Biennale di Venezia 2022. DIMISSIONI del curatore e degli artisti del Padiglione della Federazione Russa


Comunicazione della Biennale di Venezia

sulla decisione del curatore e degli artisti 

del Padiglione Russo alla Biennale Arte 2022

Venezia, 28 febbraio 2022 – La Biennale di Venezia ha appreso la decisione del curatore e degli artisti del Padiglione della Federazione Russa i quali, rassegnando le dimissioni, annullano di fatto la partecipazione alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte.

La Biennale esprime piena solidarietà per questo atto coraggioso e nobile e condivide le motivazioni che hanno portato a questa scelta, che drammaticamente raffigura la tragedia in cui si trova l’intera popolazione dell’Ucraina.

La Biennale resta il luogo di incontro fra i popoli attraverso le arti e la cultura e condanna chi impedisce con la violenza il dialogo nel segno della pace.

Lorenzo Quin. Building Bridges – in nome di sei valori universali dell’uomo: l’amore, l’amicizia, la saggezza, l’aiuto, la fede e la speranza con sei coppie di mani all’Arsenale d i Venezia 2019

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LOUISE NEVELSON PERCISTENCE alle Procuratie Vecchie di Venezia|

LOUISE NEVELSON PERCISTENCE

alle Procuratie Vecchie di Venezia|

Con l’esposizione “Louise Nevelson. Persistence” l’Artista americana torna alla Biennale Arte di Venezia dopo sessanta anni, infatti era il 1962 quando fu chiamata a rappresentare gli Stati Uniti nel Padiglione americano.

La mostra, che riunirà sessanta lavori realizzati dalla Nevelson tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, è curata da Julia Bryan-Wilson, docente di Arte Moderna e Contemporanea a Berkeley, Università della California.

Articolata in nove sale delle Procuratie Vecchie sarà la più ampia e approfondita rassegna realizzata in Italia dal 2013.

Il percorso intende sottolineare la relazione tra il lavoro della Nevelson come scultrice e la sua pratica costante dedicata ai collage e agli assemblaggi da parete. Vari anche i lavori con altri materiali non convenzionali come legno grezzo, metallo, cartone, carta vetrata, pellicola di alluminio.

Louise Nevelson, nata a Pereiaslav, vicino a Kiev, nel 1899,(N. Y. + 1988), emigrò con la famiglia nel 1905 negli Stati Uniti, stabilendosi nel Maine. Nel 1920, poi, si trasferì a New York dove studiò presso la Art Students League. Negli anni Trenta fu assistente di Diego Rivera, e più tardi insegnante d’arte con la Works Progress Administration. Nel 1941 fece la prima mostra personale alla Nierendorf Gallery di New York. A seguito di viaggi in Guatemala e in Messico nei primi anni Cinquanta creò le sue prime sculture in legno. Nel corso dei quattro decenni successivi, la Nevelson divenne una tra gli artisti più originali degli Stati Uniti per le grandi sculture monocromatiche in legno composte da multipli elementi astratti, spesso disposti in griglie di compartimenti geometrici. Le opere della Nevelson, legate poi al Cubismo e al Costruttivismo, sperimentarono sempre nuove forme e nuovi materiali sia nelle sculture sia negli assemblage e nei collage.

L’ Artista, che si definì “la riciclatrice originale”, ha spesso utilizzato scarti di legno o altri “detriti urbani” che trovava in giro per la città e che dipingeva a spruzzo mascherandoli nel loro uso e significato effettivi posizionandoli in disposizioni molto intricate simili a puzzle. “Louise ha portato una prospettiva femminile in un campo dominato dagli uomini. All’epoca solo gli uomini erano conosciuti per la realizzazione di sculture importanti. Non era intimidita da nuove idee o creatività, e così è stata una scultrice eccezionale che ha ridefinito la femminilità nell’arte della scultura”.

È la Louise Nevelson Foundation che coltiva la sua eredità con mostre sia nei musei che negli spazi pubblici delle più importanti città americane. A New York un gruppo di sue sculture monumentali in acciaio sono collocate in permanenza nella Louise Nevelson Plaza, nel Financial District ben adattandosi al contesto urbano. Nove sue sculture da parete si trovano poi nella Chapel of the Good Sheperd della Chiesa di Saint Peter a Midtown Manhattan. Altre sue opere sono nelle collezioni dei maggiori musei americani, tra cui il Metropolitan e Il Museum of Modern Art di New York; la National Gallery of Art di Washington, il Los Angeles County Museum of Art e il San Francisco Museum of Modern Art. Anche i musei europei annoverano sue opere, tra questi la Tate di Londra, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk in Danimarca e il Moderna Museet di Stoccolma.

La mostra di Venezia consente inoltre di vedere anche le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco che per la prima volta in 500 anni di storia saranno aperte al pubblico, dopo un lungo restauro ad opera di David Chipperfield Architects Milan, che è anche advisor della mostra.

Il design dell’esposizione è stato sviluppato dallo studio veneziano Torsello Architettura.

