Città di Castello: ‘La Luce del nero” di Alberto Burri

Città di Castello: ‘La Luce del nero”

di Alberto Burri

Alberto Burri: Combustione Legno, 1955, Legno, vinavil, combustione su tela 88,5 x 160 cm

La ricerca di Alberto Burri sul colore nero iniziò con il materico Nero 1, nel 1948, in cui un piccolo quadrato azzurro nella tela risaltava cromaticamente il colore buio. Ma è negli anni Settanta e Ottanta che l’Artista sviluppò maggiormente l’intensità di questo colore nelle sue opere tanto che dipinse di un nero totale anche gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello, edifici industriali che acquistò e restauro’ come sede del museo dei suoi cicli pittorici. Ed è proprio in questi grandi spazi degli Ex Seccatoi del Tabacco – che riaprono dopo 7 anni di lavori e 10 milioni di investimento – che si è appena inaugurata la mostra ”La Luce del nero”, a cura di Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri, che in un saggio in catalogo sottolinea come il più scuro dei colori, il nero, diventa colore.

Alberto Burri: Ferro E, 1958, Ferro 102,5 x 88 cm

Accompagnano l’esposizione lavori di altri grandi artisti che ugualmente si sono confrontati col nero, maestri come Lucio Fontana, Enrico Castellani, Emilio Isgrò, Mario Schifano, Jannis Kounellis, Bizhan Bassiri, Hans Hartung e, tra altri, Parmiggiani, Nunzio, Lo Savio, Morris, Nevelson,, Soulages e Tàpies.

E nel segno del nero, del buio e della caecitas c’è il richiamo alla poesia e allo sguardo interiore in una percezione sensoriale che, tramite il linguaggio braille, consente anche agli ipovedenti di avvicinarsi ai materiali usati da Burri per la sua pittura “informale” . Così, toccando i pannelli in braille e le riproduzioni in scala con catrame, legno, pomice, ferro, plastica, tessuto, cellotex e caolino si ha una avvolgente esperienza.

La luce del nero

Infine, era anche imprescindibile il richiamo di Kazimir Malevič , protagonista della corrente Suprematista russa, che nel 1915 ideo’ il famoso Quadrato nero su fondo bianco, opera di cui in mostra viene riprodotta l’ l’immagine in una stampa.

Insomma, tanti grandi artisti del Novecento hanno utilizzato il nero, che ha preceduto la luce, e il cui concetto è stato esteso alla “materia oscura” dell’universo” e Burri, non da meno, ne ha fatto la centralità della sua ricerca in quel periodo.

A. M. D. P.

Louise Nevelson: Senza titolo, 1976, ca. Legno dipinto nero 243,8 x 122 x 49 cm

Città di Castello. Ex Seccatoi di Tabacco e Palazzo Albizzini 38 opere di Alberto Burri fino al 28 agosto.

Ufficio stampa: simone@studioesseci.net

Informazioni su annamariadipaolo

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