COLLEZIONE CHRISTIAN STEIN. UNA STORIA DELL’ARTE ITALIANA

“Collezione Christian Stein. Una storia dell’arte italiana”

La Galleria Christian Stein, fondata nel 1966 a Torino, costituì fin dall’inizio  un punto di referimento per i giovani artisti le cui opere Germano Celant definì di Arte povera.

La Stein ebbe ad esempio con Mario Merz, Luciano Fabro o Giulio Paolini, incontri e discussioni quotidiane che si concludevano sempre con la sua condivisione rinnovata. Le opere che espose in galleria rimasero  quasi sempre con lei,  conservò, infatti, tutti i lavori della prima personale, nel 1967, di Alighiero Boetti e altrettanto fece con Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, Giovanni Anselmo e Claudio Parmiggiani che continuarono ad esporre con regolarità. A rappresentare la generazione successiva, quella degli anni Ottanta la Stein chiamò Remo Salvadori e Domenico Bianchi.

La Stein comprese, dunque, l’importanza dei lavori di quegli artisti che recuperarono il valore primario dei materiali, al di là del significato che avevano assunto nella società dei consumi, accettando, altresì, la valorizzazione di “azioni povere” a cui non si poneva più attenzione.

Ora il Museo Cantonale d’Arte di Lugano, con l’esposizione Collezione Christian Stein. Una storia dell’arte italiana, rende omaggio all’intelligente gallerista e collezionista con una selezione di cento capolavori dell’arte italiana del dopoguerra, in coproduzione con l’IVAM, Institut Valencià d’Art Modern di Valencia, visibile fino al 22 maggio 2011.

Sono esposti monocromi di Manzoni e Lo Savio, sculture di Melotti, tagli di Fontana, una scultura di Colla, cementi armati di Uncini, e opere di Anselmo, Domenico Bianchi, Alighiero Boetti, Pierpaolo Calzolari, Enrico Castellani, Ettore Colla, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Penone, Pistoletto, Remo Salvadori e Gilberto Zorio.


Comprendere allora l’importanza di una ricerca in cui si andava definendo un nuovo concetto di opera in spazi di relazioni mutevoli non era facile, prova ne sia che i collezionisti erano rari e tra i pochi c’è stata Margherita Stein, nota con il nome di Christian, scomparsa nel 2003, figura emblematica di gallerista collezionista che instaurò con gli artisti rapporti di amicizia, rimasti intatti per quarant’anni.

Una collezione attraverso cui scoprire l’arte italiana nei suoi aspetti emblematici: l’eredità e le relazioni con le avanguardie storiche, le risposte all’ascesa dell’arte americana, un modo radicalmente diverso, peculiarmente italiano, di guardare alla storia dell’arte e di vivere la cultura dell’epoca.”

Una mostra sul Collezionismo, rivolto all’arte italiana dagli anni Cinquanta ad oggi, è quindi, senz’altro, di grande interesse.

Christian Stein aprì in seguito, negli anni Ottanta, nuovi spazi a Milano e, per qualche stagione, a New York. La Galleria è tuttora attiva a Milano.

Curata da Jean Louis Maubant e Francisco Jarauta, Bettina Della Casa, per il Museo Cantonale d’Arte, l’esposizione luganese si avvale di un ricco catalogo edito da Electa ed è dedicata a Jean Louis Maubant, recentemente scomparso.

Anna Maria Di Paolo@

Il Museo Cantonale d’Arte organizzerà, inoltre, sabato 7 maggio 2011, dalle ore 10.30 alle 18.30 una giornata di studio dal titolo Archivi e Fondazioni: l’arte italiana tra attualità e storia, dedicata agli Archivi e alle Fondazioni dei principali artisti italiani del dopoguerra, in particolare di Lucio Fontana, Fausto Melotti, Piero Manzoni e Enrico Castellani unitamente ad alcuni esponenti dell’Arte Povera , Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Mario Merz, Giulio Paolini.

LUGANO, CH, Museo Cantonale d’Arte, Via Canova, 10: Collezione Christian Stein Una storia dell’arte italiana fino al 22 maggio 2011

Orari: martedì 14.00-17.00, da mercoledì a domenica 10.00-17.00, lunedì chiuso

Ingresso: CHF 12.-, AVS, studenti, gruppi CHF 8.-.

http://www.museo-cantonale-arte.ch/

 

 

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