MILANO. ANTONELLO DA MESSINA. PALAZZO REALE

MILANO. ANTONELLO DA MESSINA. PALAZZO REALE

A Milano, nelle sale di Palazzo Reale, in una rara mostra sono esposte diciannove preziose opere di Antonello da Messina: ritratti e soggetti religiosi come la “La crocifissione”, custodita in Romania nel Museo di Sibiu, e “San Girolamo nel suo studio” , Londra, National Gallery, nel quale non impiegò un disegno preparatorio, ma segni di contorno, stesi a pennello in colore grigio in una sorprendente ambientazione spaziale dello studiolo in una navata di una chiesa.

E ancora l’ Annunciata e Tre Santi, provenienti da Palazzo Abatellis di Palermo, e la realistica e intensa tempera su tavola “Cristo in pietà (recto) e Madonna con il Bambino” (verso) da Messina.

Dalle Fiandre egli portò in Italia, oltre che la pittura ad olio, anche l’uso di ritrarre non più soltanto personaggi illustri come l’intenso “Ritratto Trivulzio” da Torino, con l’ altissima resa dello sguardo ipnotico, ma anche volti anonimi, come gli ironici “Ritratto d’uomo”: dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia, dalla Galleria Borghese di Roma, e dal Palazzo Madama di Torino, o i “Ritratti di giovane” dal Philadelphia Museum of Art, e dal Museo statale di Berlino, o il più famoso “Ritratto di ignoto marinaio” dall’enigmatico sorriso, proveniente dalla Fondazione Culturale Mandralisca di Cefalu’.

Sono opere di dimensioni ridotte e colgono attimi di esistenze, essenze di caratteri e trasmettono forti emozioni. Caratteristica psicologica questa che egli estese anche ai soggetti devozionali, come “Cristo in pietà sorretto da tre angeli”, Venezia, Museo Correr, in cui il tema dell’Ecce Homo è di intenso realismo sofferto; e poi le tavolette votive delle “Crocifissioni” di Anversa e di Londra, i volti del Cristo, il “San Sebastiano” di Dresda, realizzato in occasione di un’epidemia di peste, con la grandiosa prospettica di Venezia.

Tornato a Messina, Antonello completò la “ la Vergine Annunciata” (1476 ca) ora a Palermo, Galleria Regionale della Sicilia. Nell’ ultimo capolavoro assoluto la fanciulla, chiusa nel proprio manto, ieratica, in posa frontale, da’ l’impressione di profondità fermando il tempo con la soavità sospesa della mano: un’ emozione “non umana”.

Degli Uffizi è il trittico “Madonna con Bambino”, “San Giovanni Battista e San Benedetto” di straordinaria qualità pittorica; del Collegio degli Alberoni di Piacenza il celebre “Ecce Homo”, e l’incantevole “Madonna col Bambino” della National Gallery di Washington.

Poco si sa di Antonello da Messina, ma secondo il Vasari, fu il primo a portare la pittura ad olio in Italia

in quanto studiando a Napoli, allora centro internazionale che aveva forti legami con i Paesi Bassi, ebbe modo di conoscere il lavoro di artisti provenzali e fiamminghi. In età matura, poi, andò nelle Fiandre per ammirare direttamente le opere ad olio di Van Eyck e van der Weyden e questa conoscenza – unita all’uso della prospettiva del Rinascimento toscano, all’ atmosfera del Mediterraneo e alla luce di Venezia, gli consentì di raggiungere nelle sue opere: equilibrio, originale delicatezza, profondità psicologica e perfezione.

Antonello, dunque, viaggiò verso il nord e si fermò, inoltre, a Venezia dove dipinse pale d’altare, come quella della chiesa di San Cassiano, ora a Vienna, fissando un “modello” seguito anche da Giovanni Bellini, insieme al quale diede avvio alla “modernità” con la “pittura italiana” del Rinascimento.

Un artista eccellente riconosciuto anche al suo tempo. Il figlio Jacopo nell’incantevole “Madonna col Bambino” (1480)- unico quadro che di lui si conosce ( allogato all’Accademia Carrara di Bergamo ) ed eseguito l’anno seguente la morte del padre, e che chiude la mostra- si firmò

Jacopo figlio di Antonello, pittore non umano”, ma divino, quindi.

Di fatto, Antonello nei suoi capolavori è impareggiabile per la capacità di rappresentare: l’energia, il carattere, il sorriso beffardo o enigmatico, l’incanto e la luminosità; in sintesi l’essenza della vita.

Questa di Milano è una rassegna di capolavori che seguono la parabola ascendente dell’ attività pittorica di Antonello fino alla fine, avvenuta nel 1479, quando morì di tubercolosi a 49 anni.

Per secoli di Antonello si persero le tracce e

non sappiamo, vista l’esiguità di sue opere conosciute, quanti quadri siano andati distrutti da terremoti, fenomeni naturali e incuria. Per fortuna, nell’800 il grande studioso e storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle catalogó i quadri rintracciati su taccuini e disegni.

E in mostra, si possono ammirare 28 suoi fogli analitici provenienti dalla Biblioteca Marciana di Venezia; ed è così che oggi possiamo seguire la sua interpretazione lucida dell’ attività di Antonello.

Una guida illustre, dunque, per la reunión di capolavori pieni di luce nello spazio e in perfetto equilibrio tra bellezza ideale e vero naturale, tra essenza dell’arte nordica e dell’arte italiana in un risultato eccelso.

L’ esposizione, a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, è nata dalla collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano-Cultura con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira.

Indispensabile la collaborazione di tanti Musei nel mondo con i prestiti di loro opere. Si sottolinea anche: l’elegante l’allestimento di Panstudio, l’efficace l’illuminazione di Light Studio e le utilissime amplificazioni dei dettagli delle opere da parte di Sugosugo Studio.

Correda questa speciale mostra una monografia completa altrettanto unica, pubblicata per i tipi di Skira, con tutte le immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina e una Sezione storico artistica con i saggi di Giovanni Carlo Federico Villa, Renzo Villa, Gioacchino Barbera e cinque testi letterari di Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi e Elisabetta Rasy.

Un evento culturale imperdibile.

Anna Maria Di Paolo

Antonello da Messina. Milano. Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 12. dal 21 febbraio al 2 giugno 2019

http://www.mostraantonello.it

Ufficio Stampa Skira lucia@luciacrespi.it

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