NATURE FOREVER. Piero Gilardi al Maxxi di Roma

                                  NATURE FOREVER. Piero Gilardi al Maxxi di Roma

 

Ha ricreato porzioni di natura in forma di tappeti, ha riprodotto volti di politici e industriali in maschere satiriche, ha coinvolto i manifestanti di un corteo a spingere tutti insieme un gigantesco masso e ha costruito sassi che battono al ritmo del nostro cuore.

Crede in un’arte militante, democratica, libera dal mercato, motore positivo di trasformazione sociale. E’ Piero Gilardi, cui il MAXXI dedica NATURE FOREVER una grande monografica. La mostra racconta 50 anni di attività dell’artista, a partire dalla complessa relazione tra uomo e natura, indagando l’era del consumismo e l’utilizzo delle nuove tecnologie, in un percorso che affronta e approfondisce temi come l’ecologia, la natura relazionale dell’arte, l’impegno sociale e politico.

La mostra è a cura di Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Marco Scotini.



A. M. D. P.

NATURE FOREVER. Piero Gilardi al Maxxi di Roma

dal 13 aprile al 15 ottobre 2017

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Venezia. Biennale Arte 2017.  22 Eventi Collaterali


Venezia. Biennale Arte 2017
22 Eventi Collaterali


                  Shirin Neshat The Home of My Eyes. Museo Correr




Sono 22 gli Eventi Collaterali della 57. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo VIVA ARTE VIVA, curata da Christine Macel e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, aperta al pubblico dal 13 maggio al 26 novembre 2017.
 

Gli Eventi Collaterali ammessi dal curatore, e promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro, sono organizzati in numerose sedi della città di Venezia e propongono un’ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la mostra di Venezia. 

 

 

Eventi collaterali

 

A bonsai of my dream – works by Wong Cheng Pou

Arsenale, Castello, 2126/A (Campo della Tana)

13 maggio – 12 novembre

Promotori: The Cultural Affairs Bureau of the Macao S.A.R. Government;

The Macao Museum of Art

http://www.icm.gov.mo

http://www.mam.gov.mo

 

Alberto Biasi, Sara Campesan, Bruno Munari e altri amici di Verifica 8+1

Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa, galleria di Piazza San Marco, 71/c

28 luglio – 8 ottobre

Promotore: Associazione Culturale Ars Now Seragiotto

http://www.bevilacqualamasa.it

 

Body and Soul. Performance Art – Past and Present

Palazzo Pisani, San Marco, 2810 (Campiello Pisani)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Rush Philantropic Arts Foundation

rushphilantropic.org

 

Catalonia in Venice_La Venezia che non si vede

Cantieri Navali, Castello, 40 (Calle Quintavalle)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Institut Ramon Llull

http://www.llull.cat

blind.wiki/venezia

 

Doing Time

Palazzo delle Prigioni, Castello, 4209 (San Marco, Ponte della Paglia)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Taipei Fine Arts Museum of Taiwan

http://www.tfam.museum

 

Fernando Zobel Contrapuntos

Fondaco Marcello, San Marco, 3415 (Calle del Traghetto o Ca’ Garzoni)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Ayala Foundation/Ayala Museum

http://www.ayalafoundation.org / http://www.ayalamuseum.org

 

Future Generation Art Prize @ Venice 2017

Palazzo Contarini dal Zaffo Polignac, Dorsoduro, 874 (Accademia)

12 maggio – 13 agosto

Promotore: Victor Pinchuk Foundation

 

James Lee Byars, The Golden Tower

Dorsoduro, Campo San Vio

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Fondazione Giuliani

http://www.fondazionegiuliani.org

 

Jan Fabre – Glass and Bones Sculptures 1977 – 2017

Abbazia di San Gregorio, Dorsoduro, 172

13 maggio – 26 novembre

Promotore: GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo

http://www.gamec.it

 

Man as Bird. Images of Journeys

Palazzo Soranzo Van Axel, Canna regio, 6099 (Fondamenta Sanudo)

13 maggio – 5 settembre

Promotore: The Pushkin State Museum of Fine Arts

http://www.arts-museum.ru

 

Michelangelo Pistoletto

Isola di San Giorgio Maggiore, Basilica di San Giorgio Maggiore

10 maggio – 26 novembre

Promotore: Associazione Arte Continua

http://www.arteallarte.org

 

Modus

Ca’ Faccanon, San Marco, 5016 (Poste Centrali)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: WAVE’s (women arts Venice)

http://www.venicewave.com

 

