ALLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA DI VENEZIA LEONARDO DA VINCI. L’UOMO MODELLO DEL MONDO

ALLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA DI VENEZIA

LEONARDO DA VINCI. L’UOMO MODELLO DEL MONDO

“Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo” è la mostra con 70 opere dedicata a Leonardo da Vinci dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, nei cinquecento anni dalla morte. Si parte dall’ “Uomo Vitruviano” e dagli studi preparatori per alcuni dipinti, come la celebre “Battaglia di Anghiari” e la “Sant’Anna con la Vergine e il Bambino”, 25 disegni di proprietà delle Gallerie.

Altre opere autografe del genio toscano sono presenti per i prestiti straordinari da Collezioni europee e americane che hanno consentito questa rara mostra, promossa dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in collaborazione con “Associazione Metamorfosi” di Roma.

L’”Uomo Vitruviano”, disegno a penna e inchiostro su carta, colloca il corpo umano nel cerchio e nel quadrato, figure geometriche considerate perfette oltre che da Vitruvio, anche da Euclide, L. B. Alberti e dai Neoplatonici rinascimentali, e che lui ha disegnate però secondo la “Sezione Aurea”. Una sintesi armonica che interseca le due figure antropometriche che Vitruvio aveva indicato però distinte come: l'”homo ad quadratum” e l'”homo ad circulum”.

Fisico e spirito, corpo e mente, microcosmo riflesso del macrocosmo, pratica e teoria sperimentale rinascimentale diventano in Leonardo un modello anche per ogni costruzione architettonica.

Il disegno, eseguito a Milano verso il 1490, fa coincidere il centro del cerchio con l’ombelico e il fulcro del quadrato con l’ inguine a simboleggiare che il cerchio è l’emblema della perfezione del cielo e della divinità, e il quadrato l’ immagine della robustezza della terra.

Presenti anche i disegni ”Adorazione dei pastori” del periodo giovanile, due Studi per “ Il Cenacolo” – a pietra rossa su carta bianca, con iconografica diversa però da quella poi dipinta da lui in Santa Maria delle Grazie – e le “Tre figure femminili danzanti” attribuibili all’ultimo periodo ad Amboise.

Altri rari fogli coinvolgenti provengono dalla Royal Collection del Castello di Windsor, dalla National Gallery di Washington, dal Fitzwilliam Museum di Cambridge, da Francoforte e dalla The Morgan Library & Museum di New York, come il codice Huygens attribuito a Carlo Urbino da Crema: manoscritto rinascimentale che trascrive le riflessioni di Leonardo sul movimento dei corpi, sulla prospettiva e sulla divina proporzione.

E’ documentato anche l’importante soggiorno di Leonardo a Venezia nel 1500: con Luca Pacioli che lo aiutò ad acquisire le conoscenze matematiche, il rapporti con la potente famiglia Grimani, il ruolo di Ermolao Barbaro, umanista e ambasciatore veneto alla corte sforzesca, e l’ incontro con Dürer col quale ebbe un reciproco scambio di influenze per cui vengono esposti incisioni, disegni e il Libro II de “Della simmetria dei corpi humani” dell’artista tedesco oltre che antiche edizioni del De architectura di Vitruvio, del Divina proportione di Luca Pacioli e, tra altri, del Preclarissimus liber elementorum di Euclide.

La mostra, curata da Annalisa Perissa Torrini e Valeria Poletto, traccia, insomma, un percorso della ricerca di Leonardo testimoniando, altresì, i suoi studi scientifici di botanica, ottica, fisica, meccanica, idraulica, e inoltre prototipi di fortificazioni e armi che lo appassionarono per tutta la vita: dal periodo giovanile a Firenze, al soggiorno di 17 anni a Milano alla corte di Ludovico il Moro, fino alla permanenza ad Amboise, dove morì il 2 maggio del 1519. Qui, nel castello di Clos Lucé, accolto dal re Francesco I di Francia, divenne artista e architetto di Corte ricevendo un ricco vitalizio, e , a sua volta, donando disegni e scenografie per le feste di corte e opere come la “Gioconda”.

Possiamo dire oggi: uno scambio a favore di Francesco I, considerando “ il ritorno “ di fama per il Louvre e per la Francia nei secoli.

L’ “ansia di conoscenza infinita” di Leonardo, in conclusione, per l’ arte e la scienza studiate col metodo sperimentale è la sua più grande eredità.

La sua considerazione dell’ “l’uomo modello del mondo” e “misura di tutte le cose” ci aiuta ad attraversare e superare i fiumi dell’intolleranza odierna ed è anche per questo che si celebra, a “Venezia” e in “tutta Europa”, questo genio “universale” inarrivabile.

ANNA MARIA DI PAOLO

LEONARDO DA VINCI. L’UOMO MODELLO DEL MONDO. Gallerie dell’Accademia, Venezia, Campo della Carità 1050, Catalogo: Silvana Editoriale, fino al 14 luglio 2019. Lun. 8.15-14.00; da Martedì a Dom: 8.15-19.15 http://www.gallerieaccademia.it http://www.mostraleonardo.it

Ufficio Stampa mariagraziafilippi@associazionemetamorfosi.com 

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