La grande mostra della Nevelson è un Evento Collaterale ufficiale della 59. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

A. M. D. P.

Info:

Procuratie Vecchie di Piazza San Marco, secondo piano (ingresso da San Marco 1218/b)

Dal 23 aprile all’ 11 settembre 2022

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10-18

Web site: louisenevelsonvenice.com

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MILANO. PALAZZO REALE. TIZIANO E L’IMMAGINE DELLA DONNA NEL CINQUECENTO VENEZIANO

TIZIANO E L’IMMAGINE DELLA DONNA NEL CINQUECENTO VENEZIANO

Tiziano. Isabella d’Este, 1534-1536, Kunsthistorisches Museum.

Tiziano divenne l’artista più famoso di Venezia alla morte di Giorgione e Bellini perché di fatto rimase l’unico grande senza alcuna concorrenza giacché anche Sebastiano del Piombo parti’ per Roma, proprio per sfuggire alla sua concorrenza diretta. In seguito la sua nomina a pittore ufficiale della Serenissima, ruolo che ricopri’ per 60 anni, consacrò definitivamente la carriera di Tiziano che fu tra i pochi a conquistare anche un mercato dell’arte europea.

La sua capacità sorprendente di usare i colori, inoltre, divenne più audace divenendo un autentico maestro del Rinascimento.

Ora a Palazzo Reale si è aperta una grande mostra dedicata all’immagine della donna nel Cinquecento nella pittura di Tiziano e di altri grandi artisti: Giorgione, Lotto, Palma il Vecchio, Veronese e Tintoretto.

Tiziano Vecellio, Giovane donna con cappello piumato, 1534-1536 , San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

L’ esposizione si compone di cento opere, di cui 47 dipinti, di cui 16 di Tiziano, e poi sculture, oggetti di arte applicata, gioielli, libri e grafica, oltre ad una creazione omaggio di Roberto Capucci a Isabella d’Este (1994); e tutto illustra la bellezza della donna nella visione degli artisti.

Le opere dislocate in otto sezioni, esaltano comunque non tanto la bellezza fine a stessa, con ritratti idealizzati di sante, eroine e di divinità, ma evidenziano anche il carattere delle donne delle diverse classi sociali e il loro accresciuto ruolo sociale nella Venezia rinascimentale con ritratti realistici.

La donna a Venezia giunse infatti a contrastare il predominio patriarcale e di assoggettamento consolidato affermando il suo valore intellettuale e umano. In città le donne vantarono diritti sui beni personali, sui figli, esigendo inoltre le libertà sociali come la stipula di contratti e la gestione di attività varie compresa quella di cortigiana o di “donna di strada” ormai rispettate. Così i pittori colsero il cambiamento e lo dipinsero.

Tiziano e bottega
Maria Maddalena, 1565 circa
Stoccarda, Staatsgalerie Stuttgart

Spiccano tra i dipinti di Tiziano “Giovane donna con cappello piumato” (1534-1536) da San Pietroburgo Ermitage; Ritratto di giovinetta (1545 circa) da Napoli, Museo di Capodimonte; e poi il Ritratto di Eleonora Gonzaga della Rovere (1537) proveniente dagli Uffizi di Firenze e quello di Isabella d’Este in nero (1534-1536), bellezze distese e sicure di serena maestosità. E ancora Venere, Marte e Amore (1550) Danae ( 1554), Ritratto di donna (identificata con Lavinia, 1565), Lucrezia e suo marito (1515 circa) del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Allegoria della Sapienza (1560 circa) da Venezia, Biblioteca Marciana. Anche in queste tele ad olio Tiziano mette in mostra opulenza e sensualità tutte veneziane con le sue pennellate decise attraverso la dimensione e l’uso sorprendente dei colori che lo rendono per sempre un Maestro. La sua pittura superó lo stile dei suoi maestri: Giorgione stesso, Gentile e Giovanni Bellini eliminando la morbidezza pittorica che li caratterizzava e rinnovando la pittura con le sue variazioni cromatiche mediante un dinamismo di effetti di luce che creano effetti plastici e di profondità. Del resto è a tutti noto che i suoi colori erano luminosissimi, tanto che ad esempio le note di rosso, uno dei suoi colori preferiti, ancora oggi per la varietà particolarmente calda, è nota come “rosso Tiziano.

Tiziano
Venere Marte e Amore, 1550 circa
Olio su tela, 97×109 cm
Vienna, Kunsthistorisches Museum

Nato a Pieve di Cadore nel 1488/1490 e morto a Venezia 1576, Tiziano Vecellio coltivò la sua arte a Venezia e lavorando per importanti committenti europei come Carlo V, imperatore del Sacro romano impero, e Filippo II, re di Spagna, creando una sua nuova ed originale poetica con l’esaltazione del colore.