Philip Guston and the Poets

Gallerie dell’Accademia di Venezia, Dorsoduro, 1050 (Campo della Carità)

13 maggio – 3 settembre

Promotore: Museo Nazionale Gallerie dell’Accademia di Venezia

http://www.gallerieaccademia.it



Philip Guston, Mother and Child, c. 1930 © The Estate of Philip Guston, Courtesy Hauser & Wirth



Pierre Huyghe

Espace Louis Vuitton Venezia, San Marco, 1353 (Calle del Ridotto)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Fondation Louis Vuitton

http://www.fondationlouisvuitton.fr

 

Ryszard Winiarski. Event-Information-Image

Palazzo Bollani, Castello, 3647

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Starak Family Foundation

http://www.starakfoundation.org

http://www.venice2017winiarski.pl

 

Salon Suisse: Ataraxia

Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro, 810 (Campo Sant’ Agnese)

11 maggio; 31 agosto – 2 settembre; 19 – 21 ottobre; 23 – 25 novembre

 Promotore: Swiss Arts Council Pro Helvetia

http://www.prohelvetia.ch

http://www.biennials.ch

 

Samson Young: Songs for Disaster Relief, Hong Kong in Venice

Arsenale, Castello, 2126 (Campo della Tana)

13 maggio – 26 novembre

Promotori: M+, West Kowloon Cultural District; Hong Kong Arts Development Council

http://www.westkowoloon.hk

http://www.hkadc.org.hk

http://www.venicebiennale.hk

 

Scotland + Venice presents Rachel Maclean’s Spite Your Face

Chiesa di Santa Caterina, Cannaregio, 4090/4091 (Fondamenta di Santa Caterina)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Scotland + Venice

http://www.scotlandandvenice.com

http://www.creativescotland.co.uk




Shirin Neshat The Home of My Eyes

Museo Correr, San Marco, 52

10 maggio – 26 novembre

Promotore: Written Art Foundation

http://www.writtenartfoundaton.com

 

The Court of Redonda

Ca’ Dandolo, San Polo, 2879

13 maggio – 26 novembre

Promotore: The Heong Gallery at Downing College, University of Cambridge

http://www.dow.cam.ac.uk

 

Wales in Venice: James Richards

Santa Maria Ausiliatrice, Castello, 450 (Fondamenta di San Gioacchin)

13 maggio – 26 novembre

Promotore: Cymru yn Fenis Wales in Venice

venice.arts.wales

http://www.experiencewalesinvenice.org

 

Yesterday/Today/Tomorrow: Traceability is Credibility

Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Sala Borges

13 maggio – 13 agosto

Promotore: Fondazione Giorgio Cini

http://www.cini.it

 

 

 

 A.M.D.P.

 

 

 

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Roma. Galleria della Biblioteca AngelicaYORGOS GIOTSASMATERIA LA PRIMA

  • Roma. Galleria della Biblioteca Angelica
  • YORGOS GIOTSAS
  • MATERIA LA PRIMA



Yorgos Giotsas inaugura la sua quinta mostra personale, 

Giovedì 16 marzo 2017, alla Galleria della Biblioteca Angelica di Roma. L’artista presenta una serie di opere recenti a tecnica mista di cui protagoniste assolute sono la terra e la combustione.

 

Scrive Giuliano Serafini, curatore della mostra, in catalogo:

…Si pensi al grande motivo archetipico che ritorna ossessivo ovunque, là dove la scaturigine della materia si confronta con la sua distruzione e la sua perdita attraverso l’elemento primario fondante, il fuoco. E’ da qui, dalla fiamma che distrugge e rigenera all’infinito, che si dovrà cominciare per una ricognizione nel cuore di un’opera così segreta, così apparentemente chiusa e ostile a ogni ipotesi ermeneutica.

A questa no man’s land della visione e del pensiero, i materiali di Giotsas non possono che “rispondere“ per ossimori: colle e combustioni che assemblano organico e inorganico, morbido e duro, coriaceo e soffice, polveroso e solido….

Yorgos Giotsas ha frequentato l’Accademia di Belle Arti in Grecia e la facoltà di Graphic Design alla Hertfordshire University in Inghilterra: Ha vissuto e lavorato a Londra, Istanbul ed Atene. Attualmente vive ed opera tra Italia e Grecia. Ha preso parte a numerose mostre personali e collettive in Grecia e all’estero. Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche, come al Museo d’Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano (PT), all’ Hungarian Open Air Muzeum Szentendre di Budapest e al Muzeum Kresow Lubaczow in Polonia.

