MILANO. PALAZZO REALE. TIZIANO E L’IMMAGINE DELLA DONNA NEL CINQUECENTO VENEZIANO

TIZIANO E L’IMMAGINE DELLA DONNA NEL CINQUECENTO VENEZIANO

Tiziano. Isabella d’Este, 1534-1536, Kunsthistorisches Museum.

Tiziano divenne l’artista più famoso di Venezia alla morte di Giorgione e Bellini perché di fatto rimase l’unico grande senza alcuna concorrenza giacché anche Sebastiano del Piombo parti’ per Roma, proprio per sfuggire alla sua concorrenza diretta. In seguito la sua nomina a pittore ufficiale della Serenissima, ruolo che ricopri’ per 60 anni, consacrò definitivamente la carriera di Tiziano che fu tra i pochi a conquistare anche un mercato dell’arte europea.

La sua capacità sorprendente di usare i colori, inoltre, divenne più audace divenendo un autentico maestro del Rinascimento.

Ora a Palazzo Reale si è aperta una grande mostra dedicata all’immagine della donna nel Cinquecento nella pittura di Tiziano e di altri grandi artisti: Giorgione, Lotto, Palma il Vecchio, Veronese e Tintoretto.

Tiziano Vecellio, Giovane donna con cappello piumato, 1534-1536 , San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

L’ esposizione si compone di cento opere, di cui 47 dipinti, di cui 16 di Tiziano, e poi sculture, oggetti di arte applicata, gioielli, libri e grafica, oltre ad una creazione omaggio di Roberto Capucci a Isabella d’Este (1994); e tutto illustra la bellezza della donna nella visione degli artisti.

Le opere dislocate in otto sezioni, esaltano comunque non tanto la bellezza fine a stessa, con ritratti idealizzati di sante, eroine e di divinità, ma evidenziano anche il carattere delle donne delle diverse classi sociali e il loro accresciuto ruolo sociale nella Venezia rinascimentale con ritratti realistici.

La donna a Venezia giunse infatti a contrastare il predominio patriarcale e di assoggettamento consolidato affermando il suo valore intellettuale e umano. In città le donne vantarono diritti sui beni personali, sui figli, esigendo inoltre le libertà sociali come la stipula di contratti e la gestione di attività varie compresa quella di cortigiana o di “donna di strada” ormai rispettate. Così i pittori colsero il cambiamento e lo dipinsero.

Tiziano e bottega
Maria Maddalena, 1565 circa
Stoccarda, Staatsgalerie Stuttgart

Spiccano tra i dipinti di Tiziano “Giovane donna con cappello piumato” (1534-1536) da San Pietroburgo Ermitage; Ritratto di giovinetta (1545 circa) da Napoli, Museo di Capodimonte; e poi il Ritratto di Eleonora Gonzaga della Rovere (1537) proveniente dagli Uffizi di Firenze e quello di Isabella d’Este in nero (1534-1536), bellezze distese e sicure di serena maestosità. E ancora Venere, Marte e Amore (1550) Danae ( 1554), Ritratto di donna (identificata con Lavinia, 1565), Lucrezia e suo marito (1515 circa) del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Allegoria della Sapienza (1560 circa) da Venezia, Biblioteca Marciana. Anche in queste tele ad olio Tiziano mette in mostra opulenza e sensualità tutte veneziane con le sue pennellate decise attraverso la dimensione e l’uso sorprendente dei colori che lo rendono per sempre un Maestro. La sua pittura superó lo stile dei suoi maestri: Giorgione stesso, Gentile e Giovanni Bellini eliminando la morbidezza pittorica che li caratterizzava e rinnovando la pittura con le sue variazioni cromatiche mediante un dinamismo di effetti di luce che creano effetti plastici e di profondità. Del resto è a tutti noto che i suoi colori erano luminosissimi, tanto che ad esempio le note di rosso, uno dei suoi colori preferiti, ancora oggi per la varietà particolarmente calda, è nota come “rosso Tiziano.

Tiziano
Venere Marte e Amore, 1550 circa
Olio su tela, 97×109 cm
Vienna, Kunsthistorisches Museum

Nato a Pieve di Cadore nel 1488/1490 e morto a Venezia 1576, Tiziano Vecellio coltivò la sua arte a Venezia e lavorando per importanti committenti europei come Carlo V, imperatore del Sacro romano impero, e Filippo II, re di Spagna, creando una sua nuova ed originale poetica con l’esaltazione del colore.

Altre opere in mostra sono di Giorgione di cui è possibile ammirare “Laura” (1506), sempre dal Kunsthistorisches Museum di Vienna mentre di Veronese sono presenti Lucrezia (1580-1583 circa), Giuditta (1580 circa), Venere e Adone (1586 circa) dal Kunsthistorisches Museum e Il Ratto di Europa (1578 circa) da Palazzo Ducale di Venezia. E poi si susseguono altri dipinti di Tintoretto tra cui La tentazione di Adamo ed Eva (1550-1553) della Galleria dell’Accademia di Venezia. Concludono il percorso opere di Paris Bordon, Giovanni Cariani, Bernardino Licinio, Moroni, Palma il Giovane e del Moretto.

Tiziano
Lucrezia e suo marito, 1515 circa
Vienna, Kunsthistorisches Museum

 Promossa e prodotta da Comune di Milano–Cultura, Palazzo Reale e Skira editore, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra ha come Main Partner La Fondazione Bracco, mentre il Corriere della Sera è il Media Partner e VeraLab è Social Media Partner. L’allestimento e la grafica sono progettati da Pierluigi Cerri Studio.

La cura e’ di Sylvia Ferino, già direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico internazionale: gli studiosi Anna Bellavitis, Jane Bridgeman, Enrico Maria Dal Pozzolo, Wencke Deiters, Francesca Del Torre, Charles Hope, Amedeo Quondam. Il catalogo è edito da Skira.

A. M. D. P.

PALAZZO REALE

Piazza del Duomo, 12, Milano, MI, Italia

Fino al 05/06/2022

di Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica dalle 10:00 alle 19:30

Info su palazzorealemilano.it.

Informazioni su annamariadipaolo

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