Altre opere in mostra sono di Giorgione di cui è possibile ammirare “Laura” (1506), sempre dal Kunsthistorisches Museum di Vienna mentre di Veronese sono presenti Lucrezia (1580-1583 circa), Giuditta (1580 circa), Venere e Adone (1586 circa) dal Kunsthistorisches Museum e Il Ratto di Europa (1578 circa) da Palazzo Ducale di Venezia. E poi si susseguono altri dipinti di Tintoretto tra cui La tentazione di Adamo ed Eva (1550-1553) della Galleria dell’Accademia di Venezia. Concludono il percorso opere di Paris Bordon, Giovanni Cariani, Bernardino Licinio, Moroni, Palma il Giovane e del Moretto.

Tiziano
Lucrezia e suo marito, 1515 circa
Vienna, Kunsthistorisches Museum

 Promossa e prodotta da Comune di Milano–Cultura, Palazzo Reale e Skira editore, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra ha come Main Partner La Fondazione Bracco, mentre il Corriere della Sera è il Media Partner e VeraLab è Social Media Partner. L’allestimento e la grafica sono progettati da Pierluigi Cerri Studio.

La cura e’ di Sylvia Ferino, già direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico internazionale: gli studiosi Anna Bellavitis, Jane Bridgeman, Enrico Maria Dal Pozzolo, Wencke Deiters, Francesca Del Torre, Charles Hope, Amedeo Quondam. Il catalogo è edito da Skira.

A. M. D. P.

PALAZZO REALE

Piazza del Duomo, 12, Milano, MI, Italia

Fino al 05/06/2022

di Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica dalle 10:00 alle 19:30

Info su palazzorealemilano.it.

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Linea del Tempo in Lombardia dai Camuni al Novecento.

Linea del Tempo in Lombardia dai Camuni al Novecento.

La storia dell’uomo in Lombardia che prende avvio dalle incisioni rupestri della Valle Camonica alla romanizzazione, alle invasioni barbariche, all’epoca longobarda, al Medioevo, allo splendore del Rinascimento e fino ai primi decenni del Novecento, con la Cappella Espiatoria di Monza, è il filo conduttore di un progetto in itinere per immagini e schede attraverso i secoli in una mappa interattiva dei musei della Lombardia.

La pagina dedicata all’opera specifica ad esempio ha sette livilli di informazioni che permettono di indagare l’oggetto sotto l’aspetto storico, materiale e di inserirlo in un contesto di eventi salienti sia storici sia culturali.

Ed è così che la storia della Lombardia sarà percorribile dal Paleolitico alla Belle Époque, seguendo la Linea del Tempo nelle immagini di reperti esposti nei 13 Musei Statali che fanno capo alla Direzione Regionale Musei Lombardia del Ministero della Cultura, diretta da Emanuela Daffra.

Un viaggio ricco di storia e di arte ora disponibile on line, gratuitamente,all’indirizzo www.timelinemuseilombardia.org.

Questo lavoro, per ora di 180 immagini, ha coinvolto Valentina Cane, Giulia Valcamonica ed Elisa Grassi, della Direzione regionale lombarda.

Lo strumento “Time Zoom” consente, inoltre, di addentrarsi in un periodo specifico scoprendo, per esempio, che Leonardo finì di realizzare l’Ultima Cena a Santa Maria delle Grazie nell’anno in cui i francesi, sotto il comando di Gian Giacomo Trivulzio, conquistarono Milano e costrinsero Ludovico il Moro alla fuga.

Il sistema gestisce la complessità delle informazioni in modo agile e comprensibile, ed è concepito per accogliere progressivamente l’intero patrimonio dei tredici musei.

Direzione regionale Musei Lombardia

Ufficio Comunicazione
drm-lom.comunicazione@beniculturali.it


in collaborazione con:
www.studioesseci.net;
roberta@studioesseci.net, referente Roberta Barbaro

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MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA 2022

MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA 2022

Leonora Carrington

Alla Biennale di Venezia 2022 «La mostra Il latte dei sogni prende il titolo da un libro di favole dell’ ’artista surrealista Leonora Carrington (1917-2011) il cui mondo magico è pieno di immaginazione. La direttrice Cecilia Alemani ha tenuto

molte conversazioni con gli artisti rilevando il loro interesse per le questioni che hanno dominato le scienze, le arti e i miti del nostro tempo. Da qui gli interrogativi che fanno da guida a questa edizione della Biennale Arte, la cui ricerca si concentra in particolare attorno a tre aree tematiche: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi; la relazione tra gli individui e le tecnologie; i legami che si intrecciano tra i corpi e la Terra

«Distribuite lungo il percorso espositivo al Padiglione Centrale e alle Corderie, cinque piccole mostre tematiche a carattere storico costituiscono una serie di costellazioni nelle quali opere d’arte, oggetti trovati, manufatti e documenti sono raccolti per affrontare alcuni dei temi fondamentali della mostra.

Concepita e realizzata in un periodo di grande instabilità e incertezza, la mostra posticipata di un anno,

offrirà la possibilità di un nuovo inizio con opere di giovani artisti.