 

A. M. D. P.


Roma. Galleria della Biblioteca Angelica

YORGOS GIOTSAS MATERIA LA PRIMA, Dal 17 al 29 Marzo 2017

lunedì e venerdì (8,30-16,30) sabato (8,30-14.00) 

martedì, mercoledì e giovedì (8,30-19.00)

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Uliano Lucas. Retrospettiva a Brescia, Ma.Co.f , Centro Italiano di Fotografia


Uliano Lucas. Retrospettiva a 

Brescia, Ma.Co.f , Centro Italiano di Fotografía



 Uliano Lucas, protagonista della fotografia italiana, da cinquant’anni attento osservatore e narratore della società e delle sue contraddizioni, con “Archeologia del mio vissuto” ricostruisce attraverso oltre 150 immagini percorsi tematici e stilistici, interessi, sensibilità, legami culturali.

Il suo centro è il mondo intellettuale della Milano della fine degli anni Cinquanta che l’ ha l’influenzato nella ricerca formale delle sue prime fotografie e nella stessa scelta di dedicarsi alla fotogiornalismo legato ai profondi cambiamenti sociali e di costume e alle battaglie politiche e civili degli anni Sessanta e Settanta.

La rassegna, che Tatiana Agliani e Renato Corsini gli dedicano al Ma.Co.f (Centro Italiano di Fotografia), con una selezione di 50 anni di fotografia, testimonia il suo impegno sociale condotto per immagini.

Rivivono la Milano dell’immigrazione e del boom economico, il mondo degli “altri”: le carceri, gli ospedali psichiatrici, l’altra faccia del benessere, le contestazioni del ‘68 vissute in presa diretta, volti anonimi o già famosi o destinati a diventare tali in una città che “viveva” le sue contraddizioni.




Ma oltre Milano ci sono l’Etiopia affamata, la nuova Cina alla scoperta del capitalismo e la tragedia di Sarajevo.

I servizi di Lucas sui grandi periodici e sui quotidiani hanno aperto potenti finestre sull’attualità del mondo. Il suo personale impegno sociale lo ha portato sino agli ultimi degli ultimi in India, Corea, Etiopia, a contatto con bambini senza storia e senza futuro.


A. M. D. P. 

ULIANO LUCAS. Retrospettiva, Fino – 07 Maggio 2017

Brescia, Ma.Co.f (Centro Italiano di Fotografia)

Ufficio Stampa: gestione2@studioesseci.net (Simone Raddi)




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Torino. L’ITALIA DI MAGNUM. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo PellegrinCentro Italiano per la Fotografia 

Torino. L’ITALIA DI MAGNUM. 
Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin
 Centro Italiano per la Fotografia 

La nuova stagione espositiva di CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia, si apre giovedì 3 marzo con “L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrinla” una mostra di 200 fotografie.

Curata dal neo-direttore Walter Guadagnini, con la collaborazione di Arianna Visani, la mostra vuole celebrare anche il settantesimo anniversario della nascita di Magnum, partner ufficiale di Camera sin dalla sua fondazione. Venti sono gli autori chiamati a raccontare eventi grandi e piccoli, personaggi e luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi del nostro paese. 
Introdotta da un omaggio ad Henri Cartier-Bresson e al suo viaggio in Italia negli anni Trenta, la mostra prende avvio da Robert Capa sulla fine della Seconda Guerra Mondiale, con le rovina dei cinque anni di conflitto, e poi da David Seymour, che nel 1947 riprende invece i turisti che tornano a visitare con speranza la Cappella Sistina. L’esposizione prosegue con le immagini di Elliott Erwitt, René Burri e di Herbert List: il primo racconta Roma, le sue bellezze; il secondo ci porta all’interno della storica mostra di Picasso del 1953 a Milano; il terzo infine, con una serie di scatti strepitosi, porta lo spettatore all’interno di Cinecittà, la “Hollywood sul Tevere”. Altri fotografi di Magnum sono: Thomas Hoepker, con immagini del trionfo di Cassius Clay alle Olimpiadi di Roma del 1960, Bruno Barbey, che documenta i funerali di Togliatti, e Erich Lessing, con un servizio sul “boom” economico, sulla spiaggia di Cesenatico, con i suoi riti e i suoi miti. 

