Venezia. A a Ca’ Pesaro: Una raccolta d’arte moderna italiana

Venezia. A a Ca’ Pesaro:

Una raccolta d’arte moderna italiana

CARRA’

Il sontuoso palazzo a bugnato di diamante, progettato dal Longhena per la ricca famiglia Pesaro, a metà del ‘600, sul canale Grande a Venezia. A a Ca’ Pesaro:

Una raccolta d’arte moderna italiana a Venezia, e donato, infine, al Comune nel 1902, è divenuto da allora sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Qui, in polemica con l’arte ‘ufficiale’ delle Biennali, si organizzarono mostre di giovani artisti tra cui Gino Rossi, Boccioni, Casorati, Arturo Martini. E, in seguito, le collezioni della Galleria aumentarono con varie donazioni tra cui quella di Medardo Rosso, 1914, il lascito Lisi nel 1961 con opere di Morandi, De Chirico, Carrà, Kandisky, Mirò, Matta, e sculture dello stesso Wildt nel 1990 le quali hanno riempito le dieci sale del primo piano, mentre al secondo piano si susseguono mostre temporanee.

Ora, trentadue opere di alcuni importanti autori italiano del ‘900 tra cui Massimo Campigli, Carlo Carrà, Giacomo Manzù, Ottone Rosai, Scipione e Mario Sironi vi saranno esposti dall’ 8 febbraio 2019.

Si tratta di una rilevante mostra di lavori che provengono da note e importanti collezioni di arte italiana, come quelle della scrittrice Margherita Sarfatti, dell’editore Pietro Vallecchi, del critico d’arte Raffaele Carrieri, del presidente  dell’Accademia di Brera Rino Valdameri, dell’ingegnere Alberto Della Ragione, dell’avvocato Pietro Feroldi, dell’industriale Carlo Frua De Angeli, dell’editore e critico Giampiero Giani, del commerciante Gianni Mattioli le quali rimarranno, inoltre, a Ca’ Pesaro in comodato a lungo termine.

CAMPIGLI

Di Massimo Campigli, presenti le celebri tele: Le Amazzoni, 1928, La figlia del carceriere, 1929 e Donna ingioiellata, 1942, opera realizzata a Venezia, dove il pittore si trasferì allo scoppio della guerra e dove fu esposta, nell’autunno 1945, alla personale presso la galleria del Cavallino. Per la stagione del “ ritorno all’ordine” italiano, tele di Carlo Carrà tra cui “ Mattino sul mare” del 1928, di Ottone Rosai, fautore di quella ripresa della sintesi, come amava ripetere Margherita Sarfatti, ed essenzialità compositiva che ebbe larga fortuna nella produzione europea tra le due guerre.

Una grande sala è dedicata poi a Mario Sironi con un nucleo di otto Opere tra cui il capolavoro del 1923-24 Il Bevitore, appartenuto a Margherita Sarfatti. Sempre agli anni venti risale un secondo capolavoro di Sironi, “Il mito di Pandora” del 1924, corpo monumentale di donna su un paesaggio roccioso, inabitato, quasi primordiale.

SIRONI

Infine, opere di Gino Bonichi detto Scipione, attivo nell’ambiente romano, con forti cromie ed espressionistiche prospettive in dissenso verso il regime e verso il realismo del gruppo di Novecento italiano anticipando la ricerca artistica del secondo dopoguerra. Sironi, poi, con la sua pittura geometrica e murale tra gli anni quaranta e cinquanta disgrega la materia, emblema dell’ Informale. La straordinaria collezione si chiude con una piccola ma preziosa selezione di sculture e disegni di Giacomo Manzù, tra i massimi interpreti della scultura figurativa del secolo scorso.

Anna Maria Di Paolo

“ Una raccolta d’arte moderna italiana”. Dall’8 febbraio 2019. Ca’ Pesaro – S. Croce 2076 30135 Venezia (VE)

http://capesaro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/una-raccolta-darte-moderna-italiana/2019/01/20283/presentazione/

Informazioni su annamariadipaolo

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Questa voce è stata pubblicata in ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA. Contrassegna il permalink.