Venezia. 59esima Esposizione internazionale d’arte 2022

Venezia. 59esima Esposizione

All’insegna della pandemia e ora della guerra in Ucraina, l’Edizione della Biennale Arte di Venezia 2022 ha preso avvio da “Il latte dei sogni”, titolo di un libro di favole di Leonora Carrington, scrittrice e pittrice britannica (1917-2011), artista surrealista dal variegato mondo magico e fantastico.

E, come sempre, quando si vuole fuggire dalla realtà ci si rifugia nel sogno!

Questa edizione della Biennale Arte, diretta da Cecilia Alemani e presieduta da Roberto Cicutto, si articola su tre aree tematiche: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi, metamorfosi fisiche e di individualità post-umane, legami tra il razionale e l’onirico con multiculturali performance; la relazione tra gli individui e le tecnologie, ampia tematica sempre più presente nelle nostre vite, e la focalizzazione sull’identità di genere.

Presenti 213 artiste e artisti provenienti da 58 Paesi, sono 1.433 le opere e gli oggetti esposti, e 80 le nuove produzioni.

Si è utoescluso il Padiglione Russia.

All’interno della narrazione generale si snodano cinque piccole mostre tematiche distribuite al Padiglione Centrale e alle Corderie che mettono in relazione opere del passato e creazioni recenti che evidenziano ricerche storiche di artiste delle avanguardie storiche come Leonor Fini, Carol Rama, Dorothea Tanning e Remedios Varo.

E poi un focus sulla Poesia Visiva e Concreta, presente già alla Biennale Arte 1978, con le poesie concrete di Mirella Bentivoglio.

Conservazione e innovazione è dunque la consueta antinomia della Biennale di Venezia tra le opere che si snodano tra i padiglioni ai Giardini e all’Arsenale.

Nel Padiglione tedesco, Maria Eichhorn (Bamberga, 1962) ha elaborato un progetto di sottrazione: toglie infatti l’ intonaco alle pareti e la copertura del pavimento mostrando le fondamenta del padiglione stesso che così crea un senso di disfacimento e distruzione programmata.

Simile operazione, ma di rifacimento ha operato nel Padiglione della Spagna – Ignasi Aballí (Barcellona, 1958 )

“Correzione” dello stesso spazio espositivo: un progetto concettuale col quale ha “corretto” con una rotazione di dieci gradi la struttura del Padiglione stesso, costruito dall’architetto Javier Luque nel 1922 e a cui negli anni Cinquanta Joaqúin Vaquero aveva aggiunto una lineare facciata. Bea Espejo, curatrice del Padiglione dice che “La rotazione è un gesto fisico che implica una lettura simbolica. Funziona come meta-esposizione: un progetto artistico con l’antitesi “tra dritto e storto, pieno e vuoto, tra dentro e fuori, antico e nuovo, tra giusto e sbagliato, visibile e invisibile, tra copia e originale, architettura e scultura; tra una costruzione temporanea e una permanente”.

Nel Padiglione della Gran Bretagna, Sony Boyce (Londra, 1962) col progetto “Feeling her way” presenta una videoinstallazione con cinque schermi in cui altrettante voci femminili compongono voce, suono, grido, corpi neri che si fondono in un unicum lirico.

L’altro progetto là presente è “Devotional”, tutto incentrato sulla musica Black.

Padiglione degli Stati Uniti

Simone Leight (Chicago, 1967), di origine giamaicana, con varie sculture in bronzo e ceramica di donne nere – infatti fa spesso uso di temi e stili prelevati dall’arte africana – racconta le tradizioni artistiche dell’Africa e della dispersione africana, con elementi di cultura afroamericana di cui troviamo all’ingresso una enorme scultura in cui giganteggia un corpo nero femminile cui fa da sfondo una conchiglia su un tumulo di paglia.

Padiglione della Francia – Zineb Sedira (Parigi, 1963)

Zineb Sediraè, artista araba, nata in Francia da genitori algerini, con “Les rêves n’ont pas de titre” / I sogni non hanno titolo, confronta cinema italiano e francese degli anni ’60 mescolando cinema-sogno e realtà in un ambiente domestico con letto, tavolino, mobile bar che raccontano il passato coloniale della Francia e la storia dell’Algeria attraverso la musica, la danza e il cinema, da Lo straniero di Camus a Luchino Visconti.

Per il Padiglione del Belgio, Alÿs

. The Nature of the Game – Francis Alÿs. Credit: Roberto Ruiz.)

presenta dei film realizzati in Afghanistan, Belgio, Canada, Repubblica Democratica del Congo, Hong Kong, Messico e Svizzera, luoghi in cui le “occasioni” della vita l’ hanno condotta. Per Alÿs, riprendere dei bambini in uno spazio pubblico è un modo per stabilire un contatto con un luogo e fare una conoscenza preliminare dei suoi codici socioculturali: ed è da questo primo momento di osservazione che nasce il suo progetto di tipo documentaristico. 

Padiglione Italia

Con “Storia della notte e destino delle comete” presenta

uno specchio che riflette la realtà tragica di questi tempi e indicare a “che punto siamo della notte e siamo a un punto molto fondo della notte: c’è una catastrofe economica, una catastrofe ambientale, c’è una guerra. Direi che più notte di così è difficile” dice Gian Maria Tosatti, unico artista del padiglione, in concerto con Eugenio Viola, curatore.

Il padiglione, mutato a livello spaziale, rimanda alla precarietà dell’oggi che sottolinea Eugenio Viola riguarda ognuno di noi, parte dalla relazione tra l’uomo e l’ambiente circostante. Ci sono echi, per esempio, della Dismissione di Ermanno Rea, parte della storia della dismissione dell’Ilva di Bagnoli, quindi una storia di Napoli, però ci si specchia un po’ tutta l’Italia”.

padiglione iItalia, dell’artista Gian Maria Tosatti

Tra moltissime altre proposte, infine, si dà conto del Padiglione del Lichtenstein – creato da Visarte Lichtenstein, a cura di Letizia Ragaglia direttrice del Kunstmuseum – che misura 90 x 90 x 90 centimetri, è pertanto semovente e contiene 28 mini opere di artisti del Principato. E c’è anche un cataloghino della stessa taglia. Arte sostenibile di un Paese tra i più piccoli del mondo. Gli artisti presenti sono di diverse generazioni: Manfred Naesher (1973), Lilian Hasler (Arau, 1960), Karin Ospelt (1989) tra i 28 che hanno prodotto opere ridotte in scala.

La Biennale presenta in sintesi una marea di opere, come sempre, da vedere.

Anna Maria Di Paolo

59.a Mostra Internazionale d’Arte Venezia, 2022: fino al 27 novembre 2022.

Orari: Giardini / Arsenale / Forte Marghera, dal 23 aprile al 25 settembre, ore 11 – 19
dal 27 settembre al 27 novembre, ore 10 – 18.

Solo sede Arsenale, fino al 25 settembre: ven e sab fino alle ore 20. Chiuso il lunedì.

Acquisto biglietti esclusivamente online. Intero 25 euro.

Altre informazioni su: labiennale.org.

Informazioni su annamariadipaolo

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