Cambia il clima negli anni Settanta e Ferdinando Scianna racconta il passaggio tra i due decenni attraverso le immagini di una Sicilia sempre uguale e sempre mutevole, Leonard Freed riprende frammenti dello storico referendum sul divorzio, mentre Raymond Depardon presenta una delle sue serie più struggenti, quella sui manicomi, realizzata nel momento della Legge Basaglia. Una decina di fotografie ancora realizzate da Scianna aprono gli anni Ottanta: sono le immagini di un Berlusconi in versione imprenditore di successo, prima della discesa in politica. 

Ma il decennio è anche quello della definitiva affermazione del turismo di massa nel nostro paese: la grandi fotografie di Martin Parr colgono il contrasto tra la bellezza dei luoghi e il cattivo gusto dei nuovi visitatori, con effetti comici. Patrick Zachmann invece racconta la Napoli della camorra, prima di “Gomorra” ma con la stessa intensità.

Per gli anni Novanta e Duemila: Alex Majoli fotografa le discoteche romagnole; Thomas Dworzak riporta le giornate del G8 di Genova, Peter Marlow documenta la guerra nella ex Jugoslavia, narrata dagli occhi dei soldati americani; Chris Steele Perkins torna invece in Vaticano per raccontare il torneo di calcio tra religiosi “Clericus Cup”. 

Paolo Pellegrin chiude la sala e il decennio, con le immagini della folla assiepata in Piazza San Pietro nella veglia per la morte di Papa Giovanni Paolo II e inoltre la folla dei migranti su un barcone. Uscendo dall’ultima sala, il visitatore incontra infine la grande, infine Mark Power fotografa Piazza San Marco, la Basilica di San Petronio a Bologna, il Museo del Cinema di Torino e il Duomo di Milano. 

Sono dunque immagini di un’epoca e capolavori fotografici.

Il catalogo bilingue è edito da Silvana Editoriale.

La mostra L’Italia di Magnum si inserisce nell’ambito delle celebrazioni del settantesimo anniversario di Magnum Photos: mostre, pubblicazioni ed eventi da Brescia a Cremona, fino a Parigi e New York, per tutto il 2017.

Anna Maria Di Paolo

 
L’Italia di Magnum. Centro Italiano per la Fotografia

Via delle Rosine 18, 10123 – Torino

Dal 3 marzo al 21 maggio 2017. Lunedì – Domenica 11.00 – 19.00



http://www.camera.to |camera@camera.to

http://www.studiosseci.net

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Keith Haring a Milano, Palazzo Reale

– Palazzo Reale di Milano rende omaggio a Keith Haring (1958-1990) con una grande mostra dal titolo Keith Haring. About Art, curata da Gianni Mercurio.

La retrospettiva, che presenta 110 opere del geniale artista americano, di cui alcune inedite o mai esposte in Italia, è tesa a mettere in luce il rapporto di Haring con la storia dell’arte. Per tale motivo il percorso espositivo è realizzato in modo da creare un dialogo tra le opere dell’artista e quelle che sono state le sue fonti ispirative che vanno dall’archeologia classica, alle figure archetipe delle religioni, alle maschere del Pacifico e alle creazioni dei nativi americani, fino a arrivare ai maestri del Novecento, quali Pollock, Dubuffet, Klee.

Nell’arco della sua breve quanto intensa carriera, Haring, attraverso il suo stile unico e inconfondibile, ha affrontato temi propri del suo e del nostro tempo: droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione delle minoranze, arroganza del potere. Haring ha partecipato di un sentire collettivo diventando l’icona di artista-attivista globale. Il suo progetto, reso ben evidente in questa mostra, fu tuttavia quello di ricomporre i linguaggi dell’arte in un unico personale, immaginario simbolico, che fosse al tempo stesso universale, per riscoprire l’arte come testimonianza di una verità interiore che pone al suo centro l’uomo e la sua condizione sociale e individuale.

                                                                                      Omaggio a Magritte



La mostra, aperta al pubblico dal 21 febbraio al 18 giugno 2017, è corredata da un catalogo, pubblicato da GAmm Giunti/24 ORE Cultura, che comprende, oltre a una vasta biografia illustrata e a tutte le opere esposte, i saggi del curatore, Gianni Mercurio, Demetrio Paparoni, Marina Mattei e Giuseppe Di Giacomo.
Dal 21 Febbraio 2017 al 18 Giugno 2017

Milano, Palazzo Reale

c.mostre@comune.milano.it

http://www.mostraharing.it
 

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L’ELOGIO DELLA BELLEZZA. 20 capolavori, 20 Musei, per i 20 anni del Lia

L’ELOGIO DELLA BELLEZZA. 20 capolavori, 20 Musei, per i 20 anni del Lia



                                      Procaccini, La Maddalena penitente e un angelo. Pinacoteca di Brera, Milano

                                                                               

Dopo vent’anni fa, dalla costituzione del Museo Civico “Amedeo Lia” si ricorda, come un elogio alla Bellezza, una grande storia e un grande protagonista, un ingegnere che ha messo insieme una collezione di rilievo mondiale, donata alla sua città, La Spezia.


