumi restituendo una visione evanescente ed emozionante del soggetto, attraverso simbologie come l’albero, mistero della vita.

La Grande tela, accanto alle altre opere scete per l’esposizione, risponde ad un progetto scientifico che crea un prezioso percorso sul “tema dell’amore materno” , arricchito dai fogli dedicati a “Le due madri” di Segantini, fino all’ ”Autoritratto con la madre” di Giorgio de Chirico.

Le opere, collocate nel contesto del patrimonio della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, sede del’esposizione, valorizzano i nostri ricchi patrimoni artistici creando occasioni di confronto tra i Musei d’Arte moderna nazionali, tra cui le Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco e la Galleria d’Arte Moderna di Milano, il Mart di Rovereto, il Museo Segantini di Saint Moritz e il Banco BPM, proprietario della “La Maternità” .

L’innovativa tela di Previati, dipinta tra il 1890-1891 ed esposta nel 1891 alla prima Triennale di Brera, suscitò un vivace dibattito sia per la nuova tecnica divisionista, sia per il contenuto espressamente simbolista che con le pennellate separate di colore, rompe i modelli convenzionali del Realismo, scandalizzado molti retrogadi detrattori che accusarono il Maestro ferrarese persino di essere incapace di disegnare. E invece Previati si tormentò per la realizzazione di questo grande quadro ( 4 mt x 2) eseguendo vari disegni preparatori, alcuni dei quali, facenti parte dello straordinario patrimonio di opere grafiche del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano, sono esposti in mostra.

Le altre opere presenti, altrettanto famose, sono di Giovanni Segantini, Medardo Rosso, Angelo Morbelli, le quali, dalla contingenza del tema tradizionale, arrivano all’universalità dell’idea, mediante vibranti colori di forte intensità emotiva. Anche le opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo, altro artista d’ avanguardia, audace e fuori dagli schemi, adottò il “Divisionismo”, frammentando i colori in piccoli punti e tratti studiando la luce e il colore per perfezionarne la tecnica.

Il confronto con i pittori quali Segantini, Morbelli, Longoni e Nomellini lo indirizzarono a seguire, inoltre, un iter pittorico di carattere sociale, fino al Simbolismo, di cui saranno massima espressione tanto “Lo specchio della vita” (1898), quanto “L’autoritratto” (1899), due tele della GAM di Torino e degli Uffizi.

E infine, Umberto Boccioni del “Nudo di spalle”, ritratto della madre, in mostra, che cercò un confronto diretto con la Maternità di Previati, punto di riferimento nel suo programma di studio della storia dell’arte o anche Giorgio De Chirico, con “Ritratto dell’Artista con la madre”, 1922, dal Mart, i quali arrivarono così al Futurismo, grazie anche allo spirito della città moderna di Milano, che avevano già vissuto a Parigi.

Inevitabile è, comunque, il confronto soprattutto tra Previati e Segantini, il quale, ugualmente, con visionarietà e grandissima sapienza, come ne “Le due madri” della Galleria d’Arte Moderna di Milano, seppe utilizzare la tecnica del Divisionismo, mediante effetti di luce e di chiaroscuro in scene colte “all’aperto” , frammentando il segno pittorico in piccole pennellate, e creando così un risultato di vibrazione del colore simile alla luminosità iridescente delle natura.

L’aspetto simbolico, colto in una dimensione di quiete e con la “divisione” dei colori complementari, trasforma, insomma, una pittura di genere in una distinta creazione di “emozione e di sentimento”, rendendo così l’ “idea” di umanità.

Segnano, dunque, tutti questi Artisti, ugualmente, il passaggio della pittura italiana dall’Ottocento all’Arte Moderna d’Avanguardia.

Sta di fatto che, dopo la “macchia toscana” e la “Scapigliatura lombarda” gli artisti divisionisti rappresentarono il “moderno” con filamenti variegati di colore, distinguendosi così dagli impressionisti francesi. Essi, con la tecnica della “sintesi sottrattiva”, usando solo colori puri, non mescolati tra loro, ma accostati coi complementari, meglio facevano riflettere la luce nel quadro conferendovi un’ intensità visiva, una pittura di luce che rappresentava in modo nuovo emozioni e sentimenti intensi.

La scomposizione del colore, pertanto, dava vita ad ”un’arte ideista”, luminosa, bella, comunicativa e spontanea avanzando verso il Novecento.

L’alto valore innovatore del Divisionismo, rimosso erroneamente per anni dalla cultura italiana, in subalternità con l’Impressionismo, va posto, invece, all’origine delle riflessioni delle Avanguardie del Novecento.

La mostra, a cura di Francesca Rossi e Aurora Scotti, testimoniando l’importante collaborazione tra i musei veronesi, i Musei Civici nazionali e il Banco BPM, si avvale di un agile catalogo edito da Franco Cosimo Panini e di un proficuo filmato multimediale sulla tecnica pittorica di Previati.

In conclusione, si tratta di un’esposizione di ammirevole valore culturale, fuori dalle solite proposte modaiole esterofile inconcludenti, da vedere nell’affascinante cornice dello storico Palazzo della Ragione, sede della Galleria d’Arte Moderna di Verona.

ANNA MARIA DI PAOLO

Verona. “L’amore materno alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni” Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Cortile Mercato Vecchio, dal 7 dicembre al 10 marzo 2019

http://www.gam.comune.verona.it

Studio Esseci. Ref. Simone Raddi:gestione2@studioesseci.net

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