La Curatrice ha accettato di realizzare il primo College Arte nella storia della Biennale, che si affianca a quelli di Cinema, Danza, Teatro e Musica. Così tre artiste e un artista esporranno le loro opere fuori concorso con uguale dignità degli altri.

La Mostra si articolerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale con 213 artiste e artisti provenienti da 58 nazioni. Sono 26 le artiste e gli artisti italiani;180 le prime partecipazioni, 80 le nuove produzioni.

Sono 5 i paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica del Camerun, Namibia, Nepal, Sultanato dell’Oman e Uganda. Repubblica del Kazakhstan, Repubblica del Kirghizistan e Repubblica dell’Uzbekistan partecipano per la prima volta con un proprio padiglione.

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, sarà a cura di Eugenio Viola.

Numerosi saranno anche gli eventi Collaterali organizzati in numerose sedi di Venezia oltre ai progetti speciali. Auguri!

Venezia (Giardini e Arsenale) 23 aprile – 27 novembre 2022

Sito web ufficiale della Biennale Arte 2022: www.labiennale.org  

Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2022 #IlLatteDeiSogni #TheMilkOfDreams

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Mantova. Stefano Ciaponi “Viaggiatori sognanti”. Galleria Arianna Sartori

Stefano Ciaponi è un artista che accanto alla pittura coltiva l’ incisione, interesse oggi abbastanza raro nel settore. E tale predilezione non è dovuta soltanto ai suoi studi accademici a Firenze, quanto ad una vera passione che continua nel tempo. Qui, tuttavia, con la guida di Ferdinando Farulli per la pittura e di Domenico Viggiano per l’incisione, aveva raffinato le sue predilezioni coltivate in precedenza presso l’Istituto d’Arte di Lucca, dove si era diplomato egregiamente.

Il vivace interesse al designo, alla pittura e all’incisione, inoltre, non sono realizzati solo a livello personale, ma continuano per Ciaponi anche a livello di trasmissione educativa mediante l’insegnamento di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Carrara.

Ora un núcleo significativo di sue opere e’ esposto alla “Arianna Sartori” di Mantova nella sede di Via Cappello 17, col nuovo ciclo “Viaggiatori sognanti”.

Si tratta di tecniche miste, tempere e disegni in cui Ciaponi, come in un un sogno pittorico, intesse elementi onirici e poetici in un intreccio suggestivo e surreale.

Si potrebbe dire che Ciapone, tramite le piccole cose quotidiane semplici e per lo più ignorate dal frastuono della vita quotidiana, imbastisca la sua poetica contraddistinta dalla instabilità e fuggevolezza della vita quotidiana con uno stile

In cui la luce e il colore danno luogo a forme primarie di “Realismo Magico”, simile a delle favole metafisiche.

che travalica l’elemento concreto del graffio su una specie di intonaco materico.

Numerose le mostre personali e collettive di Stefano Ciaponi in Italia ed all’estero, sia nei musei sia nelle gallerie private.

A. M. D. P.

Bibliografia essenziale:

2002 – Rossana Bossaglia, “Stefano Ciaponi. Fuga nei girdini dell’immaginario”, catalogo monografico, Livorno.

2006 – Giorgio Seveso e Leo Strozzieri, “Stefano Ciaponi. Prove di volo”, catalogo monografico, Museo Michetti, Francavilla (CH), edizione a cura di Tonino Bosica, Montesilvano (PE).

2010 – Arianna Sartori, “Incisori moderni e contemporanei”, Libro secondo, Mantova, Centro Studi Sartori per la Grafica.

2019 – Arianna Sartori, “Acquerellisti Italiani”, Archivio Sartori Editore, Mantova.

Mantova. Stefano Ciaponi “Viaggiatori sognanti”.

Galleria Arianna Sartori. Fino al 3 febbraio 2022.

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Partenone: il Reperto Fagan ora al Museo archeologico di Palermo andrà ad Atene

Un accordo culturale di straordinaria importanza internazionale ha previsto il trasferimento ad Atene

del Reperto Fagan, attualmente custodito al Museo archeologico regionale di Palermo.

Si tratta del piede di una Dea, Peitho o Artemidedel frammento di una lastra appartenente al fregio orientale del Partenone, con i compositi  drappeggi della veste 

Un gesto, voluto dall’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, in accordo col ministro greco della Cultura e dello Sport, Lina Mendoni,

La Sicilia, così, fa, diventa antesignana del problema del ritorno in Grecia dei reperti dei Partenone, dando così il proprio contributo determinante al dibattito in corso da tempo a livello mondiale. 

L’accordo, ai sensi dell’articolo 67 del nostro Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, prevede il suo trasferimento per quattro anni  e lo scambio di reperti archeologici tra le due prestigiose istituzioni museali, 

 Il frammento appartenente al Partenone è da tempo conservato a Palermo perché parte della collezione archeologica del console inglese Robert Fagan e poi acquistata dalla Regia Università di Palermo nel 1820. 