Oggi, nel ventennale, la città della Spezia ha scelto di onorare la memoria di Amedeo Lia facendo convergere nel magnifico Museo a lui dedicato venti capolavori aggiuntivi, uno per ogni anno, da parte dei musei coi quali Lia ha avuto rapporti scientifici e di scambio.


I 20 sono capolavori scelti sulla base della qualità, ovviamente, ma anche sulla base della loro “assonanza” con le opere patrimonio del Lia. Ospiti di qualità, dunque, saranno al Lia: Dosso Dossi, Neri di Bicci, Giovanni da Modena, Annibale Carracci, El Greco, Bramantino, Chardin, Panfilo Nuvolone, Matteo Civitali, Jacopo Bassano, Beato Angelico, Gian Lorenzo Bernini, Giulio Cesare Procaccini, Bergognone, Pontormo, Guercino, Ludovico Carracci, oltre che reperti archeologici o esempi eccelsi di arti applicate.


                  Vittore Carpaccio, Madonna col Bambino e san Giovannino. Staedelsches Kunstinstitut, Francoforte


Mille le opere della Collezione Lia, dall’epoca classica al tardo antico, al Medioevo fino al XVIII secolo: dipinti, miniature, sculture in bronzo, rame, avorio, legno, vetri, maioliche e oggetti d’arte che documentano il gusto e la cultura dell’arte in Italia e in Europa.

Nella collezione: Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi, Lippo Memmi, Lippo di Benivieni, Lorenzo di Bicci, Barnaba da Modena, Paolo di Giovanni Fei, il Sassetta, tempere e tele di Vincenzo Foppa, Antonio Vivarini, il Bergognone, un probabile Raffaello giovane, Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni Cariani, Gentile e Giovanni Bellini, Bernardo Bellotto, Canaletto.


              Jean Simèon Chardin, Nature morte à la cótelette, XVII secolo, Musee Jacquemart-Andre, Parigi

All’ “Omaggio” hanno contribuito i fiorentini Galleria dell’Accademia, Museo del Bargello, Museo Nazionale di San Marco e Museo Horne, il Museo Civico Medievale di Bologna, il Castello Sforzesco, la Pinacoteca di Brera e il Diocesano per Milano, il lucchese Museo Nazionale di Villa Guinigi, le veneziane Gallerie dell’Accademia, la Carrara di Bergamo, la Galleria Nazionale delle Marche e, da Roma, la Pinacoteca Capitolina, il Museo Nazionale di Palazzo Venezia e la Galleria Borghese, per quanto riguarda l’Italia. L’estero è presente con la Gemaldegalerie di Berlino, il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid, il Musée Jacquemart-André di Parigi e il Städelsches Kunstinstitut di Francoforte.


A. M. D. P. 


La Spezia, Museo Lia, Museo Civico “Amedeo Lia”

Via Prione, 234 – 19121 – La Spezia

24 Marzo 2017 – 25 Giugno 2017


http://museolia.spezianet.it



Ufficio stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo, info@studioesseci.net

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 Brescia. Prima edizione del Festival di Fotografia 2017. People


 Brescia. Prima edizione del Festival di Fotografia



                                                                                 Steve McCurry


Il nuovo Brescia Photo Festival dedicato alla fotografia si svolgerà a Brescia, dal 7 al 12 marzo, sul tema “People”. 

Il Festival è promosso e organizzato da Fondazione Brescia Musei e dal Macof-Centro della fotografia italiana – con il sostegno di Comune di Brescia, MO.CA. e della Fondazione ASM – e la collaborazione di Silvana Editoriale e LABA, alla cui creatività si deve il logo e l’immagine coordinata del festival. Tra le proposte di 4 giovani studenti, è stata scelta la realizzazione di una “molletta”, simbolo non soltanto del procedimento di asciugatura delle fotografie nella camera oscura, ma anche simbolo di “Unione” diffusa tra i tanti che parteciperanno al Festival.

Il progetto, infatti, coinvolgerà varie realtà cittadine e non soltanto il Museo di Santa Giulia e il MO.CA.”, come del resto si è già fatto in questo ambito con la Biennale della Fotografia che era però a livello privato con fotografi da tutto il mondo.

Un’attenzione speciale sarà per i giovani che interverranno sui temi della fotografia.

Anche il “fuori festival”, dunque, presenterà un ampio programma di mostre nelle gallerie e in altri spazi privati della città, mentre al Cinema Eden sarà proietto un ciclo di film documentari con le biografie dei grandi fotografi.




                                                                                    Dondero


Col tema “People” si rappresenterà la complessa comunità umana oggi con dedicata al fotogiornalismo, senza contare la partecipazione del famosissimo Steve McCurry con la serie di immagini che ha riunito in un volume e che saranno esposte con altre sul tema della lettura, a cura di Biba Giacchetti e contributi letterari di altri, tra cui di Roberto Cotroneo. La produzione è di Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, realizzata in collaborazione con SudEst57 e con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.


Questa 1* edizione 2017 coincide con i 70 anni della agenzia internazionale di fotogiornalismo Magnum Photo, che vede al suo interno alcuni tra i più grandi fotografi del mondo. 



“Brescia Photo Festival”, pertanto, coinvolgerà, oltre al Museo di Santa Giulia a Brescia, anche la Camera – Centro Italiano della Fotografia- di Torino e il Museo del Violino di Cremona con tre diverse mostre aperte fino al 3 settembre. 

Esposizioni avverranno anche in una una trentina di gallerie in città, tra cui Paci Contemporary, galleria dell’Incisione, A Palazzo, Kanaldidarte, Ken Damy e Massimo Minini.

“Magnum First”, al Santa Giulia ripropone, per la prima in Italia, le 83 stampe vintage in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing accompagnate da alcuni scritti degli autori. Questa mostra è stata fortunosamente ritrovata nel 2006, ancora chiusa nelle sue casse, dopo essere stata dimenticata in una cantina di Innsbruck nel 1956. 



                                                                                               Werner Bischof

Di Magnum – La première fois” – saranno presenti i lavori di venti grandissimi fotografi, con proiezioni e stampe originali, a cura di François Hébel.

Alla Camera di Commercio di Brescia, inoltre, saranno proiettati di Brescia Photos, i tre reportage su Brescia ed il suo territorio realizzati nel 2003 da Harry Gruyaert, Alex Majoli e Chris Steele-Perkins della Magnum.

Numerose le proposte espositive dedicate alla Fotografia Italiana al Ma.Co.f, Centro Italiano di Fotografia, il cui comitato scientifico, è presieduto da Gianni Berengo Gardin. 

Due le produzioni del Brescia Photo Festival: un’ antologica sul lavoro di Caio Mario Garrubba “Nel mirino della storia” dalle prestigiose collaborazioni con Life e Der Spiegel e un’altra antologica di 200 immagini di Uliano Lucas, uno dei testimoni più attenti degli ultimi 50 anni della storia della fotografia.



                                      Gianni Berengo Gardin. 

Un Premio Internazionale per la fotografia, intitolato a Mario Dondero, sarà riservato a reportage inediti sul tema sociale “dalla parte dell’uomo”. La giuria che esaminerà le opere è composta da Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Maddalena Dondero, Renato Corsini, Walter Guadagnini e Gianluigi Colin.

Tanti irinerari, dunque, e tantissimo interesse nell’attesa.


Anna Maria Di Paolo 


Info

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 

Referente: Roberta Barbaro – gestione3@studioesseci.net

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A PALAZZO MARTINENGO DI BRESCIADA HAYEZ A BOLDINI

A PALAZZO MARTINENGO DI BRESCIA
DA HAYEZ A BOLDINI.


                                    Boldini

Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento

L’ arte italiana del XIX secolo attingendo all’enorme patrimonio artistico, che le campagne napoleoniche avevano tentato di minacciare dà luogo al Neoclassicismo, al Romanticismo, alla Scapigliatura e al Divisionismo. Ora una mostra al Palazzo Martinengo di Brescia ne ripercorre l’iter attraverso opere da Canova a Hayez, da Fattori a Segantini, da Inganni a De Nittis, da Appiani a Boldini con 100 capolavori. 
L’esposizione, dal titolo Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento, curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo in collaborazione con la Provincia di Brescia, illustra pertanto le correnti e i movimenti pittorici tra i più dinamici a livello europeo.