Sono la statua acefala di Atena, del V secolo a.C.,

e un’anfora dell’VIII secolo a.C. Un’intesa che prevede anche l’organizzazione di iniziative in comune che saranno realizzate in partnership dai due musei su temi d’interesse culturale di respiro internazionale.

Da Atene arriveranno a Palermo due reperti delle collezioni del Museo dell’Acropoli, sempre per quattro anni:

La Sicilia, unica Regione italiana con proprietà e competenza esclusiva sui Beni Culturali del proprio territorio, ha

la volontà per di più di un ritorno del reperto in Grecia a tempo indeterminato. A questo proposito, inoltre, ha chiesto al ministero della Cultura della Repubblica Italiana l’iter che porti a tale esito definitivo in accordo col Comitato per il recupero e la restituzione dei Beni Culturali istituito presso il ministero. 

Il ritorno ad Atene del frammento conferma quel sentimento di fratellanza culturale che lega Sicilia e Grecia, nell’osservanza delle comuni radici mediterranee e dei profondi legami tra i due Paesi dal tempo della Grecia classica le delle sue colonie nella Magna Grecia di Sicilia.

L’ accordo infine giunge a corollario dell’anno della celebrazione della lotta per l’indipendenza della Grecia e a pochi mesi di distanza dalla Decisione del 29 settembre 2021 con cui la Commissione Intergovernativa dell’Unesco ha Promosso la Restituzione dei Beni Culturali ai Paesi d’Origine (Icprcp). 

In tale ambito ha richiamato «il Regno Unito affinché riconsideri la sua posizione e proceda in un dialogo con la Grecia» che dal 1984 ha richiesto la restituzione delle sculture del Partenone, tuttora conservate presso il British Museum di Londra.

L’accordo di collaborazione del Governo della Sicilia con il Museo dell’Acropoli di Atene sottolinea dunque l’eccezionale rilevanza internazionale e una decisione culturale che mai prima d’ ora è stata presa da nessun altro Paese!

In collaborazione con www.studioesseci.net

Ref. Roberta Barbaro roberta@studioesseci.net,

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Ad Abano Terme omaggio a “Robert Capa. Fotografie oltre la guerra”

Henri Matisse in his studio, Nice, France, August 1949 © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

Capa e’ un grande fotografo con una personalità composita come il variegato interesse per i soggetti delle sue vibranti immagini.

Straordinario interprete di ben cinque grandi conflitti ( La guerra civile spagnola (1936 – 1939) La seconda guerra Sino-Giapponese (1938) Seconda Guerra Mondiale (1941 – 1945) Guerra Arabo – Israeliana (1948) e Prima guerra d’Indocina (1954) ) di cui testimonió il dramma e la sofferenza, Capa è stato anche un raffinato testimone della cultura dei suoi anni fotografando celebri personaggi come Picasso, Hemingway e Matisse realizzando l’ essenza della loro personalità.

Ed è proprio su questo aspetto che Abano Terme a Villa Bassi Rathgeb dedica un omaggio a “Robert Capa. Fotografie oltre la guerra” , una mostra originale con cento sue fotografie poco conosciute.
L’ esposizione, curata da Marco Minuz e promossa dal Comune di Abano, ha pertanto l’obiettivo di oltrepassare la sua indubbia centralita’ di fotografo di guerra per far conoscere altresì
i suoi reportage dedicati a film importanti come ad esempio Notorius di Alfred Hitchcock, nel quale diventa fotografo di scena con rilevanti immagini tra cui quelle di Ingrid Bergman che lo aveva presentato al regista.
In seguito realizzò ritratti fotografici di Humphrey Bogart e John Houston, di Gina Lollobrigida e dell’ intensa Anna Magnani. Nell’ambito del Neorealismo realizzò inoltre straordinarie immagini sul set di Riso Amaro, con ritratti memorabili di Silvana Mangano e Doris Dowling.
Il suo stile inconfondibile privo di retorica gli consentì dunque di realizzare sempre immagini forti e potenti pubblicate nelle più importanti riviste internazionali, fra le quali Life e Picture Post.

Pablo Picasso with Françoise Gilot and his nephew Javier Vilato. Golfe-Juan, France, August 1948 © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

La mostra, tra altro, è arricchita da una sezione dedicata alla collaborazione tra lo scrittore americano Steinbeck e Robert Capa che darà avvio al progetto “Diario russo”.
Nel 1947 John Steinbeck e Robert Capa decisero di partire insieme per un viaggio alla scoperta di quel nemico che era stato l’alleato più forte nella seconda guerra mondiale: l’Unione Sovietica. In questo Paese, tra i meno esplorati dai giornalisti, il reportage fa emergere l’ umanità delle persone e la bellezza dei luoghi superando i tanti pregiudizi dell’ epoca. Ne emerse un resoconto sulla vita quotidiana di un popolo ben lontano dall’American way of life con immagini che raccontano in maniera reale e priva di ideologia la vita a Mosca, Kiev, Stalingrado e nella Georgia ed è per questo che costituiscono un documento storico straordinario di un’epoca, tanto che il New York Times definí il Diario “un libro magnifico”.