Canova

Ad Amore e Psiche di Antonio Canova, espressione dell’estetica neoclassica, fanno da supporto opere di altri autori neoclassici, come ad esempio Andrea Appiani, pittore prediletto da Napoleone, che evoca l’ eleganza di Raffaello.
La sezione dedicata al Romanticismo annovera, tra altre, Maria Stuarda di Francesco Hayez e opere del Piccio, anticipatore della Scapigliatura alla quale sarà dedicata la terza sala con tele di Tranquillo Cremona.
Per i Macchiaioli sono presentate opere di Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini che elaborano il concetto di “macchia” di luce e di colore per suggestive atmosfere, talora nella solitudine delle campagne estive.


Segantini

Non mancano dipinti a soggetto orientalista, e poi scene di vita quotidiana fissate da Induno, Ciardi, Favretto, Palizzi, Irolli, Milesi e dal bresciano Angelo Inganni, qui con diversi lavori tra cui due vedute di Piazza della Loggia.

Angelo Inganni
I Divisionisti, inoltre, sull’ onda dell’ Impressionismo, elaborarono, una tecnica pittorica che con brevi pennellate di colore rimandano a significati simbolici come le opere di Segantini, Morbelli e Pellizza da Volpedo il quale non soltanto espresse il suo concetto di realismo sociale, ispirato dalle letture di Marx ed Engles, nell’ opera emblematica de“Il Quarto Stato”, al Museo del 900 di Milano, ma anticipó, in un certo senso, anche il Futurismo.


Hayez

La mostra si chiude con la rievocazione del clima culturale parigino della Belle Époque, dove vissero e lavorarono maestri quali Zandomeneghi, De Nittis e Boldini. Di quest’ultimo, geniale anticipatore della modernità novecentesca, saranno esposti i sensuali ritratti nei quali esaltò la bellezza femminile, svelandone l’anima più misteriosa.
Catalogo Silvana Editoriale.
Anna Maria Di Paolo 
DA HAYEZ A BOLDINI. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento

Brescia, Palazzo Martinengo, via dei Musei 30.

21 gennaio – 11 giugno 2017

 

Info e prenotazioni:

tel. 380-4650533; gruppi@amicimartinengo.it
Sito internet:www.mostra800.it

Ufficio stampa

anna.defrancesco@clponline.it; http://www.clponline.it

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MERET OPPENHEIM. OPERE IN DIALOGO DA MAX ERNST A MONA HATOUM al LAC di LUGANO

MERET OPPENHEIM. OPERE IN DIALOGO DA MAX ERNST A MONA HATOUM al LAC di LUGANO

Il Museo d’arte della Svizzera italiana rende omaggio a “Meret Oppenheim, opere in dialogo. Da Max Ernst a Mona Hatoum”. La mostra, dedicata a una delle artiste più celebri del Novecento, la presenta accanto ai maggiori esponenti del movimento dada e surrealista e a figure di rilievo nel panorama dell’arte contemporanea.
Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle artiste più celebri del Novecento e autrice di opere divenute vere e proprie icone dell’arte del Novecento. Il suo straordinario fascino e la sua personalità si sono riflesse nella vita e nelle creazioni dei suoi amici e colleghi come Man Ray, Marcel Duchamp, Max Ernst, Alberto Giacometti, René Magritte e molti altri, facendone una figura centrale nella scena artistica degli anni Trenta. 

Attraverso un centinaio di opere, la mostra documenta il suo intero percorso, dagli esordi nella Parigi dei primi anni Trenta fino alle esperienze non figurative degli anni Settanta e Ottanta. Saranno, inoltre presenti opere dei maggiori esponenti del movimento dada e surrealista e di alcuni affermarti artisti contemporanei come Robert Gober e Mona Hatoum.

L’esposizione presentata dal Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI Lugano) e curata da Guido Comis, curatore MASI Lugano, e Maria Giuseppina Di Monte, direttrice dei Musei Andersen, Manzù e Praz di Roma e studiosa dell’opera di Meret Oppenheim, ha luogo a pochi passi da Carona, borgo caro all’artista che lì, nella casa di villeggiatura di famiglia, trovò un rifugio sereno anche nei momenti più inquieti della sua esistenza.

Dall’11 febbraio al 28 maggio 2017 

A. M. D. P. 

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Al MAXXI di Roma e alla Triennale di Milano: un biglietto per due

  •   Un biglietto per due:

al MAXXI di Roma e alla Triennale di Milano

con un solo biglietto che dura un anno

 

 

                                                                                                     Triennale


Roma-Milano, 1 dicembre 2016. Costa 15 Euro e, per un anno, dal 7 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017, permette di visitare le mostre di due grandi istituzioni culturali.

È il biglietto congiunto proposto dalla Triennale di Milano e dal MAXXI, a Roma, che hanno deciso di fare rete e collaborare per promuovere la cultura contemporanea in Italia.

 

Afferma Claudio De Albertis, presidente della Triennale di Milano: “Da oggi comincia una grande stagione di collaborazione tra due istituzioni italiane che hanno nel proprio DNA la diffusione della cultura del contemporaneo e la multidisciplinarità. Sono sicuro che questo è solo l’inizio. La Triennale di Milano e il MAXXI si alleano con il medesimo fine, sostenere e divulgare le arti contemporanee in Italia”.

 


                                                                                                    MAXXI

Dice Giovanna Melandri, presidente Fondazione MAXXI: “Fare sistema con le più importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali fa parte della mission del MAXXI. Grazie alla collaborazione con La Triennale, possiamo arricchire ancora la nostra offerta culturale, con progetti di grande qualità per i visitatori. Nella convinzione che i consumi culturali vadano sempre facilitati e sostenuti”.

 

Il biglietto è acquistabile dal 7 dicembre presso le due biglietterie e online sui siti delle due istituzioni (www.fondazionemaxxi.it e http://www.triennale.org) o direttamente su vivaticket.it 15 euro + prev.

Biglietto utilizzabile per un solo accesso a ciascuna sede espositiva.

 

 


 

Triennale di Milano

Viale Alemagna 6

20121 Milano

T. 02 724341

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MAXXI

Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Via Guido Reni 4A

00196 Roma

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                   Artemisia Gentileschi  Palazzo Braschi a Roma

                              Artemisia Gentileschi 

                           Palazzo Braschi a Roma


 Ad Artemisia Gentileschi il Museo di Roma a Palazzo Braschi dedica un’importante mostra. 

L’esposizione, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, nasce da un’idea di Nicola Spinosa, avvalendosi di un prestigioso comitato scientifico ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana.

La mostra è un viaggio nella vita e nell’arte di Artemisia, con un approfondito esame degli scambi e delle influenze con gli artisti a lei vicini quali Cristofano Allori, Simon Vouet, Giovanni Baglione, Antiveduto Grammatica e Giuseppe Ribera, altri grandi protagonisti del ‘600.
Frutto di un lunghissimo lavoro preparatorio, la mostra presenta 90 opere, che coprono un arco temporale che va dal 1610 al 1652, tra le quali Giuditta che taglia la testa a Oloferne dal Museo di Capodimonte, Ester e Assuero dal Metropolitan Museum di New York, Autoritratto come suonatrice di liuto, Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, e moltissime altre, prestate dai principali musei del mondo, tra cui la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze e il Národní galerie v Praze di Praga.
L’esposizione è a cura di Francesca Baldassari, Judith Mann, Nicola Spinosa.

L’artista, nata a Roma nel 1593 e morta a Napoli nel 1653, protagonista di noti episodi drammatici e scandalosi, ha vissuto e lavorato a: Firenze, Roma e Napoli.

Il padre Orazio le insegnò il rigore del disegno, e da Caravaggio, riprese l’aspetto drammatico e teatrale. Divenne nota per il processo per stupro contro Agostino Tassi tanto che sorsero numerose associazioni e circoli intitolati a lei. Fu dunque una figura di donna impegnata e indipendente diventando un’apprezzata artista. 

Roberto Longhi ha scritto di lei che è «l’unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità…». In verità, così non è stato in quanto prima di Artemisia, tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, ci furono altre donne pittrici, come Sofonisba Anguissola che fu chiamata in Spagna da Filippo II; Lavinia Fontana che si recò a Roma su invito di papa Clemente VIII; Fede Galizia che dipinse, tra l’altro, originali nature morte e una bella Giuditta con la testa di Oloferne; Lucrina Fetti che lavorò per i Gonzaga. 

La storia personale e artistica di Artemisia fu, comunque, davvero singolare e rimarchevole

come ben si evince dalle opere presentate nella mostra di Roma.

A. M. D. P. 


ROMA, Palazzo Braschi, fino all’ 08 Maggio 2017

INFO: museodiroma@comune.roma.it

 http://www.museodiroma.it

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