Un’ altra sezione è dedicata alla nascita dello Stato d’Israele.

Robert Capa, ungherese di origine ebraica, emigrato in Germania e poi in Francia e negli Stati Uniti, fondatore della più famosa agenzia fotografica di sempre la Magnum Photos, con Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger, William Vandivert, vi si recò per documentare la prima guerra arabo-israeliana del 1948 e le fasi iniziali della costituzione del nuovo Stato.
Insomma, Robert Capa ha utilizzato la fotografia per testimoniare una verità del difficile Novecento ed è riuscito a farlo sempre con passione e determinazione superando ogni convenzione.

Come e’ noto, durante la guerra francese in Indocina nel 1954, per riprendere una scena integrale mise il piede su una mina antiuomo e morì a soli 40 anni.

Abano Terme: 15 Gennaio 2022 – 05 Giugno 2022

Per info orari e biglietti: http://www.museovillabassiabano.it

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DANTE ALLA PILOTTA DI PARMA

Una grande mostra, due percorsi monografici paralleli se pur fisiologicamente congiunti, la scoperta di una sede magnifica, le Scuderie Ducali appena restaurate e rese sede espositiva della Grande Pilotta. È quanto la Direzione del Complesso monumentale della Pilotta propone, dal prossimo 20 novembre al 13 febbraio 2022, nell’ambito del progetto “Dante e la Divina Commedia in Emilia Romagna”, un percorso espositivo diffuso che valorizza il patrimonio dantesco di 14 biblioteche e archivi storici in cui l’autore della Commedia, dopo l’esilio, trovò la sua seconda patria.
Il titolo del progetto – Un splendor mi squarciò ’l velo – tratto dal trentaduesimo Canto del Purgatorio ha ricevuto il prestigioso patrocinio del comitato per le celebrazioni Dantesche. È l’apporto della Nuova Pilotta voluto dal direttore Simone Verde ed è tra quelli di maggiore qualità e che di fatto chiude in grande stile i festeggiamenti in onore del sommo poeta in questo 2021. La mostra è a cura di Giuseppa Zanichelli e Simone Verde.
A prefigurarne il contenuto della mostra sono le due citazioni del sottotitolo, ovvero “il codice 3285” e il nome di Scaramuzza. Il codice citato è uno dei maggiori tesori della Biblioteca Palatina, capolavoro già appartenente ai Danti del Cento, è riconosciuto come una delle più antiche trascrizioni della Commedia dantesca (risale ai primi del ’300), dotato di uno straordinario apparato decorativo. Il volume è stato recentemente oggetto di una campagna di restauro e della completa digitalizzazione finanziato dal Lions Club di Parma. Intorno, e accanto, Giuseppa Zanichelli ha ideato un percorso che svela al pubblico l’importantissimo patrimonio di opere dantesche, manoscritte e a stampa, posseduto dalla Biblioteca Palatina. Tesori bibliografici (e artistici) acquisiti nei secoli dai Farnese, dai Borbone e, infine, da Maria Luigia d’Austria per arricchire la loro Biblioteca.


La seconda citazione proposta nel sottotitolo menziona “Scaramuzza”. È riferita all’artista parmense Francesco Scaramuzza, che eseguì i dipinti murali con tecnica ad encausto a freddo tra il 1841 e il 1857, al fine di impreziosire con la sua opera la Sala Dante della Biblioteca Palatina, che conserva la magnifica raccolta di manoscritti, incunaboli ed edizioni rare dantesche, passione e vanto della ducea di Maria Luigia d’Asburgo. Questo prestigioso incarico diede spunto al pittore per una ulteriore impresa: illustrare l’intera Divina Commedia e già nell’anno del centenario, il 1865, a Firenze vennero esposte le sue tavole riguardanti l’Inferno.
Nel 1876 Scaramuzza termina l’avvenutura titanica di illustrare l’intera Commedia, in tutto 243 cartoni a penna, che sono l’oggetto dell’esposizione a lui riservata alle Scuderie Ducali. Lo studio di queste affascinanti opere ha consentito a Simone Verde di rileggere, in catalogo, l’opera di Scaramuzza alla luce della riscoperta della Commedia dantesca che, dopo secoli di sostanziale oblio, ebbe inizio nel secondo Settecento e nell’Ottocento, dapprima in Inghilterra per contagiare in successione la Francia e la Germania e influenzare infine anche l’Italia e lo stesso Scaramuzza.


Un splendor mi squarciò ’l velo offre, quindi, al visitatore la prima organica esposizione di codici danteschi che di norma sono aperti alla sola ammirazione degli studiosi e la scoperta dell’intero corpus – straordinario – di disegni danteschi dello Scaramuzza. Il tutto nel contesto delle restaurate Scuderie Ducali, nuovo spazio espositivo della Pilotta che si estende per una superficie complessiva di circa 1.500 mq ; da non perdere.

ORARI DI APERTURA:
20 novembre 2021- 13 febbraio 2022
Dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 18:30 (chiusura della biglietteria alle ore 17.45)
Lunedì chiusura settimanale
Accesso alla mostra da via Bodoni;

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CHIUSA A VENEZIA LA BIENNALE ARCHITETTURA 2021


Chiude la Biennale Architettura 2021

con oltre 300mila presenze

Superando il numero dell’edizione 2018 (pre-Covid)

Si è chiusa la 17. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Veneziacon 298.600 biglietti venduti, cui si aggiungono le 6.000 presenze durante la pre-apertura, superando così il numero dell’edizione 2018.

Nonostante l’anno particolare, che tante limitazioni ha imposto al sistema scolastico e universitario nazionale e internazionale, la presenza dei giovani sotto i 26 anni rappresenta il 32% dei visitatori totali. 

18.614 i visitatori che hanno partecipato alle visite guidate (+9% rispetto al 2018), di cui 7.125 hanno preso parte alle visite a partenza fissa (+ 214% rispetto al 2018).

Così il Presidente della Biennale Roberto Cicutto ha commentato i risultati:

“È riduttivo dire che siamo soddisfatti del successo della 17. Mostra Internazionale di Architettura. Grande è il sentimento di gratitudine verso tutti coloro che l’hanno resa possibile in tempi così difficili imposti dalla pandemia: il Ministero della Cultura, il Comune di Venezia, la Regione del Veneto, la Soprintendenza, il team del Curatore e de La Biennale di Venezia, ma anche tutti i partecipanti e il pubblico. Facile e ovvio ma indispensabile ripeterlo perché dietro c’è qualcosa di molto profondo che va al di là dell’analisi dei numeri e del gradimento dei contenuti della mostra.

La gran parte dei visitatori è italiana – fra essi molti sono veneziani o dei territori limitrofi – ed è consistente la parte di visitatori che hanno potuto raggiungere Venezia via terra dai Paesi più prossimi all’Italia. Molte sono state le famiglie, le ragazze e i ragazzi, professionisti di ogni età venuti alla Mostra avendo messo in calendario una visita a Venezia. Un vero nuovo patrimonio di donne e uomini che dobbiamo convincere a mantenere l’appuntamento con La Biennale di Venezia e magari estenderlo anche alle altre manifestazioni e festival (Arte, Cinema, Danza, Teatro e Musica).

Queste persone hanno colto appieno una realtà: cioè che la cultura è diventata più che mai elemento non accessorio per la qualità della vita di tutti, indispensabile a comprendere con più consapevolezza ciò che è accaduto al mondo intero negli ultimi due anni (e non solo).

Ma al tempo stesso sottolineo ancora una volta le qualità della realizzazione che ha accompagnato la Mostra, voluta e disegnata da Hashim Sarkis prima del Covid, che l’ha resa ancor più attuale e necessaria. Ringrazio infine tutti i Paesi partecipanti, che hanno costruito con tenacia la loro partecipazione a questa storica Biennale di Architettura 2021.”

Il curatore della Biennale Architettura 2021 Hashim Sarkis da parte sua ha dichiarato: 

“La 17. Mostra Internazionale di Architettura si è appena conclusa. Ma è ancora troppo presto per valutare il suo impatto, sia sul piano dell’architettura sia sulla traiettoria che prenderanno le idee e le pratiche future. Almeno fino alla prossima Biennale!

Parole e immagini hanno il proprio modo di viaggiare e spesso si diffondono ancora prima che si sia potuto assegnare loro un valore o un significato. Nell’immediato ci seducono, stimolano in noi passioni, e da ultimo si agganciano a un significato, a un certo spirito del tempo, diventandone le più efficaci illustrazioni. La nostra epoca nascente è alla ricerca di immagini, e queste sono alla ricerca del loro spirito. Per questo speriamo che i progetti presentati alla Biennale Architettura 2021 siano in grado di generare un nuovo immaginario, ma prendiamoci anche il tempo necessario per analizzarli, prima che essi possano svelarci qualcosa di più su di noi.

Le incertezze globali hanno solo reso più forte questa Biennale e hanno contribuito a rendere la domanda “How will we live together?” più attuale e urgente, anche se con qualche sfumatura di ironia. La pandemia non è stato soltanto un anno sprecato ma anche guadagnato. La pandemia ci ha regalato più tempo per riflettere e collaborare.“ (Si veda il testo integrale di Hashim Sarkis allegato)

I NUMERI DELLA MOSTRA

114     Architetti invitati alla Mostra Internazionale

12        Progetti sezione Co-Habitats (fuori concorso)    

11        Progetti sezione Stations (fuori concorso)           

4          Partecipazioni speciali (fuori concorso): Vuslat Foundation; Frontispiece: CULTURE-C1; Collective Exhibition: Future Assembly;  Sport Platform

1          Progetto Speciale: Padiglione delle Arti Applicate in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra

11        Meetings on Architecture – Expanded Programme

60        Partecipazioni Nazionali, di cui:

27        Partecipazioni Nazionali nei padiglioni storici ai Giardini

23        Partecipazioni Nazionaliall’Arsenale (con Italia)

10        Partecipazioni Nazionali nel centro storico di Venezia

3          Partecipazioni Nazionalipresenti per la prima volta: Grenada, Iraq e Repubblica dell’Uzbekistan

17        Eventi Collaterali

BIENNALE SESSIONS

Il progetto Biennale Sessions – dedicato alle Università, Accademie di Belle Arti, istituzioni di ricerca e formazione nel settore dell’architettura, delle arti visive e nei campi affini – ha favorito per il nono anno consecutivo la visita della Mostra a gruppi di studenti e docenti, registrando 102 università coinvolte di cui 30 università italiane e 72 straniereprovenienti da tutti i continenti. Con 9 università coinvolte, la Germania è il secondo paese per adesioni, seguito da Regno Unito (5), Spagna e Austria (4). In totale sono 2.809 gli studenti coinvolti nel progetto. 

ATTIVITÀ EDUCATIONAL E VISITE GUIDATE

13.148  i giovani e gli studenti che hanno partecipato alle attività educational 

601       gruppi 

2.590    insegnanti coinvolti nelle attività educational in sede espositiva

1.564    insegnanti coinvolti nelle preview dedicate

335       scuole partecipanti  

Il  51% dei giovani partecipanti alle attività educational proviene dal Veneto.

Un contributo importante è stato dato dai 30 cataloghi attivi: i giovani laureati, distribuiti lungo il percorso di Mostra secondo un progetto editoriale con l’obiettivo di fornire informazioni, hanno incontrato il favore e la riconoscenza dei visitatori.

COMUNICAZIONE, Web e Social Media

La comunicazione digitale della Biennale Architettura 2021 ha avuto inizio nel 2020 con il progetto Biennale Architettura Sneak Peek, nell’ambito del quale sono stati pubblicati video, immagini, podcast e testi dedicati alla preparazione della Mostra. In seguito, i contenuti pubblicati durante la Biennale Architettura 2021 sulle piattaforme social della Biennale di Venezia hanno ottenuto complessivamente circa 90 milioni di visualizzazioni

Sito ufficiale: http://www.labiennale.org

22 maggio > 19 novembre 2021

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FATTORI ALLA GAM DI TORINO

Fattori alla GAM di Torino

La GAM ospita per la prima volta nei suoi spazi una grande retrospettiva dedicata all’opera di Giovanni Fattori (Livorno 1825- Firenze 1908), uno dei maestri dell’Ottocento italiano che seppe interpretare in modo originale e innovativo tanto i temi delle grandi battaglie risorgimentali quanto i soggetti legati alla vita dei campi e al paesaggio rurale acui seppe infondere,analogamente ai ritratti, nuova dignità e solennità.

La mostra “Fattori. Capolavori e aperture sul ‘900” è organizzata e promossa da GAM TorinoFondazione Torino Musei e da 24 ORE Cultura e con l’Istituto Matteucci eil Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno.

Sessanta sono i capolavori dell’artista livornese, tra cui tele di grande formato, preziose tavolette e una selezione di acqueforti, che formano il percorso espositivo in nove sezioni. La cronología va dal 1854 giunge al 1894 e comprende la sperimentazione macchiaiola e le opere fondamentali degli anni Sessanta e Settanta fino alle tele dell’età matura, che ne rivelano lo sguardo acuto e innovatore che anticipa le aperture del ’900.

Le curatrici del progetto sono Virginia Bertone e Silvestra Bietoletti che, affiancate dal Comitato scientifico composto da Cristina Acidini, Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca, hanno realizzato un progetto espositivo composito seguendo una scansione cronologica e tematica.

Sono altresì presenti alcune opere di allievi di Fattori e di artisti da lui influenzati come Plinio Nomellini, Oscar Ghiglia, Amedeo Modigliani, Lorenzo Viani, Carlo Carrà, Giorgio Morandi ad indicare i suoi stimoli nella pittura successiva.

GAM di Torino. Fattori. Capolavori e aperture sul ‘900” dal 14 ottobre fino al 20 marzo 2022,

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Museo Nivola, Orani (Nuoro)

Museo Nivola

Il Museo Nivola di Orani (Nuoro), sito al centro di un parco nel cuore della Sardegna, è dedicato all’opera di Costantino Nivola (Orani, 1911 – East Hampton, 1988), figura importante del contesto internazionale incentrato sulla “sintesi delle arti”, l’integrazione tra arti visive e architettura, e personaggio attivo nel quadro degli scambi culturali tra Italia e Stati Uniti del secondo Novecento. Il museo possiede una collezione permanente di circa trecento sculture, dipinti e disegni di Nivola e organizza mostre temporanee incentrate in prevalenza sul rapporto fra l’arte, l’architettura e il paesaggio.

Museo archeologico, Quartucciu

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